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lunedì 20 febbraio 2017

SERGIO CAMMARIERE SUL PALCO DELL'ORFEO DI TARANTO

AMICI DELLA MUSICA «ARCANGELO SPERANZA»
73ª Stagione Concertistica
SERGIO CAMMARIERE
Teatro Orfeo
TARANTO
giovedì 23 febbraio, ore 21


Sergio Cammariere e la grande musica d’autore protagonisti al Teatro Orfeo di Taranto, giovedì 23 febbraio (ore 21), per la 73esima Stagione concertistica degli Amici della Musica «Arcangelo Speranza». 
L’artista calabrese presenterà i suoi grandi successi contenuti nel recente album «Io», registrato tra la Casa del Jazz e l’Auditorium Parco della Musica di Roma e arrivato lo scorso novembre a due anni di distanza dal precedente lavoro.
Già dal titolo è facile intuire l’idea progettuale di quest’album. Nelle dodici tracce c’è, infatti, tutto il mondo musicale del pianista e cantante di Crotone, capace di combinare in perfetto equilibrio tradizione cantautorale italiana, ritmi latini e sudamericani e un’anima jazz che da sempre è l’impronta riconoscibile di ogni sua composizione.
Cammariere rilegge con rinnovato estro e la consueta passione alcuni tra i brani più amati del suo repertorio, «Tempo perduto», «Via da questo mare», «Tutto quello che un uomo» (brano con il musicista si impose al grande pubblico al Festival di Sanremo 2003 conquistando il terzo posto assoluto, il Premio della Critica e il Premio per la Migliore composizione), «Dalla pace del mare lontano», «L’amore non si spiega» e «Cantautore piccolino». Ma regala anche nuove emozioni con gli inediti che completano la tracklist, frutto di una ricerca musicale in continua evoluzione. Si va dall’eleganza espressiva di «Chi sei» al calore e alla suggestione del piano solo in «Ti penserò», dai ritmi trascinanti di «La giusta cosa» a «Sila», altro brano di piano solo in cui la sensibilità dell’artista pervade ogni nota insieme all’amore per la sua terra.
Ad arricchire ulteriormente il disco provvedono due sorprendenti duetti, uno con Gino Paoli in «Cyranò», brano di straordinaria intensità in cui la poesia dei versi del cantautore genovese si unisce alla maestria compositiva di Cammariere, l’altro con Chiara Civello sui ritmi brasiliani di «Con te o senza te» accanto.

La voce e il mood di Sergio Cammariere ammaliano, rapiscono. Ed è sempre particolarmente affascinante farsi sedurre dalle storie di questo cantautore schivo, timido ma straordinariamente ispirato. Cammariere compone con un tocco unico ed è musicista e interprete di rara intensità espressiva. Nell’anima ha l’eco delle note dei maestri del jazz, l’impronta dei grandi pianisti del passato e la profondità e il romanticismo dei più raffinati cantautori italiani. Anche se Cammariere continua a dire che Paoli, Tenco ed Endrigo rimangono inarrivabili. L’artista calabrese, infatti, continua a vedere ancora lontani i suoi miti, celebrati qualche anno fa con l’autoironica canzone «Cantautore piccolino», nella quale - per l’appunto - si confrontava in rima a «Paoli Gino». Ma ormai Cammariere è a tutti gli effetti tra i più raffinati rappresentati della canzone italiana d’autore.

martedì 14 febbraio 2017

PEPPE SERVILLO A TARANTO IN L'HISTOIRE DU SOLDAT

AMICI DELLA MUSICA «ARCANGELO SPERANZA»
73ª Stagione Concertistica
Auditorium Tatà
Taranto
martedì 14 febbraio, ore 21



PEPPE SERVILLO
Pathos Ensemble
L’Histoire du Soldat
di Igor Strvinskij

Le due guerre mondiali recitate da Peppe Servillo, voce degli Avion Travel, in una serata di teatro musica che culminerà con un’originale interpretazione de «L’histoire du soldat» di Stravinskij. È il prestigioso appuntamento della 73seima Stagione concertistica degli Amici della Musica «Arcangelo Speranza», in programma martedì 14 febbraio (ore 21), all’Auditorium Tatà di Taranto (biglietti euro 25, ridotti euro 18).
Ad accompagnare l’artista casertano, il Pathos Ensemble (Silvia Mazzon, violino; Mirco Ghirardini, clarinetto; Marcello Mazzoni, pianoforte). Sarà un viaggio al contrario nel tempo, con il prologo costituito dallo sbarco degli alleati a Paestum tratto da «Napoli ‘44», il racconto autobiografico di Norman Lewis sulla città partenopea trasformata dal conflitto bellico in un immenso e miserabile mercato nero. Gli «Otto pezzi per clarinetto, viola e pianoforte» del compositore tedesco Max Bruch faranno da collante con «L’histoire», l’affascinante opera scritta da Stravinskij durante la seconda guerra mondiale e basata su una fiaba russa di Afanas’ev, racconto dell’eterna ambivalenza dell’uomo tra bene e male attraverso le vicende di un soldato ingannato dal diavolo, al quale ha venduto il suo violino (e l’anima) in cambio della ricchezza. Accortosi dell’imbroglio, il soldatino recupererà lo strumento, con il quale riesce a guarire e sposare una principessa. Ma quando deciderà di tornare al suo villaggio, il diavolo lo porterà via con una marcia trionfale. Una storia che Servillo rende particolarmente affascinante con la mimica del viso, i movimenti del corpo, la tessitura vocale e le sue indiscutibili capacità attoriali.
È, infatti, in teatro che Peppe Servillo inizia a muovere i primi passi. Prima ancora di debuttare nella musica con la Piccola Orchestra Avion Travel, nel 1980, Peppe Servillo si cimenta in veste d’attore col fratello Toni Servillo, a Caserta, dove frequentano lo stesso gruppo di artisti. E solo molti anni dopo, nel 2013, si ritrovano uno accanto all’altro nella commedia di Eduardo De Filippo «Le voci di dentro», per la cui interpretazione Peppe Servillo vince il premio Le maschere del teatro italiano e il Premio Ubu come miglior attore non protagonista.
Ed è proprio questa provenienza dal mondo teatrale che rende uniche le interpretazioni di Peppe Servillo, che con gli Avion Travel incide numerosi dischi e raggiunge anche la notorietà presso il grande pubblico attraverso la partecipazione al Festival di Sanremo del 1998 con la canzone «Dormi e sogna» (premio della critica e premio della giuria di quialità come migliore musica e miglior arrangiamento) e nel 2000, quando il gruppo si afferma con il brano «Sentimento».
Quindi una serie infinita di collaborazioni, tra cui quella con i musicisti argentini, Javier Girotto e Natalio Mangalavite, che si concretizza negli anni a seguire nella realizzazione di due album, e nel 2011 il progetto «L’Histoire du soldat», del quale Servillo cura anche l’adattamento in napoletano, con l’Orchestra Roma Sinfonietta. Progetto che adesso porta in giro con il Pathos Ensemble proprio mentre è ripresa l’attività degli Avion Travel, tornati dal vivo con il loro «Re-Tour».