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sabato 25 febbraio 2017

FRANCESCO BIANCHI SI E' DIMESSO DA SOVRINTENDENTE DELLA FONDAZIONE TEATRO DEL MAGGIO FIORENTINO

Il  sovrintendente della Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Francesco Bianchi, ha comunicato la propria irrevocabile decisione a lasciare l’incarico. Il dottor Bianchi rimarrà in carica fino al prossimo 30 aprile 2017.

Francesco Bianchi, Sovrintendente della Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, ha comunicato oggi al Ministro Franceschini, nonché al Sindaco di Firenze e Presidente della Fondazione, la propria irrevocabile decisione di lasciare l’incarico, esprimendo al Sindaco e agli organi della Fondazione, ai collaboratori e in modo del tutto speciale all’Orchestra e al Coro la gratitudine per il lavoro comune svolto in condizioni spesso difficili.
Dopo quattro anni intensissimi, il Sovrintendente ha manifestato l’intenzione di tornare a tempo pieno alla propria attività professionale, ritenendo definitivamente avviato il risanamento per il quale era stato chiamato, nonché la ricostituzione di un’operatività della Fondazione degna del rilievo e del ruolo che essa ha nel panorama dell’offerta musicale italiana.
Per consentire la ricerca e l’affidamento dell’incarico a un sostituto idoneo, nonché per affiancarlo nell’iniziale assunzione della propria attività, il sovrintendente ha aderito alla richiesta del Sindaco di posporre al 30 aprile p.v. la cessazione dalle proprie funzioni.
Il Sindaco e tutti i componenti del Consiglio di Indirizzo e del Collegio Sindacale della Fondazione hanno espresso al dottor Bianchi il loro apprezzamento per la quantità e la qualità del’impegno costantemente profuso e per gli importanti risultati da lui raggiunti.
Il Sindaco Nardella ha in particolare sottolineato che sotto la gestione commissariale e ordinaria del dottor Bianchi la Fondazione ha tra l’altro raggiunto il riequilibrio della gestione, attraverso il conseguimento stabile del pareggio di bilancio, dopo anni di costanti e rilevanti perdite; ha assicurato il rinnovamento della direzione musicale con la prestigiosa nomina del maestro Fabio Luisi, che unitamente alla permanenza del Maestro Mehta assicura al Maggio un futuro di rilancio artistico e di reputation internazionale; ha conseguito l’abbattimento strutturale del livello di rischio legale, sia giuslavoristico sia amministrativo, con la chiusura di pendenze pregresse, anche rilevanti per numerosità e consistenza economica, e la minimizzazione dei rischi su casistiche future; ha razionalizzato la consistenza organica della Fondazione e degli istituti contrattuali interni, garantendo sia la sostenibilità economica sia una maggiore produttività; ha infine conseguito un risultato senza precedenti in termini di sostanziale azzeramento del debito bancario accumulato negli esercizi precedenti.

domenica 12 febbraio 2017

ZUBIN METHA SUL PODIO DELLA SCALA PER DIRIGERE IL BALLETTO SERATA STRAWINKIJ

LA BACCHETTA DI ZUBIN METHA PER LE COREOGRAFIE DEL CORPO DI BALLO SCALIGERO

Dopo il grande successo della Prima, il balletto Serata Stravinskij continua a riempire la Scala con la sua forza poetica fino all’1 marzo. Da una parte il delicato simbolismo, ricco di folklore russo, di Petruška nella coreografia originale di Michail Fokin e l’allestimento di Aleksandr Benois, dall'altra l’energia incontenibile e primordiale de Le Sacre du printemps, di Glen Tetley.
Un grande omaggio alla genialità del compositore russo, che per l’occasione trova sul podio un grande interprete stravinskiano oltre che uno de più grandi direttori viventi: Zubin Mehta, per la prima volta alla guida del Balletto scaligero.

Sul palcoscenico, protagonista è il Corpo di Ballo: tra gli interpreti principali Nicoletta Manni, Claudio Coviello, Mick Zeni, Alessandro Grillo, Antonino Sutera, Vittoria Valerio, Maurizio Licitra, Virna Toppi, Gabriele Corrado, testimoniando il valore storico ma sempre attuale di queste intense e potenti produzioni da cui la danza ha ereditato un’inesauribile ispirazione fin dalla loro nascita.


mercoledì 8 febbraio 2017

AL TEATRO ALLA SCALA DI MILANO DAL 2 AL 21 FEBBRAIO "FALSTAFF"

L'OPERA PREFERITA DA VERDI CON LA DIREZIONE DI ZUBIN METHA E LA REGIA DI DAMIANO MICHIELETTO


La Prima del nuovo Falstaff firmato da Zubin Mehta e Damiano Michieletto ha sorpreso e commosso pubblico e critica. Fino al 21 febbraio, non perdere questa particolarissima rilettura dell’ultima opera di Giuseppe Verdi, che immagina la commedia shakespeariana trasposta nella casa di riposo per musicisti che Verdi volle edificare in Piazza Buonarroti a Milano.

Alberto Mattioli su La Stampa ha definito lo spettacolo "Un incanto di poesia, ironia, commozione, sempre in bilico fra il sorriso e la lacrima", mentre Elvio Giudici su Il Giorno parla di “allestimento geniale (…) commedia umana leggera e profonda”. Una vena nostalgica ulteriormente esaltata dalla leggendaria bacchetta di Mehta che con il suo "passo direttoriale elegantissimo (…) snida prelibatezze cameristiche somministrando sottolineature e caricature sonore con gusto" (Angelo Foletto - La Repubblica).

Decine di minuti di applausi anche per la compagnia di canto, guidata dal carisma di Ambrogio Maestri, Sir John par excellence. Attorno a lui si scatena la girandola di beffarde seduzioni messe in atto dalle "comari di Windsor" Carmen Giannattasio, Giulia Semenzato, Yvonne Naef e Annalisa Stroppa, mentre Francesco Demuro e Massimo Cavalletti completano un cast maschile che porta il meglio della scuola vocale italiana.

Uno spettacolo imperdibile, che trova a Milano, nel Teatro che ha visto nascere quest’opera, la sua collocazione naturale.
                                                 
    
                                                    L'OPERA IN POCHE RIGHE

Verdi chiamò “l’opera mia più bella” la casa di riposo per musicisti che fece edificare a Milano, in piazza Buonarroti; Damiano Michieletto unisce le due ultime realizzazioni del Maestro ambientandovi un Falstaff di straordinaria delicatezza e umanità. L’amarezza e il declino del gaudente nobiluomo trovano una tenera accoglienza nelle pareti della Casa, fedelmente riprodotte dallo scenografo Paolo Fantini. La buca è affidata alla sovrana eleganza di Zubin Mehta mentre sul palcoscenico giganteggia il Falstaff par excellence, Ambrogio Maestri, sedotto e gabbato da Carmen Giannattasio, Giulia Semenzato e Annalisa Stroppa; Massimo Cavalletti e Francesco Demuro vestono i panni di Ford e Fenton. Nato a Salisburgo, lo spettacolo approda sotto la Madonnina alla sua collocazione naturale. 
Biglietti da 14 a 230 euro più prevendita (da 7 a 115 euro più prevendita per la recita di ScalAperta del 19 febbraio).


                                                     PROGRAMMAZIONE

Dal 2 al 21 Febbraio 2017
Giuseppe Verdi
Commedia lirica in tre atti
Libretto di Arrigo Boito
(Editore Casa Ricordi, Milano)
                                                                 CAST

Direttore Zubin Mehta
Regia Damiano Michieletto
Scene Paolo Fantin
Costumi Carla Teti
Luci Alessandro Carletti
Video Roland Horvath
                                                              
Falstaff Ambrogio Maestri
Ford Massimo Cavalletti
Fenton Francesco Demuro
Dr. Cajus Carlo Bosi
Bardolfo Francesco Castoro
Pistola Gabriele Sagona
Mrs Alice Ford Carmen Giannattasio
Mrs Quickly Yvonne Naef
Nannetta Giulia Semenzato
Meg Page Annalisa Stroppa
 
Coro e Orchestra del Teatro alla Scala
Produzione del Festival di Salisburgo
Durata spettacolo: 02 ore e 40 minuti incluso intervallo