venerdì 28 giugno 2013

PRIMA ITALIANA DI "SWEET MAMBO" AL TEATRO PETRUZZELLI


                            Una produzione del "Tanztheater Wuppertal Pina Bausch"

Il prossimo appuntamento italiano, in prima nazionale, per la storica compagnia di danza della coreografa tedesca Pina Bausch è previsto per venerdì 28 giugno alle 20.30 al Teatro Petruzzelli di Bari (in replica sabato 29 giugno alle 18.00, domenica 30 giugno alle 18.00 e lunedì primo luglio alle 20.30.
Il Tanztheater Wuppertal Pina Bausch, presentato da Andres Neumann International, torna al Petruzzelli per quattro uniche rappresentazioni, dello spettacolo ‘Sweet Mambo’, nell’ambito di un omaggio alla grande coreografa tedesca, innamorata della Puglia, dove trascorreva abitualmente il periodo estivo. La compagnia manca da Bari dal 1990, anno in cui fu presentato Palermo Palermo al Teatro Petruzzelli.
Dopo la scomparsa di Pina Bausch il 30 giugno 2009, avvenuta mentre la sua compagnia si trovava a Spoleto, il Tanztheater è tornato una sola volta in Italia, al Piccolo Teatro di Milano, nel febbraio del 2011.
 A quattro anni dalla scomparsa di Pina Bausch, coreografa tedesca che ha cambiato la storia del teatro e della danza, Bari è pronta ad ospitare la sua storica compagnia Tanztheater Wuppertal Pina Bausch, presentata da Andres Neumann International.
Un omaggio per la pluripremiata coreografa affezionata alla Puglia, dove era solita trascorrere le sue vacanze estive.  Dal 28 giugno al primo luglio andranno in scena al Teatro Petruzzelli quattro uniche rappresentazioni di ‘Sweet Mambo’, in prima nazionale.
Lo spettacolo, creato nel 2008, è la penultima opera realizzata dalla Bausch e rientra nel cartellone della Stagione d’Opera e Balletto 2013 della Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari.
In occasione del ritorno a Bari della compagnia (l’ultima presenza risale al 1990 quando, sempre al Petruzzelli, andò in scena ‘Palermo Palermo’) il Teatro Pubblico Pugliese, con il sostegno del Fesr Dansystem tra le azioni affidate dalla Regione Puglia-Assessorato alla Cultura, ha organizzato un programma di eventi, conferenze e proiezioni interamente dedicati alla figura di Pina Bausch a cura di Lucrezia Zazzera.
Il Tanztheater Wuppertal Pina Bausch continua a presentare le opere di Pina Bausch in tutto il mondo, con la direzione di Lutz Förster  e ‘Sweet Mambo’, è a Bari  in prima esclusiva italiana e con una Compagnia di danzatori storici del Tanztheater.
Il Tanztheater Wuppertal Pina Bausch, sempre presentato da Andres Neumann International, chiuderà la stagione in corso con un’altra data italiana al Teatro di San Carlo di Napoli dove sarà di scena dall’11 al 14 luglio 2013, per le celebrazioni del centenario della creazione de La Sagra della Primavera di Igor Stravinsky.


G.L.

lunedì 24 giugno 2013

PRIMA DELL'INIZIO DEL FESTIVAL DELLA VALLE D'ITRIA

VII Edizione, in occasione del 39° Festival della Valle d’Itria


Anche ques'anno si rinnova l'appuntamento con "Mettiamoci all'Opera": dal 25 giugno al 27 luglio 2013, otto appuntamenti in programma, per conoscere, approfondire e seguire da vicino le opere in cartellone nel 39° Festival della Valle d’Itria.
"Mettiamoci all'Opera", che giunge quest'anno alla settima edizione, rientra nell'ambito del progetto "I Saperi dello Spettacolo" della Fondazione Paolo Grassi, progetto che gode dell'indispensabile sostegno dell'Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia. L'iniziativa guarda alla formazione del pubblico del Festival e vuole infatti incentivarne la partecipazione non solo attraverso incontri propedeutici e di approfondimento, ma anche mediante formule promozionali. Come per gli anni passati, infatti, la frequenza di almeno sei incontri tra quelli previsti darà diritto a un biglietto omaggio per assistere a uno degli spettacoli in programma nella 39.ma edizione del Festival.

Fitto il calendario degli incontri in programma, che prevede, accanto alle Guide all'ascolto con esempi musicali e video a cura della musicologa Daniela Rota e alla presentazione di un volume dedicato al famoso cantore martinese Giuseppe Aprile nel bicentenario della nascita, la partecipazione di tre giovani brillanti e ormai affermatisime scrittrici nate in Puglia. Vittoria Coppola, Maria Pia Romano e Flavia Piccinni racconteranno, ciascuna dal proprio punto di vista, le opere in programma al Festival confrontandosi con registi, direttori, scenografi e cantanti impegnati nella produzione degli spettacoli.
  • Martedì 25 giugno: Guida all’ascolto di “Crispino e la comare”, a cura di Daniela Rota
  • Venerdì 28 giugno: Guida all’ascolto di “Giovanna d’Arco”, a cura di Daniela Rota
  • Lunedì 1 luglio: La scrittrice Vittoria Coppola racconta “Crispino e la comare” con gli Artisti dell’Opera
  • Mercoledì 3 luglio: Guida all’ascolto di “Maria di Venosa”, a cura di Daniela Rota
  • Lunedì 8 luglio: Guida all’ascolto de “L’Ambizione delusa”, a cura di Daniela Rota
  • Venerdì 12 luglio: La scrittrice Maria Pia Romano racconta “Maria di Venosa” con gli Artisti dell’Opera
  • Lunedì 22 luglio: Presentazione del volume di Angelo Marinò dal titolo "Giuseppe Aprile. Idolo di Napoli nel settecento musicale italiano ed europeo" (Edizioni ETS)
  • Sabato 27 luglio: La scrittrice Flavia Piccinni racconta “Giovanna d’Arco” con gli Artisti dell’Opera

Tutti gli incontri si terranno alle ore 19.00 presso l'Auditorium della Fondazione Paolo Grassi (ingresso libero fino a esaurimento posti). In allegato il manifesto con il calendario degli incontri in programma.

martedì 11 giugno 2013

GORAN BREGOVIC A TARANTO CON “CHAMPAGNE FOR GYPSIES”



Il concerto conclude la stagione “XXI Eventi Musicali” dell’Orchestra della Magna Grecia



 “Da piccolo vieni cacciato dalla scuola musicale della tua città natale, Sarajevo, perché non hai talento”, e poi diventi uno dei musicisti più famosi nel mondo. È l’incredibile parabola di Goran Bregovic, straordinario compositore di colonne sonore di film di successo ed eclettico musicista capace di rielaborare le mille influenze e stilemi della musica dei Balcani creando un sound unico e inimitabile.
Il 1° luglio prossimo Goran Bregovich sarà a Taranto per chiudere, con un concerto che si preannuncia già come l’evento-clou dell’estate tarantina, la Stagione Concertistica “XXI Eventi musicali” dell’Orchestra della Magna Grecia.
Taranto sarà una delle poche tappe italiane di “Champagne for Gypsies”, il tour mondiale in cui Goran Bregovic sta presentando il suo ultimo lavoro discografico, accompagnato dalla sua band gitana di sei ottoni “The Wedding & Funeral Band” e da due voci femminili.
Il concerto “Champagne for Gypsies” con Goran Bregovic si terrà a Taranto, nel Teatro “Arena” della Villa Peripato, lunedì 1° luglio, con inizio alle ore 20.45 e “apertura porte” ore 19.30. Goran Bregovic è nato e cresciuto a Sarajevo, città crocevia delle diverse culture, nazionalità e religioni che hanno dato vita alla Bosnia ed Erzegovina.
È un adolescente irrequieto che dà vita con gli amici a gruppi rock, anche se per mantenersi suona per i turisti musica popolare gitana nei locali delle località balneari adriatiche. Nei primi anni Settanta giunge a Napoli dove suona nei night facendosi notare, tra l’altro il suo gruppo fa anche da “spalla” nei concerti dei Pooh. In seguito fonda lo storico gruppo rock Bijelo Dugme (Bottone bianco) che, dopo il suo ritorno in patria, diventerà la rock band più famosa in Jugoslavia.
Il successo internazionale giunge però nei primissimi anni Novanta come compositore di colonne sonore di film di successo, particolarmente felice la sua collaborazione con Emir Kusturica; Goran Bregovic si afferma poi come musicista con progetti in cui i temi e gli stilemi della grande tradizione musicale tzigana e slava si fondono con il tango e la musica popolare dei Balcani. Nasce un sound unico e irripetibile, in cui scatenate danze gitane si alternano a nostalgiche melodie, atmosfere che trovano massima espressione nella “dimensione concerto”.
Goran Bregovic, come detto, sarà a Taranto per presentare “Champagne for Gypsies”, il suo ultimo lavoro discografico nato dal desiderio del compositore balcanico di invitare a collaborare i più importanti rappresentanti musicali della etnia “Romani” recentemente vittima di forti pressioni e discriminazioni in tutta Europa.
Sarà allestita un’area riservata agli abbonati della stagione “XXI Eventi Musicali” dell’Orchestra Magna Grecia; questo concerto “recupera” infatti quello che si sarebbe dovuto tenere con Luis Bacalov a maggio, poi annullato per indisposizione dell’artista.  Sarà disponibile un’area con un limitato numero di posti a sedere, biglietto unico  €22. Informazioni: 099.7304422 o 099 4526853.

lunedì 3 giugno 2013

ANTEPRIMA DELLA STAGIONE 2013-14 DEGLI AMICI DELLA MUSICA "A. SPERANZA"


GIOVANNI ALLEVI, LINA SASTRI, FRANCESCA DEGO, TERESA DE SIO, BRUNO CANINO E KLEDI I PRINCIPALI PROTAGONISTI DELLA STAGIONE

Taranto, 3/6/2013 - Annunciata con anticipo rispetto agli anni passati il programma concertistico degli "Amici della Musica Arcangelo Speranza". Sarà Lina Sastri ad aprire la stagione il 21 Novembre  con "Linapolina" ed il compositore, pianista e direttore d’orchestra amatissimo dai giovani,Giovanni Allevi in aprile 2014 a chiuderla. A questi due grandi artisti si aggiungerano nel corso dei prossimi mesi, il consueto concerto natalizio con "The New York Gospel Spirit" , il duo Francesco D'Orazio e Giapaolo Nuti, la giovanissima violinista Francesca Dego, un vero talento, l'omaggio musicale a Domenico Modugno con i  Rais&Radicanto, il Balletto di Roma con Kadiu Kledi, Simone Cristicchi in "Mio nonno è morto in guerra", spettacoli di Teatrodanza ed operetta musicale, Teresa De Sio e concerti di violino,pianoforte (imperdibile quello di Bruno Canino) e chitarra. Musica classica, sinfonica, progetti speciali, cantautori e musica d’autore, tango e danza contemporanea con artisti di chiara fama e concerti in esclusiva, come nella migliore tradizione del sodalizio, che daranno forza ad una stagione di altissimo livello.Eventi di prestigio, quindi, per una stagione che non mancherà di regalare emozioni. A far loro compagnia ,come detto prima,  tra il Teatro Orfeo e l’Auditorium TaTA’ : la compagnia del Balletto di Roma che porterà all’Orfeo il fortunatissimo Contemporary Tango con un bravissimo ed intenso Kadiu Kledi; il pianista Dario Candela, allievo di Aldo Ciccolini del quale ha recentemente presentato un libro, sarà al Tatà con Francesco Manara, primo violino dell’Orchestra del Teatro alla Scala. E poi i pianisti Bruno Canino, che ha recentemente presieduto la giuria dell’ultimo International Piano Competition “A. Speranza” e Alexander Panfilov, che ha vinto l’ultima edizione del concorso made in Taranto. E poi Simone Cristicchi con lo spettacolo di teatromusica "Mio nonno è morto in guerra", la violinista Francesca Dego che, a ventiquattr’anni, ha già suonato con Shlomo Mintz, e il violinista Francesco D’Orazio, vincitore dell’Abbiati nel 2010, in duo con il pianista Giampaolo Nuti. In collaborazione con l’Associazione Musicale “Mario Costa” diretta da Sabino Dioguardi verrà proposta una vera rarità, l’operetta La Duchessa di Chicago musicata dal compositore di origine ungherese Emmerich Kálmán su libretto di Julius Brammer e Alfred Grünwald. La composizione combina sonorità del jazz e motivi tipici della danza contemporanea con elementi musicali tradizionali associati con lo stile waltz-opera prodotto nella Vienna dei tardi anni venti. La musica si appoggia anche a suoni tradizionali dell'Ungheria, patria nativa del compositore. Sempre all’Orfeo sarà ospite Teresa De Sio, nota cantautrice napoletana che negli anni ottanta connobbe il successo con “Voglia e’ turnà” e Massimo Quarta, violinista vincitore del prestigioso Premio Paganini a Genova che, nella doppia veste di solista e direttore, dirigerà l’Orchestra “Tito Schipa” ICO di Lecce. A Natale torna in Concattedrale il tradizionale concerto gospel di Natale con i The New York Gospel Spirit, e poi ancora il chitarrista Emanuele Segre  accompagnato al pianoforte da Maurizio Zanini e la coreografa-ballerina Yvonne Pouget con Identità il suo  spettacolo di Teatro Danza realizzato dagli Amici della Musica in co-produzione con il Comune di Monaco di Baviera. 

Gli abbonamenti si possono già sottoscrivere esclusivamente presso la sede di via Toscana n° 24 – tel. 0997303972.







 STAGIONE CONCERTISTICA
2013|14




21 novembre | Teatro Orfeo
LINA SASTRI

5 dicembre | Auditorium TaTA’
ORCHESTRA ICO “TITO SCHIPA” DI LECCE
MASSIMO QUARTA – direttore, violino

13 dicembre | Auditorium TaTA’
FRANCESCO MANARA | DARIO CANDELA
violino, pianoforte

23 dicembre | Concattedrale Gran Madre di Dio
THE NEW YORK GOSPEL SPIRIT

10 gennaio | Auditorium TaTA’
FRANCESCO D’ORAZIO | GIAMPAOLO NUTI
violino | pianoforte

23 gennaio | Auditorium TaTA’
FRANCESCA DEGO, violino

29 gennaio | Auditorium TaTA’
RAIZ & RADICANTO in TRAPUNTO DI STELLE omaggio a Domenico Modugno

6 febbraio | Teatro Orfeo
BALLETTO DI ROMA | CONTEMPORARY TANGO | KADIU KLEDI

17 febbraio | Auditorium TaTA’
SIMONE CRISTICCHI “MIO NONNO E’ MORTO IN GUERRA”

28 febbraio | Auditorium TaTA’
“IDENTITÀ- PELLEGRINNAGIO ALL´AMORE” teatrodanza
con YVONNE POUGET & PINO DE VITTORIO

7 marzo | Auditorium TaTA’
EMANUELE SEGRE | MAURIZIO ZANINI chitarra | pianoforte

data e luogo | Auditorium TaTA’
ALEXANDER PANFILOV, pianoforte – Vincitore 51° Concorso “Speranza”

13 marzo | Teatro Orfeo
LA DUCHESSA DI CHICAGO, operetta-musical

21 marzo |Auditorium TaTA’
BRUNO CANINO, pianoforte

28 marzo | Teatro Orfeo
TERESA DE SIO

7 aprile | Teatro Orfeo
GIOVANNI ALLEVI



DIRITTO DI PRELAZIONE: entro il 24 giugno 2013


Due le formule di abbonamento:

ABBONAMENTO GENERALE
Platea e I galleria all’Orfeo - Posto unico al Tatà                             €  270,00
II galleria all’Orfeo - Posto Unico al Tatà                                          €  230,00

ABBONAMENTO “ORFEO”
LINA SASTRI, THE NEW YORK GOSPEL SPIRIT
BALLETTO DI ROMA & KADIU KLEDI
LA DUCHESSA DI CHICAGO, TERESA DE SIO, GIOVANNI ALLEVI
Platea e I galleria                                                                 € 185,00
II galleria                                                                                              € 140,00


Ulteriori info sul sito www.amicidellamusicataranto.it oppure telefonando allo 099.7303972.

giovedì 30 maggio 2013

IL RIGOLETTO IN STREAMING DAL TEATRO PETRUZZELLI

IL 31 MAGGIO IL TEATRO PETRUZZELLI SI PRESENTA CON LA DIRETTA STREAMING
Bari – La Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari si pone sempre più all’avanguardia nel  panorama dei Teatri internazionali; dopo aver intrapreso la strada della sana gestione eccola proporsi  al WEB  per arrivare ad un vasto e diversificato pubblico. Lo  fa  già il Teatro Carlo Felice di Genova, trasmettendo in streaming la stagione lirico-sinfonica ed ora anche il Petruzzelli ,  dopo l’annunciato  accordo con Telecom Italia comincerà a trasmettere  due delle opere nel cartellone 2013.  La prima opera in digitale  sarà  “Rigoletto” di Giuseppe Verdi, in cartellone il 31 maggio 2013 e successivamente con “La sonnambula” di Vincenzo Bellini, in programma il 14 settembre 2013. I due titoli saranno preceduti da una guida introduttiva che offrirà al pubblico del web una serie di contenuti speciali alla scoperta della magia dello spettacolo. Questo accordo fa parte di un sodalizio annuale con Telecom Italia, che prevede tre diversi progetti di cultura digitale:
OperainWeb: Telecom Italia trasmetterà in streaming live e on demand le prime di due opere della Stagione 2013: Rigoletto di Giuseppe Verdi, in cartellone il 31 maggio 2013 e La sonnambula di Vincenzo Bellini, in programma il 14 settembre 2013.

OperainClasse: Telecom Italia e Fondazione Petruzzelli hanno già realizzato il 27 maggio uno spettacolo didattico dedicato a Rigoletto e pensato per i ragazzi delle scuole primarie e secondarie di primo grado, con l’obiettivo di avvicinarli al mondo dell’opera in modo coinvolgente. Oltre 1.000 piccoli spettatori, tra 6 e 13 anni, alunni delle scuole elementari e medie di Bari e della provincia barese, hanno assistito nel teatro Petruzzelli ad uno spettacolo didattico dedicato all'opera 'Rigoletto' di Verdi e curato dal musicologo Giovanni Bietti per avvicinare al mondo dell'opera i ragazzi. Dopo aver spiegato brevemente che l’opera è una storia completamente cantata e che «solo con la musica si possono esprimere i sentimenti, le passioni», Bietti, accompagnandosi con il pianoforte, ha illustrato quanto ha detto con i personaggi di Rigoletto. E così ha presentato il carattere del duca di Mantova con l’aria «questa o quella per me pari sono», Rigoletto e la anima doppia di buffone di corte e uomo passionale con «Pari siamo...», la fragilità di Gilda con «Caro nome» e il carattere di Sparafucile e Maddalena con il duetto del terzo atto.
L’intreccio cosi complesso dell’opera è così diventato accessibile e i piccoli spettatori, nonostante la giovane età, per oltre un’ora hanno seguito attentamente Bietti e quello che raccontava. La lezione, che Bietti si è augurato possa essere 'creatrice di emozioni e di futuri spettatorì, si è conclusa con la presentazione del finale dell’opera con i quattro protagonisti che cantano contemporaneamente in scena.

“Italiax10”: il Teatro Petruzzelli ospiterà un appuntamento del progetto Italiax10 di Telecom Italia, selezionando 10 giovani talenti del mondo musicale che avranno 7 minuti ciascuno per raccontarsi e 3 minuti per rispondere alle curiosità del pubblico.
Italiax10 ha lo scopo di far emergere talenti rigorosamente italiani, attraverso le nuove tecnologie. Una piattaforma reale e virtuale per raccontare come sia possibile, oggi, credere nelle proprie passioni e renderle occasioni di successo. L’evento sarà disponibile in streaming su italiax10.telecomitalia.com
La Responsabile Corporate Identity&Public Relations e Segretario Generale della Fondazione Telecom Italia, Marcella Logli, ha così commentato l’accordo:  “La valorizzazione delle Cultura è un tema chiave per il nostro Paese, e l’utilizzo delle tecnologie digitali ne costituisce un volano importante per la diffusione a livello mondiale. Telecom Italia, che per prima e da anni contribuisce a questo processo virtuoso con partner quali, tra gli altri, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il Maxxi e Fondazione RomaEuropa, da oggi mette a disposizione di Fondazione Petruzzelli tutta la sua esperienza nella diffusione digitale di contenuti d’eccellenza.
Connettere pubblici diversi grazie alla pervasività del web stimola e vivacizza l’accesso ai patrimoni culturali e genera modalità di comunicazione innovative e virali, come testimoniano centinaia di migliaia di appassionati collegati in live streaming durante i nostri appuntamenti culturali e migliaia di conversazioni sviluppate sui social network.”

Sarà, dunque,  il “Rigoletto” di Verdi  ad inaugurare la nuova partnership annuale fra Telecom Italia e la Fondazione Lirica barese  con la diretta  in occasione della prima in programma  venerdì 31 maggio alle 20.30 al Teatro Petruzzelli di Bari.  La regia sarà di Denis Krief  e la direzione  dell’Orchestra della Fondazione Petruzzelli il sarà affidata al maestro Carlo Rizzari.
Il melodramma in tre atti di Giuseppe Verdi (1813-1901) su libretto di Francesco Maria Piave è tratto dal dramma Le roi s’amuse di Victor Hugo e fu rappresentato per la prima volta al Teatro La Fenice di Venezia, l’11 marzo del 1851.
La nuova produzione della Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari è frutto del progetto “Opera Nuova” che nasce con lo scopo di coinvolgere giovani cantanti sotto i trent’anni selezionati sulla base di un “call for proposals” e di audizioni, affiancati da affermati professionisti nel ruolo del titolo.
Daranno vita allo spettacolo: nel ruolo de Il Duca di Mantova Fabrizio Paesano (31 maggio, 5, 8, 10 giugno) e Alessandro Scotto di Luzio (2, 4, 7, 9 giugno), in quello di Rigoletto Stefano Antonucci (31 maggio 2, 5, 8, 10 giugno) e Yanni Yannissis (4, 7, 9, giugno), Gilda sarà interpretata da Mariangela Sicilia (31 maggio, 5, 8, 10 giugno) e Sofia Mchedlishvili (2, 4, 7, 9 giugno), Sparafucile da Emanuele Cordaro (31 maggio, 5, 8, 10 giugno) e David Cervera (2, 4, 7, 9 giugno), Maddalena da Marianna Vinci (31 maggio, 4, 8, 10 giugno) e Sofia Janelidze (2, 5, 7, 9 giugno). Olga Podgornaya sarà Giovanna, Gianfranco Cappelluti canterà il Conte di Monterone, Antonio Muserra interpreterà Marullo, Raffaele Pastore sarà Matteo Borsa, Rocco Cavalluzzi il Conte di Ceprano, Teresa Caricola la Contessa di Ceprano, Carlo Provenzano l’Usciere e Caterina Daniele il Paggio. Maestro del Coro della Fondazione Petruzzelli Franco Sebastiani, le scene, costumi e disegno luci saranno curati da Denis Krief.  Assistente direttore: Elena Rizzo, assistente regia: Pia Di Bitonto, assistente scene e costumi: Angela Vasta. In replica domenica 2 giugno alle 18.00 (fuori abbonamento), martedì 4 giugno alle 20.30 (turno B), mercoledì 5 giugno alle 20.30 (fuori abbonamento), venerdì 7 giugno alle 20.30 (fuori abbonamento), sabato 8 giugno alle 17.00 (fuori abbonamento), domenica 9 giugno alle 18.00 (turno C), lunedì 10 giugno alle 20.30 (fuori abbonamento).
La prima recita è nella prima di venerdì 31 maggio, alle 20.30;  la direzione dell’Orchestra della Fondazione Petruzzelli sarà affidata a Carlo Rizzari e la regia sarà di Denis Krief. Si tratta di una nuova produzione della Fondazione Petruzzelli, frutto del progetto «Opera Nuova», con lo scopo di coinvolgere giovani cantanti sotto i trent’anni selezionati sulla base di un «call for proposals » e di audizioni.



IL FESTIVAL DELLA VALLE D'ITRIA DAL 13 LUGLIO AL 1° DI AGOSTO

NEL SEGNO DI VERDI E WAGNER IL PRESTIGIOSO EVENTO MUSICALE MARTINESE


Come è consuetudine consolidata, presentata al Piccolo di Milano dal Direttore Artistico Alberto Triola ed alla presenza del Direttore del Teatro milanese Sergio Escobar e del Prof. Franco Punzi,  Presidente del Centro Artistico Musicale "Paolo Grassi" la XXXIX edizione del Festival della Valle d'Itria. 

L’anno 2013 appunta sul calendario musicale alcuni significativi anniversari, a partire da quelli dei due giganti operisti dell’Ottocento: Giuseppe Verdi e Richard Wagner, oltre a quelli di Benjamin Britten e Gesualdo da Venosa, tutti significativamente onorati dalla XXXIX edizione del Festival della Valle d’Itria.
Il cartellone - suggellato da un motto che quest'anno è tratto dall'incipit di un celebre madrigale del barese Pomponio Nenna, coevo di Carlo Gesualdo - è al solito ricco e variegato, con cinque opere, tra cui un'opera per bambini appositamente commissionata, due preziose serate nel segno di Wagner e Verdi, una serie di concerti di musica sacra e cameristica, tra madrigali, Lieder e jazz, per un totale di ventisette appuntamenti. Alterna novità, rarità e popolari capolavori assoluti e si avvale quest’anno - oltre che della presenza di giovani di grande talento agli esordi della carriera - anche di direttori d’orchestra di prestigio e rilievo internazionale.
Il Festival della Valle d’Itria 2013 – che riserva due titoli d’opera su cinque al Belcanto italiano ottocentesco - vede il ritorno come opera inaugurale di un’opera buffa – anzi, di un melodramma fantastico giocoso.
La scelta è caduta su un lavoro che, dalla seconda metà dell’Ottocento fino ai primi del Novecento, fu considerato uno dei massimi capolavori del genere, oggetto di rappresentazioni in tutti i teatri italiani dell’epoca: Crispino e la comare, dei fratelli napoletani Luigi e Federico Ricci.
L’opera può davvero essere considerata un classico dell’opera buffa di metà Ottocento, e Giuseppe Verdi stesso l’aveva nella massima considerazione. Lo spiritoso e gustosissimo libretto di Piave unisce, in una sorta di apologo, Molière a elementi fantastici fino ad allora del tutto insoliti nelle commedie in musica. Nel 1938, sull’onda della straordinaria popolarità del titolo, il regista Vincenzo Sorelli ne trasse un film. L'opera manca dalle scene da circa un trentennio, dall’ultima felice edizione prodotta dalla Fenice di Venezia, diretta da Peter Maag e messa in scena da Roberto De Simone,  del 1986.
La messa in scena martinese prevede il debutto in Italia di Alessandro Talevi, trentasettenne regista sudafricano di origini italiane, che si è distinto in area anglosassone per spettacoli di grande successo, caratterizzati da una lucida, raffinata e ironica personalità, e si avvarrà delle scene della giovane britannica Ruth Sutcliffe e dei costumi di Manuel Pedretti.
Sul podio, per questa spumeggiante opera comica, un atteso debutto, quello di Jader Bignamini, tra i più interessanti direttori emergenti di scuola italiana, al suo esordio operistico al di fuori dell'alveo dell'Orchestra Verdi di Milano, realtà che lo ha accompagnato con lungimiranza dal ruolo di primo clarinetto a quello di direttore d'orchestra. Il Festival di Martina Franca, come tradizione, ne ha individuato il talento e gli ha offerto questo significativo debutto.
Tra gli interpreti, troviamo uno dei buffi di maggiore intelligenza scenica e incisività attoriale, Domenico Colaianni, affiancato dall'atteso ritorno sulle scene internazionali di Stefania Bonfadelli, gran primadonna del belcanto sopranile e dal giovane e lanciatissimo Edgardo Rocha, nato artisticamente proprio a Martina Franca con il Gianni di Parigi del 2010, mentre nel ruolo della Comare si potrà ammirare la vocalità contraltile di Romina Boscolo. Alessandro Spina, Mattia Olivieri e Carmine Monaco completano una locandina di brillantissimi cantanti attori, come si conviene a un'opera di irresistibile potenziale teatrale.
La seconda opera in cartellone è Maria di Venosa, gran partitura di Francesco d'Avalos, raffinato, colto e ispirato musicista, pochissimo valorizzato nel nostro Paese, eseguita una sola volta - in forma di concerto - a Londra, diretta dall'Autore, nel 1992. La proposta si configura come omaggio all'importante anniversario di Carlo Gesualdo di Venosa.
Più di vent'anni ci sono voluti per presentare questo ambizioso lavoro in Italia (che si avvale di una parziale riorchestrazione curata da Alberto Cara per Casa Musicale Sonzogno) e per vederlo rappresentato scenicamente, in una produzione che sintetizza linguaggi diversi, messi al servizio di una partitura per molti aspetti innovativa. Nelle parole del regista-coreografo Nikos Lagousakos, che ne cura la realizzazione scenica, l'opera di d'Avalos diviene:
"..una performance multimediale: video installazione, musica, canto, video art, danza, prendono corpo sgorgando da un possente nucleo centrale, metafora dell’anima e della coscienza... Con l'utilizzo di discipline diverse, essa mette in scena una ricerca visuale e corporea su patologie psicologiche come la melanconia, la depressione, la paura, la disperazione - persino i diversi volti della follia -, rispecchiando l’anima tormentata del protagonista, Carlo Gesualdo."
Lo spettacolo concentra ogni sua energia attorno ad un monolite, la scenografia di Justin Arienti, nucleo drammatico pulsante dal quale sgorgano le videoproiezioni di Matthias Schnabel.
D’Avalos ha scritto un’opera nella quale i personaggi principali non cantano le parole di un libretto, ma esprimono sentimenti ed emozioni quasi primordiali, la musica riconfermandosi protagonista assoluta del lavoro, trasformandosi nella fisicità stessa dei personaggi e rendendosi essa stessa interprete, personaggio. Questa visione ad un tempo astratta e fisicamente concreta, incontra la cifra stilistica di Lagousakos, completamente estranea ad un racconto didascalico, ad una rappresentazione che non sia simbolica e astratta, e al tempo stesso limpidamente concreta.
Sulla scena, tre danzatori - Gloria Dorliguzzo, Marco Rigamonti e Riccardo Calia - daranno corpo ai tre protagonisti del dramma originale, che rievoca i tragici fatti della vita di Gesualdo.
Il coro del Teatro Petruzzelli, due solisti, il gruppo di madrigalisti dell'Accademia del Belcanto "Rodolfo Celletti", preparati da Antonio Greco, completano il quadro dei performers, sostenuti dall'Orchestra Internazionale d'Italia e da un ensemble di strumenti antichi.
Alla guida della complessa operazione teatrale e musicale ci sarà il giovane israeliano Daniel Cohen, assistente e allievo di Daniel Barenboim, che torna a Martina Franca dopo il sensazionale concerto sinfonico di chiusura della scorsa edizione del Festival.
La terza opera in cartellone è Giovanna d’Arco, che rappresenta il contributo del Festival della Valle d’Itria al bicentenario verdiano. Nessun altro festival o teatro italiano ed europeo ha messo in programma la messa in scena di quest’opera nell’anno verdiano, fatta eccezione per il Festival di Salisburgo che ne propone una versione in forma di concerto.
Giovanna d’Arco è la settima opera di Verdi, accolta da un esito lusinghiero alla prima assoluta milanese del 1845 anche grazie alle solide vocalità belcantistiche di Erminia Frezzolini e Antonio Poggi. Nonostante il felice debutto milanese e il successo riscosso nei principali teatri italiani che l'ebbero in cartellone negli anni a seguire (la ‘scabrosità’ del soggetto indusse però la censura a vistosi cambiamenti, come nella versione ribattezzata Orietta di Lesbos), l’opera non resse il confronto con le opere della prima maturità, e negli Anni '50 dell'Ottocento iniziò ad essere accantonata. Nei giorni del debutto Verdi fieramente dichiarava: “La Giovanna d’Arco è la migliore delle mie opere senza eccezione e senza dubbio”; ma al di là di questa dichiarazione evidentemente polemica nei confronti dei suoi detrattori, il giovane operista era giustamente convinto dello straordinario valore drammatico-vocale del ruolo della protagonista - di gran lunga il migliore tra quelli delle opere "degli anni di galera". Non per niente lo raccomandò nel 1865 a Teresa Stolz, che fu poi in effetti una splendida Giovanna alla Scala; anche nel corso delle sparute riprese novecentesche il ruolo ha sempre attratto primedonne di grande statura vocale e forte temperamento drammatico-musicale, con il rischio di enfatizzare lo stereotipo romantico del personaggio storico (che poco interessa a Verdi e a Solera) e di equivocare il carattere vocale del personaggio operistico, che da eminentemente e dichiaratamente belcantistico è stato spinto su versanti più drammatici, di accento romantico/verista.
La Giovanna d'Arco del Festival 2013 si riallaccia idealmente all’Ernani voluto da Rodolfo Celletti nel lontano 1991, che riuscì nell’impresa di riportare la vocalità dell'opera verdiana nell’alveo nobile del Belcanto ottocentesco. Questa nuova produzione si ripropone programmaticamente lo stesso intento: l’impervio ruolo della protagonista – cantato nel corso degli ultimi decenni da artiste quali Caballè, Anderson, Devia, Bonfadelli - è stato infatti affidato a una delle più popolari interpreti belcantiste dell’ultima generazione: Jessica Pratt, ammirata per il dominio tecnico assoluto e la purezza della linea di canto. Accanto a lei, il giovane francese Francois Borras che, dopo essersi formato e fatto ammirare in campo internazionale, approda in Italia forte di una luminosissima e incantevole vocalità tenorile. La parte di Giacomo è affidata al giovane Julian Kim, messosi in luce in recenti produzioni belcantiste, dimostrando doti vocali e musicali decisamente fuori dal comune.
Nel corso del Novecento l’opera ha avuto ben poche riprese, la prima delle quali a Berlino, nel 1941, salutata con euforia come la riscoperta di un gioiello sconosciuto, in occasione del quarantesimo anniversario della morte dell’autore; tra le più recenti, in Italia, si ricordano quella del 1951 a Napoli, del 1989 a Bologna e del 2008 a Parma. Lo studioso verdiano Charles Osborne ebbe a fare una dichiarazione che ha senso rileggere oggi, nella ricorrenza del doppio bicentenario: “Possibile che questi commentatori di Verdi non abbiano udito qualcuna delle opere che liquidano così facilmente e senza immaginazione? Come può fare a meno, uno che ama e capisce Verdi, di rispondere alla generosità melodica e alla giovanile baldanza di queste prime opere? Uno può amare il Tristano e la Valchiria e restare refrattario a Le fate, al Divieto d’amare e al Rienzi, perché i primi sforzi di Wagner sono pesantemente sgraziati, ma io diffido dell’uomo che adora il Falstaff eppure non ha indulgenza per Il corsaro o I masnadieri”.
Al cospetto di un dramma di difficile resa teatrale, si è scelto un regista la cui poetica possa misurarsi con la dimensione insolitamente fantastica e visionaria del libretto, forte ancorché discontinua. Ecco allora tornare a Martina Franca il giovane regista milanese Fabio Ceresa, autore dello spettacolo L'Orfeo, immagini di una lontananza, che la scorsa estate costituì una sorprendente rivelazione, conseguendo uno straordinario successo di critica e pubblico.
Ceresa, mettendo a frutto anni di collaborazione con i più grandi nomi della regia contemporanea come aiuto regista al Teatro alla Scala, ha ideato uno spettacolo secondo i punti di forza della sua poetica: valorizzazione dello spazio scenico e concentrazione di vortici emotivi e drammatici attorno ai nuclei drammaturgici e testuali del dramma.
In un altro anno di gravi difficoltà economiche per il Festival, questa Giovanna d'Arco si avvarrà meritoriamente di elementi scenografici tratti dal ricco repertorio dei laboratori del Teatro Petruzzelli. I costumi saranno curati dal giovane Massimo Carlotto.
La direzione d’orchestra è affidata a Riccardo Frizza, tra i giovani direttori italiani più apprezzati nel mondo, che vanta una prestigiosa e vasta esperienza di repertorio belcantistico, reduce tra l'altro da un lusinghiero debutto alla Scala con Oberto, Conte di San Bonifacio, titolo con il quale ha conseguito un importante successo personale. Il suo è un gradito ritorno a Martina Franca, dove diresse, giovanissimo, un concerto verdiano che ne mise in luce doti e temperamento. La sua lettura di Giovanna d'Arco potrà esaltare sia il lato energico e dirompente della partitura, sia quello delle preziosità di carattere belcantistico previste nelle parti vocali, assecondando e  sollecitando le potenzialità dei cantanti chiamati al compito.
I giovani artisti dell’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”, oltre che negli altri spettacoli e concerti del Festival, avranno ancora modo di misurarsi col proprio talento in un’opera appositamente prodotta, che quest’anno è di particolare valore, trattandosi della prima assoluta in tempi moderni di un’opera riscoperta di Leonardo Leo, tra le somme espressioni della gloriosa Scuola pugliese-napoletana.
Si tratta di un lavoro dell’età matura, in effetti dell’ultima opera comica del grande figlio di San Vito dei Normanni (la partitura è del 1742), il cui autografo è conservato a Parigi: L’ambizione delusa.
Questa commedia pastorale abbandona il napoletano come lingua ufficiale dell’opera comica settecentesca, per caricarlo di significato espressivo e drammatico, dando conto – in chiave ironica - delle differenze di classe sociale tra i diversi personaggi dell’opera. La revisione del manoscritto è stata affidata a Luisa Cosi, brillante musicologa del Conservatorio di Lecce.
Lo spettacolo, allestito nel rinnovato e splendido Chiostro di San Domenico, si avvarrà della regia di Caterina Panti Liberovici, limpida e fresca regista esperta di teatro da camera, mentre le cure musicali del piccolo ensemble d’archi previsto in partitura saranno affidate a un ispirato e sapiente musicista, clavicembalista e direttore d’orchestra specialista di repertorio sei-settecentesco, quale Antonio Greco. Lo spettacolo, con le scene di Sergio Mariotti e i costumi di Cristina Aceti, sarà portato anche a Cisternino e ai Sassi di Matera.
Giuseppe Verdi sarà celebrato, oltre che con la messa in scena di una delle sue opere più neglette, con l’esecuzione di un capolavoro assai popolare quale la Messa da Requiem, partitura le cui meraviglie saranno valorizzate dalla cornice di Palazzo Ducale, che si prepara così ad accogliere uno degli avvenimenti musicali più importanti degli ultimi anni. La direzione è affidata al giovane ma già celebre Omer Meir Wellber, direttore musicale del Palau des les Artes di Valencia, che torna a Martina Franca dopo il trionfale concerto sinfonico del 2011. Esemplare il quartetto dei solisti, scelti tra i migliori giovani italiani dell’ultima generazione, tra cui Teresa Romano, Michela Nardella, Giorgio Berrugi e Gianluca Buratto.
Altra serata molto attesa sarà quella dedicata a Richard Wagner, con l’esecuzione dei Wesendonck Lieder, nella versione per orchestra e soprano, insieme al primo atto di Walküre, vero e proprio colosso del teatro musicale wagneriano.
Punto di forza e prestigio della serata sarà ovviamente la direzione di Fabio Luisi, direttore principale del Metropolitan di New York e General Musikdirektor dell’Opera di Zurigo.
Il Maestro Luisi torna a Martina Franca dove, un paio di decenni fa, aveva iniziato a muovere i primi passi direttoriali grazie all’intuito infallibile di Rodolfo Celletti.
I solisti wagneriani sono di valore internazionale: Ian Storey – già Tristan alla Scala con Barenboim e più recentemente alla Fenice di Venezia con Chung - sarà Siegmund, mentre la lituana Ausryne Stundyte darà voce a Sieglinde, oltre ai magnifici Wesendonck Lieder che apriranno la serata.
Anche nel 2013 sono previsti gli abituali appuntamenti del Concerto per lo spirito nella Basilica di San Martino e del ciclo Novecento e oltre, nel Chiostro di San Domenico, all'interno del quale si segnala una serata dedicata a una rilettura in chiave jazz di pagine del più ispirato repertorio seicentesco, affidata al soprano Roberta Mameli.
Dopo lo straordinario successo di pubblico dello scorso anno, è confermata poi la sequenza di concerti di Fuori orario, previsti in luoghi e ore diverse e non convenzionali (come gli apprezzatissimi appuntamenti notturni di mezzanotte), finalizzati a valorizzare e far conoscere alcuni dei luoghi più caratteristici e suggestivi di Martina Franca e della Valle d’Itria.
Quest’anno è previsto anche un Concerto carmelitano, suggerito dall'occorrenza di un importante anniversario di una delle più antiche confraternite cittadine.
Dopo la felice esperienza degli ultimi anni, prosegue con rinnovato impegno ed entusiasmo l’iniziativa Festival Junior, dedicata ai più giovani e realizzata da bambini e ragazzi avviati alla conoscenza dei primi elementi della musica e del teatro musicale, con la preziosa collaborazione della Fondazione Paolo Grassi. A Daniela Terranova, giovane e ammirata compositrice, e a Fabio Ceresa – qui nella sua veste di drammaturgo e librettista – è stata affidata la commissione di un’opera originale per bambini dal titolo Le falene, che sarà eseguita e cantata anche da giovanissimi interpreti appositamente addestrati nel corso dei mesi precedenti il festival. Anche questo spettacolo, allestito nella cornice del Chiostro di San Domenico, sarà affidato alla regista Caterina Panti Liberovici.
Il tradizionale e ormai ambito Premio del Belcanto “Rodolfo Celletti” sarà consegnato quest’anno a Lella Cuberli, soprano statunitense dalla fulgida carriera internazionale, legata artisticamente e affettivamente a Martina Franca, che la ricorda in numerose esibizioni di grande successo, a cavallo tra gli anni ’70 e ‘80. Nel corso della serata si esibirà anche il soprano Jessica Pratt, che con Lella Cuberli ha perfezionato diversi ruoli del repertorio belcantistico.
A fronte dello straordinario successo riscosso lo scorso anno tra pubblico e addetti ai lavori con l’iniziativa delle tre opere nell’arco di un solo fine settimana, si è deciso di confermare la formula, allargandola addirittura. Tra il 25 luglio e il 1 agosto, il pubblico in arrivo nella Valle d’Itria potrà scegliere tra nove appuntamenti di assoluto rilievo, tra opere e concerti, tra cui tre opere e i due concerti straordinari previsti dal cartellone.
Da sottolineare due importanti elementi di novità, che segnano il rafforzarsi di una politica di coesione territoriale e di valorizzazione delle risorse in ambito regionale: il debutto a Martina Franca del Coro del Teatro Petruzzelli di Bari, diretto da Franco Sebastiani, impegnato in tutte le opere del cartellone, oltre che nell'attesa Messa da Requiem verdiana, e quello dell'Orchestra della Magna Grecia di Taranto, importante ICO del territorio provinciale, i cui archi saranno impegnati nell'opera di Leonardo Leo. L'Orchestra Internazionale d'Italia, residente al Festival da oltre cinque lustri, sarà invece protagonista - come di consueto - in tutti gli altri appuntamenti del cartellone.
Va infine annunciata una nuovissima collaborazione con il Teatro San Carlo di Napoli, per un'importante coproduzione ideata per la XL edizione del Festival del prossimo anno (con il Don Checco di Nicola De Giosa): altro segno tangibile di una collocazione sempre più strategica del Festival della Valle d'Itria all'interno della rete produttiva nazionale.
La sua vocazione storica, quella cioè di stimolare una riscoperta della grande tradizione musicale pugliese e della Scuola napoletana, lo colloca infatti quale cerniera ideale tra le due Fondazioni lirico-sinfoniche di riferimento nel mezzogiorno peninsulare: Petruzzelli e San Carlo.
Tutte le opere del Festival saranno oggetto, come ormai consuetudine, di trasmissione radiofonica nell'ambito della programmazione di RadioTre, nonché della ripresa audiovideo finalizzata alla realizzazione di Dvd, in modo da allargare le potenzialità di diffusione internazionale delle produzioni del Festival.

Alberto Triola
Direttore artistico


sabato 25 maggio 2013

E' PANFILOV IL VINCITORE ASSOLUTO del 51° International Piano Competition “Arcangelo Speranza”



PANFILOV VINCE IL
51° International Piano Competition “Arcangelo Speranza”





Si è concluso ieri sera nel Salone di Rappresentanza della Provincia di Taranto, con uno straordinario risultato sia artistico che di pubblico, il 51° Concorso Pianistico Internazionale “Arcangelo Speranza”, organizzato dall’Associazione onlus Amici della Musica di Taranto in collaborazione con il CSV di Taranto.

Dopo la prova eliminatoria e quella finale, del 22 e 23 maggio scorso, durante le quali la giuria internazionale ha esaminato 41 candidati provenienti da tutto il mondo ieri sera, venerdì 24 maggio, si è tenuta la prova dei quattro giovani finalisti: Elena Dmytriieva (Moldavia), Alexander Panfilov (Russia), Nikolai Saratovskii (Russia) e Akiko Wakai (Giappone).

Al termine della prova della durata di circa 30 minuti per ogni candidato, la Giuria internazionale presieduta dal Maestro Bruno Canino (Chairman, Italia) e da Muriel Chemin (Francia), Carsten Dürer (Germania), Oleg Marshev (Russia) e Marco Vincenzi (Italia), ha decretato la graduatoria del 51° Concorso che vede finalmente un finalista vincitore, dopo due edizioni in cui non era stato assegnato il primo premio.

Vincitore assoluto del 51° International Piano Competition “Arcangelo Speranza” è stato il russo Alexander Panfilov, 24 anni di Mosca, che ha vinto un premio in danaro di € 4.000,00 e una tournèe di dodici concerti in Italia, offerti da importanti società di concerto, più un concerto nella prossima stagione 2013-2014 dell’Associazione Amici della Musica. Seconda Classificata la giapponese Akiko Wakai, 23 anni, che ha vinto un premio di € 2.000,00 mentre Terzo Classificato un altro russo, il 26enne Nikolai Saratovskii, che ha vinto il Premio “Oro6” di € 1.000,00 .

Tre, inoltre, i premi speciali assegnati:

Premio Speciale “Giovanna e Riccardo Albano” di € 500,00 è stato assegnato ad Edoardo Turbil (25 anni - Torino) quale più giovane semifinalista italiano;

Premio Speciale “Elsa e Peppino Orlando” di € 500,00 è stato assegnato a Elena Dmytriieva (20 anni – Moldova) quale più giovane finalista straniera.

Infine il Premio del Pubblico “Rosa Logrieco” di € 300 è stato assegnato al finalista che ha riscosso i maggiori consensi fra gli spettatori della serata finale (riscontro effettuato con schede-voto distribuite in sala), ovvero a Elena Dmytriieva.

Il Direttore Artistico del Concorso, Maestro Marco Vincenzi, a nome dell’intera Giuria ha espresso il più vivo compiacimento per la riuscita della competizione, illustrando anche le novità introdotte per questa edizione: la riduzione della durata complessiva delle tre prove da due ore a un’ora e trenta minuti, allo scopo di rendere più snello e praticabile il concorso, e la nuova regola, improntata a ulteriore trasparenza, che impedisce ai membri della Giuria di proporre propri allievi al concorso stesso. Il Maestro Vincenzi ha inoltre comunicato, con viva soddisfazione, che il Presidente della Repubblica quest’anno ha voluto assegnare al Concorso Pianistico “Arcangelo Speranza” la Medaglia D’Oro della Presidenza della Repubblica. L’ambito riconoscimento è stato consegnato dallo stesso Vincenzi nelle mani di Paolo Ruta, presidente del sodalizio tarantino.

A sua volta il Presidente degli Amici della Musica, nel ringraziare il Direttore Artistico e tutta la Giuria, nonché i collaboratori per l’impegno profuso, ha confermato il successo del concorso che ha visto quasi raddoppiare gli iscritti rispetto alla edizione 2012, e ha dato appuntamento alla 52° edizione.

Il 51° Concorso Pianistico Internazionale “Arcangelo Speranza”, affiliato alla Fondazione Alink-Argerich (centro servizi a livello mondiale per musicisti e concorsi), si è avvalso dei contributi di Regione Puglia e Comune di Taranto, oltre che del patrocinio della Provincia di Taranto. Sponsor della manifestazione sono stati la Banca Popolare di Puglia e Basilicata, Oro6, BCC di San Marzano di San Giuseppe, Marcegaglia, Marangi Strumenti Musicali e Banca di Taranto.

Tutte le fasi del concorso sono state riprese e trasmesse in diretta streaming sul sito www.amicidellamusicataranto.it/concorso.