domenica 16 settembre 2012

AL PAISIELLO FESTIVAL UNA PREMIERE RARA E INTENSA


Taranto - Nel 1791 Giovanni Paisiello (1740-1816), fu invitato dal re di Polonia Stanislao Augusto a scrivere una grandiosa composizione per celebrare il primo anniversario della costituzione polacca appena promulgata. Quello stesso anno Paisiello compose per il re polacco il “Te Deum laudamus”, per  doppio coro e grande orchestra, riscuotendo un successo straordinario. Il Te Deum fu eseguito a Varsavia il 3 maggio 1791, tuttora festa nazionale e fu riproposto nel maggio del 2004, per celebrare un altro grande evento,  quando la Polonia, tornata libera, entrò a far parte, con altri dieci paesi dell’Unione Europea. Il concerto per l’occasione fu registrato (ed è l’unica registrazione esistente) grazie alla Fondazione Pro Musica Camerata di Varsavia. Fa molto piacere che, dopo oltre due secoli, il compositore tarantino sia ancora ricordato anche in Polonia e sia stato scelto per celebrare un avvenimento storico internazionale di tale importanza. Paisiello fu musicista anche presso la corte di Caterina II di Russia, di Ferdinando IV, oltre che del re Stanislao di Polonia, dell'imperatore Giuseppe II, ed adorato da Napoleone del quale fu ospite a Parigi fino al giorno della sua incoronazione, per la quale compose una Messa solenne e curò l'esecuzione del “Te Deum”. Tra i canti sacri della tradizione cristiana, se ce n’è uno in grado di far tremare il cuore, anche a personaggi notoriamente anticlericali, è proprio il “Te Deum”. Quelle note, sgorgate nella magnificenza del gregoriano, in qualche modo evocano il Giudizio e la sentenza finale. Il Te Deum (estesamente Te Deum laudamus, latino per "noi ti lodiamo, Dio") è un inno cristiano in prosa di origine antica. Nella Chiesa cattolica il Te Deum è legato alle cerimonie di ringraziamento; viene tradizionalmente cantato la sera del 31 dicembre, per ringraziare dell'anno appena trascorso, oppure nella Cappella Sistina ad avvenuta elezione del nuovo pontefice, prima che si sciolga il conclave oppure a conclusione di un Concilio. Quest’inno è tanto bello e terribile, che non hanno osato rinunciarvi neppure Napoleone, che non se ne perse uno, arrivando a minacciare di morte il clero se non gliel’avesse eseguito in pompa magna. Il Piemonte delle leggi eversive metteva in carcere i vescovi che per protesta si rifiutavano di intonarlo. Perfino Garibaldi, il più fanatico dei mangiapreti, pretese il solenne Te Deum, e più di una volta. Il concerto in programma al Mudi, prevede una prima parte organistica ad opera del maestro Pierluigi Lippolis con l’”Inno del Re di Napoli” (composto in onore di Ferdinando IV nel 1787 ed adottato come inno nazionale delle Due Sicilie), l’Aria “Nel cor più non mi sento” e “Pièce pour orgue” ed a seguire il Coro Polifonico Choraliter diretto dallo stesso Pierluigi Lippolis con Danilo Tarso all’organo eseguirà il “Graduale per la messa dell’Epifania”, e la prima parte del “Te Deum” (o Inno Ambrosiano) composto dal “Te Deum Laudamus”, “Te aeternum Patrem”, “Tibi cherubim et seraphim”, “Sanctus”, “Pleni sunt coeli et terra”, “Te gloriosus”, “Patrem immensae maiestatis”. Concluderà il concerto l’esecuzione del “Magnificat” in Sol.
G L.

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