sabato 16 gennaio 2021

RAI5: UNA SETTIMANA DI OPERE FIRMATE DA EMMA DANTE DAL 18 AL 22 GENNAIO.

 


RAI5: UNA SETTIMANA DI OPERE FIRMATE

DA EMMA DANTE.

 

Dal 18 al 22 gennaio la mattina alle 10

 

È dedicata alla regista siciliana Emma Dante la programmazione operistica della settimana dal 18 al 22 gennaio che Rai Cultura propone sul suo canale Rai5 tutte le mattine alle 10 ad esclusione del martedì ma con un doppio titolo il giovedì.

Si inizia lunedì 18 gennaio con la Carmen di Georges Bizet, spettacolo inaugurale della stagione 2009/2010 del Teatro alla Scala, che segna inoltre il debutto di Emma Dante nella regia operistica. Protagonisti sul palco Jonas Kaufmann, Erwin Schrott e Anita Rachvelishvili. Sul podio Daniel Barenboim. Regia tv di Lorena Sardi.

Mercoledì 20 gennaio l’appuntamento è con L’angelo di fuoco di Sergej Prokof’ev, andato in scena al Teatro dell’Opera di Roma nel 2019 con Alejo Pérez sul podio Nel cast Ewa Vesin, Leigh Melrose, Anna Victorova e Mairam Sokolova. Regia tv di Carlo Gallucci.

Giovedì 21 gennaio è la volta del dittico La voix humaine, tragédie lyrique di Francis Poulenc tratta dalla pièce omonima di Jean Cocteau – con protagonista Anna Caterina Antonacci – e Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni – con Marco Berti, Carmen Topciu e Gezim Myshketa tra gli interpreti principali –, andato in scena al Teatro Comunale di Bologna nel 2017. Sul podio Michele Mariotti. Regia tv di Arnalda Canali.

Chiude il ciclo, venerdì 22 gennaioLa Cenerentola di Gioachino Rossini, andata in scena nel 2016 al Teatro dell’Opera di Roma con la direzione musicale di Alejo Pérez. Protagonisti sul palco Serena Malfi, Juan Francisco Gatell, Vito Priante, Alessandro Corbelli, Damiana Mizzi, Annunziata Vestri, Ugo Guagliardo. Regia tv a cura di Francesca Nesler.

La successiva settimana operistica, dal 25 al 29 gennaio, sarà dedicata a Davide Livermore.

“Nuove Competenze, opportunità per innovare le arti teatrali” , il nuovo piano formativo presentato oggi dal Teatro San Carlo.


 

“Nuove Competenze, opportunità per innovare le arti teatrali” , il nuovo piano formativo del Teatro San Carlo

 

Il Teatro San Carlo dà vita al Progetto "Nuove competenze - Opportunità per innovare le arti teatrali" che vede un connubio perfetto tra lavoro e formazione con l'obiettivo di attivare l'occupazione rendendola competente e competitiva, grazie al sostegno del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

Il piano formativo, che coinvolge circa 316 lavoratori del Teatro di San Carlo, fortemente voluto dal Sovrintendente Stéphane Lissner e dal Direttore Generale Emmanuela Spedaliere, intende sviluppare al massimo le competenze tecniche e specialistiche che favoriscano l'adozione di metodologie di lavoro innovative e avanzate al fine di migliorare la capacità della Fondazione di lavorare efficacemente nel nuovo scenario nazionale ed internazionale.

 

 

Il Progetto:

 

“Nuove Competenze, opportunità per innovare le arti teatrali” è realizzato dal Teatro di San Carlo in partnership con l’agenzia S.T.A.M.PA. Consulting,

 

A nove mesi dall’inizio della crisi pandemica che ha colpito con particolare severità il mondo dello Spettacolo dal vivo, i lavoratori di questo settore si trovano oggi più di altri ad affrontare una condizione di reale incertezza lavorativa e finanziaria.

 

 

“Nuove Competenze, opportunità per innovare le arti teatrali” è un progetto formativo che nasce proprio per intraprendere un’azione importante a sostegno dei lavoratori, puntando sulla formazione e sullo sviluppo di competenze che siano il più possibile trasversali.

 

Grazie al progetto “Nuove Competenze” infatti, la Fondazione Teatro di San Carlo realizza un piano di investimento in formazione per propri dipendenti incentrato sui temi maggiormente utili a supportare l’evoluzione dei processi gestionali e artistici, puntando in particolare ad accelerare l’innovazione dei mestieri tradizionali attraverso la digitalizzazione.

 

L’obiettivo generale si declina quindi come un processo di innovazione delle attività conservando però il forte legame con la tradizione artistica e culturale che caratterizza la storia e il lavoro del Teatro San Carlo.

 

Il piano formativo, che coinvolge tutti i settori della Fondazione Teatro di San Carlo, si pone l’obiettivo di sviluppare far crescere il capitale umano aziendale e di migliorare la capacità del Teatro di lavorare efficacemente nel nuovo scenario nazionale e internazionale.

 

Nello specifico il progetto si propone di far sviluppare ai dipendenti:

 

·        competenze digitali che innovino i processi di lavoro del settore tecnico e artistico;

 

·        competenze tecniche inerenti alle attività di falegnameria e saldatura;

 

 

·        competenze tecniche per la conoscenza dei materiali e del loro uso adeguato perla costruzione delle scenografie;

 

 

 

·        competenze tecniche per la realizzazione di elementi della scenografia;

 

 

·  competenze tecniche e digitali per accrescere le competenze contabili e

tecniche degli uffici amministrativi e di gestione risorse umane

 

 

 

·        Cultura generale: acquisire maggiore conoscenza della realtà e della gestione dei Beni Culturali e delle Istituzioni che vivono intorno al Teatro di San Carlo grazie alle testimonianze di personalità come Sylvain Bellenger, Direttore Museo di Capodimonte che racconterà la mostra  “Napoli, Napoli, di lava porcellana e musica”; Antonella Cucciniello, Direttore della Biblioteca dei Girolamini condurrà un focus sull’importanza della conservazione e della tutela di un bene culturale; Mario Epifani, Direttore Palazzo Reale di Napoli terrà un incontro dal titolo “Vocazione teatrale, immagine e potere”;

Paolo Giulierini, Direttore MANN affronterà il legame ideale che unisce il MANN e il San Carlo le cui origini affondano nell’illuminata politica culturale di Carlo III di Borbone;

Angela Tecce, Dirigente Servizio II Direzione Arte e Architetture contemporanee nel Mibact parlerà diScene e architetture contemporanee”, ovvero un approfondimento sul rapporto tra rappresentazione e arte contemporanea con incursioni nei lavori di William Kentridge, Mimmo Paladino, Anselm Kiefer;

Vincenzo Trione, Preside Facoltà di Arti Università IULM di Milano e Presidente Scuola dei Beni e delle Attività Culturali si concentrerà su “Scene e scenari contemporanei” raccontando gli artisti che hanno segnato la storia del Massimo napoletano tra cui Pomodoro, Paolini, Kentridge, Prampolini fino a Raushenberg e Picasso;

Luigi Cantone, Docente dipartimento Economia, Management, Istituzioni Università degli Studi di Napoli Federico II condurrà un excursus sulle strategie di marketing.

 

·        Cultura teatrale e musicale: Peppe Barra racconterà “La lingua di Orfeo”, il Canto tra Opera buffa e Canzone moderna, tra canzone napoletana e barocca;

·        Maurizio de Giovanni, scrittore, attraverso il personaggio del commissario Ricciardi, narrerà un viaggio nel San Carlo della prima metà del Novecento, sfondo del suo primo romanzo di successo

 

 

 

·        Giusi Giustino, Direttore Sartoria Teatro Di San Carlo e Alessandro Lai, Costumista spiegheranno come “vestire l’Opera”;

·        Valeria Parrella, Scrittrice racconteà il suo incontro con il Lirico più antico d’Europa, mentre Sergio Ragni, il più grande collezionista di Rossini al mondo si soffermerà sulla vita e le opere del compositore che fu direttore del San Carlo dal 1815 al 1822;

·         Luciano Romano, Fotografo, rivelerà i segreti di una perfetta fotografia di         scena mentre Lina Sastri, Attrice, con l’incontro “La voce di Partenope”, illustrerà il suo rapporto con il San Carlo dall’Opera a Brecht.

 

·        Cultura generale: La Stampa racconta la città, ovvero come le principali redazioni cittadine raccontano il San Carlo, dalle grandi Inaugurazioni fino al “caso Maradona” con Enzo d’Errico, Direttore Corriere del Mezzogiorno;

Federico Monga, Direttore Il Mattino; Ottavio Ragone, Direttore Repubblica

 

·        Cultura generale: Informazione e attività editoriali nelle nuove frontiere del mercato del lavoro. Enrico Mentana Direttore Tg La7 e Fondatore di Open

 

·        Cultura generale: Il San Carlo e l’obiettivo della RAI, dalle registrazioni storiche a quelle più recenti fino ad una nuova progettualità attraverso la voce di Antonio Parlati, Direttore Centro di Produzione Rai di Napoli;

 

 

·        “Un giorno con…”, ogni lavoratore del Teatro di San Carlo potrà scegliere di affiancare per una giornata, a partire dal Sovrintendente, un collega di un’area diversa rispetto a quella di appartenenza, per meglio comprendere e sperimentare la tipologia lavorativa e le problematiche afferenti ai vari settori che compongono una Fondazione Lirico-Sinfonica

 

 

Il piano formativo prevede un totale di 1350 ore di formazione destinate ai 316 dipendenti della Fondazione e suddiviso secondo lo schema presentato.

Dichiarazioni dei relatori

 

Nunzia Catalfo, Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali

“Il progetto formativo che il Teatro San Carlo sta realizzando grazie al Fondo nuove competenze - afferma il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo - è un bel connubio fra innovazione e cultura e spero sia d’esempio per tutte le altre realtà di questo settore. Vengono valorizzate, fra le altre, le competenze tecniche e digitali di oltre 300 lavoratori cogliendo in pieno il senso di uno strumento che ho fortemente voluto e che oggi, a circa due mesi dal suo avvio, coinvolge più di 50mila lavoratori per un totale di quasi 5 milioni di ore di lavoro convertite in formazione. Numeri positivi che sanciscono l’importanza fondamentale di investire nel capitale umano come elemento cardine per affrontare le nuove sfide del mercato del lavoro”. 

 

Anna Laura Orrico, Sottosegretaria al Mibact

“Investire in formazione non è solo utile, è assolutamente necessario. Perché il mondo corre veloce, evolve rapidamente, e stare al passo con i tempi è l’unico modo per intercettare i cambiamenti, per cogliere le opportunità che si vengano di volta in volta a creare. E questo non vale solo in periodi di crisi, vale sempre. E vale in qualsiasi settore, anche quello della cultura, dove anzi è possibile fare aggiornamento in una chiave comune, trasversale, attraverso la contaminazione di competenze artistiche, tecniche, digitali. Complimenti perciò al Teatro San Carlo, che ha avvertito questa esigenza e che è stata l’unica Fondazione Lirico Sinfonica a partecipare al bando, cogliendo la grande opportunità offerta dal Fondo nuove competenze. Il progetto permetterà ai lavoratori del Teatro di aggiornarsi e di crescere sia sul piano professionale che su quello personale, di riqualificarsi, di diventare più competitivi e, quindi, in grado di affrontare meglio le difficili e stimolanti sfide di oggi e di domani.  È davvero una bella storia”.

Salvo Nastasi, Segretario generale del Mibact

“Questa formazione rappresenta un’importante opportunità per i lavoratori del San Carlo, sia per l’acquisizione di competenze tecniche e specialistiche dei vari settori del teatro, sia per l’arricchimento del bagaglio di conoscenze trasversali previste dal piano formativo. Vorrei quindi ringraziare la Ministra Nunzia Catalfo per aver sostenuto il progetto del Teatro di San Carlo, al momento unica Fondazione lirico sinfonica, nell’ambito del programma operativo nazionale sistemi di politiche  attive per l’occupazione,  i tanti direttori dei musei, gli artisti, i rappresentanti delle istituzioni e della comunicazione che hanno dato la loro disponibilità a trasferire un patrimonio di valori che caratterizzano da sempre una città ricca di storia e cultura a cui sono particolarmente legato”.

 

 

 

 

Maurizio Manfellotto, Presidente Unione Industriali di Napoli

“Abbiamo con entusiasmo deciso di supportare il Progetto della Fondazione Teatro di San Carlo contribuendo alle attività formative. È fondamentale creare profili professionali in grado di governare l’innovazione. Il felice connubio tra digitale e impresa culturale può dare esiti confortanti in termini di crescita economica e occupazionale. Il Teatro San Carlo sarà certamente uno dei protagonisti di una stagione di rilancio del nostro territorio”.

 

Gabriele Fasano, Presidente S.T.A.M.P.A. Consulting

È davvero un privilegio affiancare la Fondazione Teatro San Carlo nell’attuazione del progetto Opera presentato sul Fondo Nuove Competenze, soprattutto perché, insieme alla governance del Teatro, abbiamo subito intuito che le attività formative avrebbero dovuto essere organizzate e realizzate seguendo tre pilastri portanti: Passione, Determinazione, Sperimentazione. La passione, necessaria per costruire un imponente piano di reskilling ed upskilling del personale in cui coinvolgere tutti; la determinazione, per non restare immobilizzati nel complicatissimo presente che stiamo vivendo; la sperimentazione di nuove metodologie didattiche, mix equilibrato di tecnologie e creatività. Il Piano Opera è davvero un nuovo modo di fare formazione per un più autentico ed efficace trasferimento di competenze”.

 

Stéphane Lissner, Sovrintendente del Teatro di San Carlo

“Desidero ringraziare il Ministero del Lavoro per il sostegno a questo progetto che reputo fondamentale per affrontare le sfide che il presente ci impone. Sono fermamente convinto che la formazione dei dipendenti sia imprescindibile per i lavoratori di un teatro, ancor di più in un momento non solo di crisi, ma di grandi trasformazioni e innovazioni come quello che stiamo vivendo. L’innovazione infatti è una componente fondamentale del nostro progetto che in un momento di difficoltà intende cogliere l’opportunità di rinnovarsi e proiettarsi nel futuro grazie alla ricerca, alla sperimentazione di nuove tecnologie e nuovi saperi”

 

Emmanuela Spedaliere, Direttore Generale del Teatro di San Carlo

“Credo che oggi più che mai sia di fondamentale importanza intercettare occasioni fertili per trasformare la crisi in opportunità concreta per la crescita e l’inparticolarmente complesso. Questo progetto, presentato dalla Fondazione Teatro di San Carlo grazie al sostegno del Ministero del Lavoro, può fornire nuove e diverse innovazioni della realtà organizzativa che mi trovo a dirigere in questo momento storico prospettive ai lavoratori, considerati risorse indispensabili in un percorso di apprendimento costante che intende valorizzare il capitale umano del Teatro di San Carlo in una visione del futuro in cui il lavoratore dello spettacolo possa essere davvero al centro di un processo di rigenerazione artistica e culturale in cui, mi auguro, potremo essere tutti protagonisti del nostro tempo”.

 

 

Interventi

 

Vincenzo Trione, Preside Facoltà di Arti Università IULM di Milano e Presidente Scuola dei Beni e delle Attività Culturali

“Un modello formativo diverso, originale, rivolto a saldare territori diversi, ma profondamente connessi: conoscenza e fare, apertura verso il digitale e attenzione alle discipline artigianali. Un modello aperto, dinamico, flessibile, che mira a farsi laboratorio di intelligenze proveniente da diverse matrici culturali. Un modello per Napoli. E per l'Italia". 

 

 

Sylvain Bellenger, Direttore del Museo di Capodimonte

“Sappiamo bene che nel XXI secolo l'arte non ha più limiti, ma tocca i gesti quotidiani della vita e tutte le forme e le espressioni artistiche fanno parte di un linguaggio universale che è proprio quello dell'essere umano. Per questo motivo, sono particolarmente felice di partecipare al progetto di formazione del Teatro di San Carlo pensato proprio nell'ottica della massima interdisciplinarietà e multidisciplinarietà”.

 

Peppe Barra, Artista

“Sono contento di questo progetto che parte dal Teatro San Carlo, un teatro storico, un monumento mondiale: è uno dei più bei teatri del mondo. Proprio dal San Carlo parte questo progetto di opportunità per innovare le arti teatrali (…). E la cosa che più mi fa felice è che parte da Napoli. È come se Napoli diventasse di nuovo la capitale della cultura che era nel Settecento. Proprio nel Teatro San Carlo”.

 

martedì 12 gennaio 2021

UNA NUOVA ADRIANA LECOUVREUR COME FILM PER LA TV PER IL COMUNALE DI BOLOGNA IN COLLABORAZIONE CON LA RAI

 





 

Il soprano lettone Kristine Opolais è la protagonista del capolavoro di Cilea, firmato da Rosetta Cucchi e diretto da Asher Fisch,

che sarà registrato a porte chiuse a inizio febbraio come film-opera

 

Rai Cultura lo trasmette in prima TV su Rai5 giovedì 11 marzo alle 21.15

 

Si trasforma in un set cinematografico il Comunale di Bologna per rappresentare uno dei più grandi omaggi dell’opera al mondo del teatro: l’Adriana Lecouvreur di Francesco Cilea, che diventa un film per la TV grazie alla collaborazione con la Rai. Lo spettacolo, originariamente previsto lo scorso maggio ma sospeso a causa dell’emergenza sanitaria, sarà registrato a porte chiuse a inizio febbraio per essere trasmesso da Rai Cultura in prima visione su Rai5 giovedì 11 marzo alle 21.15, aprendo in maniera inedita l’anno operistico 2021 del teatro felsineo.

La direzione musicale è affidata ad Asher Fisch, mentre il progetto registico, declinato nella versione film-opera, è firmato da Rosetta Cucchi, che sarà affiancata per la regia televisiva da Arnalda Canali.

 

«In un momento difficile e incerto per la vita dei teatri come quello che stiamo attraversando – dice il Sovrintendente del Comunale di Bologna Fulvio Macciardi – la sfida è quella di trovare soluzioni percorribili e sicure, mantenendo alta la qualità della proposta artistica. Fondamentale diventa allora la collaborazione con la Rai, e in particolare con Rai Cultura, che ci permette di produrre un nuovo spettacolo con la formula del film-opera, e di portarlo in tutta Italia su Rai5. Il titolo non è scelto certo a caso: il primo atto dell’Adriana Lecouvreur pensata da Rosetta Cucchi sarà ambientato ai tempi della grande attrice, quel Settecento che ha visto nascere il nostro splendido teatro progettato dal Bibiena, che diventa lo sfondo ideale, anche fuori dal palcoscenico, per le riprese televisive».

 

Protagonista in un doppio debutto, nel ruolo del titolo e nella Sala Bibiena, è il soprano lettone Kristine Opolais, reduce dal successo televisivo di “A riveder le stelle” che ha sostituito la prima della Scala e tra le star più contese dai principali teatri della scena internazionale, come la Metropolitan Opera di New York, la Royal Opera House di Londra e la Bayerische Staatsoper di Monaco di Baviera. A Bologna Opolais potrà interpretare una parte che «insegue da sempre».

 

Insieme a lei sono impegnati Luciano Ganci nella parte di Maurizio, Romano Dal Zovo in quella del Principe di Bouillon, Nicola Alaimo nei panni di Michonnet, Veronica Simeoni in quelli della Principessa di Bouillon. Completano la compagine vocale Gianluca Sorrentino (L’abate di Chazeuil), Elena Borin (Mad.lla Jouvenot), Aloisa Aisemberg (Mad.lla Dangeville), Luca Gallo (Quinault) e Stefano Consolini (Poisson). L’acrobata è Davide Riminucci.

 

L’Adriana Lecouvreur venne rappresentata per la prima volta al Teatro Lirico di Milano il 6 novembre 1902; Cilea e il librettista Arturo Colautti trassero il soggetto dell’opera dal dramma Adrienne Lecouvreur di Eugène Scribe ed Ernest Legouvé, che a loro volta si ispirarono alla figura storica di Adrienne Couvreur, la celebre attrice teatrale francese che nel Settecento rivoluzionò il modo di recitare ricercando un’espressività più naturale.

Assente dalla programmazione del Comunale da ventotto anni, il capolavoro che consacrò Cilea come uno dei più importanti compositori del panorama italiano a cavallo fra Otto e Novecento, sarà proposto nel nuovo allestimento con scene, costumi e luci firmati rispettivamente da Tiziano SantiClaudia Pernigotti e Daniele Naldi. Cura le coreografie Luisa Baldinetti e i video Roberto Recchia.

 

Sul podio dell’Orchestra del TCBO torna l’israeliano Asher Fisch, Direttore principale della West Australian Symphony Orchestra di Perth, dopo aver diretto il Fidelio di Beethoven nel 2019 e ancora più recentemente i concerti della riapertura del teatro negli scorsi mesi e quelli a porte chiuse trasmessi in streaming su YouTube. Come di consueto, il Coro del TCBO è istruito da Alberto Malazzi.

 

Nella storia del Comunale di Bologna le traversie amorose dalle tinte crepuscolari dell’eroina di Cilea sono state messe in scena con grandi interpreti del Novecento nel ruolo del titolo: Magda Olivero nel 1956, Raina Kabaivanska nel 1982, Mirella Freni nel 1988 e, per l’ultima volta, nel 1993.

lunedì 11 gennaio 2021

LINDA DI CHAMOUNIX melodramma semiserio di Gaetano Donizetti al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino.

 

Trasmissione in streaming il 15 gennaio alle ore 20 sul sito web del Teatro dove resterà disponibile per un mese.
Un grande cast per un opera che manca da Firenze da più di un secolo e che non è mai stata eseguita nelle stagioni del Maggio.

Nella foto Jessica Pratt

 


Il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino inaugura l’anno 2021 mettendo in scena e trasmettendo in streaming l’opera Linda di Chamounix di Gaetano Donizetti: venerdì 15 gennaio 2021 alle ore 20, sul sito del Maggio dove rimarrà disponibile per un mese. Sul podio torna, dopo la direzione delle recite de Il barbiere di Siviglia dello scorso ottobre, il maestro Michele Gamba; la regia è firmata da Cesare Lievi (che avrebbe dovuto inaugurare lo scorso Festival con Lo sposo di tre, e il marito di nessuna di Luigi Cherubini) e sul palco un grande cast con le voci di Jessica Pratt, Teresa Iervolino, Francesco Demuro, Vittorio Prato, Marina De Liso, Fabio Capitanucci, Michele Pertusi e Antonio Garés. L’opera sarà trasmessa sul sito del Maggio grazie alla collaborazione tra le etichette Dynamic, il sito Operabase e la piattaforma digitale Takt1 (la cui ripresa dell’opera verrà poi messa a disposizione anche agli abbonati della stessa).

 “La Linda di Chamounix è il nostro modo d'iniziare il nuovo anno – ha detto il sovrintendente Alexander Pereira – augurandoci che le cose presto migliorino. Abbiamo iniziato e proseguito con le prove quasi in parallelo con Otello di Giuseppe Verdi perché volevamo riportarla in scena appena possibile. Sono molto felice che la collaborazione con Dynamic, Operabase e Takt1 ci permetta di trasmettere in streaming la recita del 15 gennaio 2021 con un grande cast. Abbiamo dei meravigliosi artisti a cominciare dal maestro Michele Gamba e i cantanti Jessica Pratt, Teresa Iervolino, Francesco Demuro, Vittorio Prato, Marina De Liso, Fabio Capitanucci, Michele Pertusi e Antonio Garés. Ci è dispiaciuto molto che Cesare Lievi non abbia potuto inaugurare il Festival del Maggio scorso con “Lo sposo di tre, e il marito di nessuna”, quindi sono molto contento che possa essere ora a Firenze con il suo team e cioè Luigi Perego per le scene e i costumi e Luigi Saccomandi per le luci. Possiamo quasi considerare la Linda come una inaugurazione e un buon augurio per il nuovo anno. Uno dei nostri obiettivi, oltre a riportare l’opera in scena con il pubblico, comunque, resta sempre quello di garantire la sicurezza a tutti i collaboratori del teatro e di poter assicurare al Coro e all’Orchestra di lavorare in tranquillità”.

"Linda di Chamounix - il coraggio e la follia” dice Michele Gamba che torna al Maggio a dirigere dopo essere salito sul podio de Il barbiere di Siviglia lo scorso mese di ottobre . “Un'opera poco rappresentata del genio bergamasco: ci troviamo la forza e la dolente follia di una donna lacerata dall'allontanamento dalla famiglia e dall'amore per un uomo. Sullo sfondo, il dramma dei migranti, il riscatto sociale, la metropoli ricca e cosmopolita. Un grande successo alla prima viennese del 1842, in questa edizione fiorentina ritroviamo l'originaria scena della follia della protagonista nella sua interezza, con degli inserti donizettiani inediti. Una prima in tempi moderni. Alla musica ci pensa un Donizetti sopraffino, sofisticato ed engagé”. Continua Gamba: “La tavolozza orchestrale è ricercatissima, le linee melodiche nobili anche quando di origine popolare. La musica si fa Koinè che affonda le radici nello spirito europeo del suo tempo."

“È la prima volta che lavoro a Firenze e arrivo al Maggio con un’opera poco nota la Linda di Chamounix e che addirittura non è stata mai rappresentata nelle stagioni di questo teatro; è uno di quei titoli con una storia un po’ strana legata ad altri tempi e già per i tempi d’allora romanzata ” dice il regista Cesare Lievi “per affrontarla ho desiderato evidenziare il realismo e la modernità che essa contiene ambientandola comunque con costumi e scene - che sono di Luigi Perego – rigorosamente d’epoca e di renderla il più possibile godibile affinché il pubblico potesse in qualche modo rispecchiarsi nella trama. La situazione sanitaria contingente ci ha posto delle limitazioni che ho cercato di trasformare in opportunità e a questo proposito penso per esempio al Coro che non potendo svolgere azioni di scena è diventato un come personaggio a sé, il Narratore. Gli Artisti del Coro terranno lo spartito si posizioneranno distanziati e i movimenti che avrebbero dovuto fare sono stati affidati a dei figuranti.”

A interpretare il ruolo della protagonista, è il soprano Jessica Pratt: una grande artista del belcanto e ospite in molte produzioni del Maggio riguardanti le opere di Rossini, Bellini e Donizetti. Insieme a Lei, nel ruolo di Pierrotto (e con gli abiti di Pierrot), il mezzosoprano Teresa Iervolino, altra grande virtuosa della voce che, durante le celebrazioni dei 150 anni della morte di Gioachino Rossini al Maggio, è stata protagonista della Cenerentola e di un concerto alla Basilica di Santa Croce. Nel ruolo del protagonista maschile, il Visconte Carlo, Francesco Demuro, che quest’estate ha interpretato Alfredo in La traviata, eseguita in forma di concerto alla Cavea del Maggio. Con loro le importanti presenze di Vittorio Prato come Antonio, Marina De Liso come Maddalena, Fabio Capitanucci come il marchese di Boisfleury, Michele Pertusi - che torna al Maggio dopo i due Requiem di Giuseppe Verdi, diretti dal maestro Zubin Mehta, come il Prefetto e Antonio Garés formatosi in Accademia del Maggio, nel ruolo dell’Intendente.

 

Fin dal debutto al Kärntnertortheater di Vienna, 19 maggio 1842, Linda di Chamounix è stata considerata fin da subito un grande successo dalle origini gloriose – come cita un articolo della “Revue et Gazzette musicale” dell’epoca – poiché prende spunto da un dramma e una commedia molto popolari in Francia: “La grâce de Dieu” e “Fanchon la Vielleuse”. Si tratta della storia di Linda, casta e pura, scappa dal suo paese a Parigi in cerca di fortuna e per fuggire dai capricci del signorotto locale. Insieme a lei, l’amico Pierotto che diventerà, alla fine dell’opera, il personaggio che la farà tornare a casa. Nel mezzo, una storia d’amore complicata tra Linda e il Visconte Carlo che porterà la protagonista alla pazzia che verrà curata dal potere della musica. La partitura, infatti, ha un tema frequente molto importante: la ballata “Per sua madre” (presente anche nelle opere francesi prima citate)che viene suonata spesso da Pierotto non solo per ricordare a Linda la sua casa, ma che può identificarsi come un pioneristico esempio di musicoterapia poiché cura la pazzia della protagonista che, come in molte altre opere donizettiane, è legata a un’aria: “No, non è ver mentirono”.

 

A Firenze, l’opera fu presentata la prima volta nel 1843 solo un anno dopo dal debutto viennese, alla Pergola. Fu spesso messa in scena il più delle volte sempre alla Pergola, ma anche con rappresentazioni al Goldoni, al Niccolini, alle Logge e l’ultima volta fu eseguita ancora alla Pergola nel dicembre 1910 con Helvira De Hidalgo e Mattia Battistini. Da allora mai più e mai prima d’ora nelle stagioni del Maggio Fiorentino.

 

 

Molte altre sono le influenze dell’opera che ne aiutarono le origini: primo elemento fra tutti, la commissione di Bartolomeo Merelli (nome noto nel mondo lirico per il legame al Teatro alla Scala e all’origine del Nabucco di Giuseppe Verdi) per il Kärntnertortheater di Vienna di cui era impresario. Con questo incarico, Donizetti aveva finalmente l’occasione di poter consacrare il suo successo anche nella città della musica (dopo esser diventato padrone incontrastato della scena italiana e aver messo radici ben profonde a Parigi) e così fu. Sicuramente un altro spunto alla creazione dell’opera è riferito al suo modello narrativo semiserio e a come vengono raccontati i personaggi: non più i gioiosi contadini, ma i savoiardi che, schiacciati dai ghiacci del Monte Bianco, vengono mandati Parigi per fare qualsiasi tipo di lavoro. Non è un caso, infatti, che proprio in quell’anno I promessi sposi di Manzoni fosse alla sua edizione definitiva (1842).

 

LINDA DI CHAMOUNIX

Melodramma (semiserio) in tre atti di Gaetano Rossi

Musica di Gaetano Donizetti

Edizione critica a cura di Gabriele Dotto

Casa Ricordi srl, Milano con la collaborazione e il contributo del Comune di Bergamo e Fondazione Donizetti di Bergamo

Nuovo Allestimento

Maestro concertatore e direttore Michele Gamba

Regia Cesare Lievi

Scene e costumi Luigi Perego

Luci Luigi Saccomandi

Linda Jessica Pratt

Pierotto, giovane orfano savoiardo Teresa Iervolino

Carlo, Visconte di Sirval Francesco Demuro

Antonio, affittaiuolo, padre di Linda Vittorio Prato

Maddalena, madre di Linda Marina De Liso

Il Marchese di Boisfleury Fabio Capitanucci

Il Prefetto Michele Pertusi

L’Intendente del feudo Antonio Garés

Coro e Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino

Maestro del Coro Lorenzo Fratini

Assistenti regista Mirko Rizzi

Assistente scenografo Luca Filaci

Figuranti speciali Elena Barsotti, Maria Lucia Bianchi, Paolo Arcangeli, Andrea Bassi, Lorenzo Cencetti, Cristiano Colangelo, Giacomo Dominici, Francesco Grossi, Filippo Lai, Lorenzo Terenzi

Allestimento Teatro del Maggio Musicale Fiorentino

Scene e attrezzeria Teatro del Maggio Musicale Fiorentino

Costumi Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, forniti da Sartoria D’Inzillo, Roma

Calzature CTC, Milano

Parrucche Audello Teatro, Torino

La foto è di Michele Monasta

In lingua originale

Con sopratitoli in italiano e inglese a cura di Prescott Studio, Firenze

La ripresa dello spettacolo è realizzata da Dynamic – in collaborazione con Operabase - in collaborazione con Takt1

RAI5: TRE SETTIMANE DI OPERE FIRMATE DA DAMIANO MICHIELETTO, EMMA DANTE E DAVIDE LIVERMORE.

 

 Dall’11 al 15 gennaio la mattina alle 10 e mercoledì 13 anche in prima serata

 

È dedicata al regista veneto Damiano Michieletto la programmazione operistica della settimana dall’11 al 15 gennaio che Rai Cultura propone sul suo canale Rai5 tutte le mattine alle 10 e il mercoledì anche in prima serata.

Si inizia lunedì 11 gennaio con L’elisir d'amore di Gaetano Donizetti, andato in scena al Macerata Opera Festival nell’estate del 2018. Protagonisti Mariangela Sicilia, John Osborn, Iurii Samoilov, Alex Esposito e Francesca Benitez. Sul podio Francesco Lanzillotta. Regia tv a cura di Francesca Nesler.

Segue, martedì 12 gennaio, il Sigismondo di Gioachino Rossini, andato in scena al Rossini Opera Festival di Pesaro nel 2010 con la direzione musicale di Michele Mariotti. Protagonisti sul palco Daniela Barcellona, Andrea Concetti, Olga Peretyatko, Antonino Siragusa, Manuela Bisceglie ed Enea Scala. Regia tv a cura di Tiziano Mancini.

Mercoledì 13 gennaio l’appuntamento è doppio: la mattina alle 10 va in onda Il viaggio a Reims di Rossini, andato in scena al Teatro dell’Opera di Roma nel 2017 con Stefano Montanari sul podio. Nel cast Mariangela Sicilia, Anna Goryachova, Maria Grazia Schiavo, Francesca Dotto, Juan Francisco Gatell, Adrian Sâmpetrean, Nicola Ulivieri. Regia tv di Carlo Gallucci. In prima serata alle 21.15 invece, sempre dell’Opera di Roma e sempre del 2017, è proposta La damnation de Faust di Hector Berlioz, che si è aggiudicata il Premio “Abbiati” della Critica Musicale Italiana. Sul podio è protagonista Daniele Gatti. Nel cast Pavel Černoch, Alex Esposito, Veronica Simeoni e Goran Jurić. Regia tv di Claudia De Toma. 

Giovedì 14 gennaio è la volta della Vedova allegra di Franz Lehár, ancora dell’Opera di Roma, andata in scena al Teatro Costanzi nel 2019. Nel cast Nadja Mchantaf, Paulo Szot, Anthony Michaels- Moore, Adriana Ferfecka, Peter Sonn, Marcello Nardis. Regia tv di Claudia De Toma.

Chiude il ciclo, venerdì 15 gennaioMadama Butterfly di Giacomo Puccini, prodotta dal Teatro Regio di Torino nel 2014. Interpreti principali: Amarilli Nizza, Massimiliano Pisapia, Alberto Mastromarino, Giovanna Lanza. Sul podio Pinchas Steinberg. Regia televisiva a cura di Francesca Nesler.

La successiva settimana operistica, dal 18 al 22 gennaio, sarà dedicata a Emma Dante.

 

 


 

RAI5: UNA SETTIMANA DI OPERE FIRMATE

DA EMMA DANTE

 

Dal 18 al 22 gennaio la mattina alle 10

 

È dedicata alla regista siciliana Emma Dante la programmazione operistica della settimana dal 18 al 22 gennaio che Rai Cultura propone sul suo canale Rai5 tutte le mattine alle 10 ad esclusione del martedì ma con un doppio titolo il giovedì.

Si inizia lunedì 18 gennaio con la Carmen di Georges Bizet, spettacolo inaugurale della stagione 2009/2010 del Teatro alla Scala, che segna inoltre il debutto di Emma Dante nella regia operistica. Protagonisti sul palco Jonas Kaufmann, Erwin Schrott e Anita Rachvelishvili. Sul podio Daniel Barenboim. Regia tv di Lorena Sardi.

Mercoledì 20 gennaio l’appuntamento è con L’angelo di fuoco di Sergej Prokof’ev, andato in scena al Teatro dell’Opera di Roma nel 2019 con Alejo Pérez sul podio Nel cast Ewa Vesin, Leigh Melrose, Anna Victorova e Mairam Sokolova. Regia tv di Carlo Gallucci.

Giovedì 21 gennaio è la volta del dittico La voix humaine, tragédie lyrique di Francis Poulenc tratta dalla pièce omonima di Jean Cocteau – con protagonista Anna Caterina Antonacci – e Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni – con Marco Berti, Carmen Topciu e Gezim Myshketa tra gli interpreti principali –, andato in scena al Teatro Comunale di Bologna nel 2017. Sul podio Michele Mariotti. Regia tv di Arnalda Canali.

Chiude il ciclo, venerdì 22 gennaioLa Cenerentola di Gioachino Rossini, andata in scena nel 2016 al Teatro dell’Opera di Roma con la direzione musicale di Alejo Pérez. Protagonisti sul palco Serena Malfi, Juan Francisco Gatell, Vito Priante, Alessandro Corbelli, Damiana Mizzi, Annunziata Vestri, Ugo Guagliardo. Regia tv a cura di Francesca Nesler.

La successiva settimana operistica, dal 25 al 29 gennaio, sarà dedicata a Davide Livermore.

 


 

RAI5: UNA SETTIMANA DI OPERE FIRMATE

DA DAVIDE LIVERMORE

 

Dal 25 al 29 gennaio la mattina alle 10 e mercoledì 27 anche in prima serata

 

È dedicata al regista torinese Davide Livermore la programmazione operistica della settimana dal 25 al 29 gennaio che Rai Cultura propone sul suo canale Rai5 tutte le mattine alle 10 e il mercoledì anche in prima serata.

Si inizia lunedì 25 gennaio con Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, andato in scena al Teatro dell’Opera di Roma nel 2016. Protagonisti Chiara Amarù, Edgardo Rocha, Florian Sempey e Ildebrando D’arcangelo. Sul podio Donato Renzetti. Regia tv a cura di Carlo Gallucci.

Segue, martedì 26 gennaioDemetrio e Polibio prima opera lirica di Gioachino Rossini, andata in scena al Rossini Opera Festival di Pesaro nel 2010 con la direzione musicale di Corrado Rovaris. Protagonisti sul palco Maria José Moreno, Victoria Zaytseva, Yijie Shi, Mirco Palazzi. Regia tv a cura di Tiziano Mancini.

Mercoledì 27 gennaio l’appuntamento è doppio: la mattina alle 10 va in onda Ciro in Babilonia di Rossini, andato in scena al Teatro Rossini di Pesaro con Will Crutchfield sul podio. Nel cast Ewa Podleś, Michael Spyres e Jessica Pratt. Regia tv di Daniele Biggiero. In prima serata alle 21.15 invece è proposto il Don Pasquale di Gaetano Donizetti andato in scena al Teatro alla Scala nel 2018. Sul podio Riccardo Chailly. Nel cast Ambrogio Maestri, Rosa Feola, René Barbera, Mattia Olivieri e Andrea Porta. Regia tv di Patrizia Carmine.

Giovedì 28 gennaio è la volta dell’Attila di Giuseppe Verdi ancora del Teatro alla Scala e ancora andato in scena nel 2018 con la direzione musicale di Riccardo Chailly. Nel cast Ildar Abdrazakov, Saioa Hernández, George Petean, Fabio Sartori, Francesco Pittari e Gianluca Buratto. Regia tv di Patrizia Carmine.

Chiudono il ciclo, venerdì 29 gennaio, I vespri siciliani di Verdi, prodotti dal Teatro Regio di Torino nella versione andata in scena nel 2011 per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia. Sul podio Gianandrea Noseda. Interpreti: Maria Agresta, Gregory Kunde, Ildar Abdrazakov e Franco Vassallo. Regia tv di Arnalda Canali.

domenica 10 gennaio 2021

Primi dettagli sulla 47^ edizione del Festival della Valle d’Itria in programma a Martina Franca dal 17 luglio al 4 agosto 2021.

 La 47a edizione del Festival della Valle d’Itria si svolgerà a Martina Franca nel consueto periodo estivo, dal 17 luglio al 4 agosto 2021.


A Martina Franca, dal 17 luglio al 4 agosto 2021, in scena : La Creazione di Haydn, La Griselda di Scarlatti, L’Angelica di Porpora e la Winterreise di Schubert.

La programmazione musicale – preparata dal direttore artistico Alberto Triola con il direttore musicale Fabio Luisi – delinea un percorso che va dal Barocco napoletano di Alessandro Scarlatti e Nicola Porpora, attecchito in tutta Europa anche grazie al divismo vocale di Farinelli e dei suoi rivali, per poi arrivare al Classicismo viennese di Haydn e quindi fino a Schubert.

 

«Dopo il felice esito dell’edizione 2020 – commenta il Presidente Franco Punzi – realizzata la scorsa estate mentre molti altri festival cancellavano le attività, desideriamo guardare avanti con l’ottimismo che ci contraddistingue da quasi mezzo secolo. È nostro dovere procedere con cautela ma il varo della programmazione del festival 2021 ci permette di portare avanti uno degli appuntamenti fondamentali fra le manifestazioni musicali europee, oltre che un’occasione imprescindibile per il territorio».

 

La serata inaugurale della 47° edizione, fissata per il 17 luglio al Palazzo Ducale di Martina Franca, è affidata per la prima volta a Fabio Luisi con l’oratorio La Creazione di Franz Joseph Haydn (1798) nella versione ritmica in italiano approntata nel 1988(anche allora diretta da Luisi) proprio per il festival pugliese dal celebre filologo Dario Del Corno e che sarà rivista per questa nuova edizione dal figlio Filippo (compositore e attualmente assessore alla Cultura del Comune di Milano)intervenendo sul lessico e sulla metrica, nell’ottica di una maggiore aderenza del testo alla struttura drammaturgico musicale per la rappresentazione in forma scenica nel 2021 con la regia di Fabio Ceresa e le scene di Tiziano Santi, artisti noti e apprezzati dal pubblico martinese. Continua anche per questo titolo d’apertura la collaborazione con la Fondazione Teatro Petruzzelli di Bari e la presenza della sua Orchestra. «Il progetto del Festival della Valle d’Itria del 2021 con l’esecuzione, in forma scenica, dell’oratorio La Creazione di Haydn – sottolinea il direttore musicale Fabio Luisi – è estremamente interessante, ardito nella volontà di affiancare alla musica una visualizzazione teatrale, ed appartiene al DNA del Festival, che da sempre aggancia il repertorio belcantistico italiano alle esperienze europee che da esso derivano. Sappiamo che le opere liriche di Haydn, assai numerose del resto, peccano di carenze drammaturgiche, nonostante siano spesso esuberanti di valori musicali. Non essendo necessariamente legata ad una drammaturgia teatrale, ma ad una preesistente biblico-storica, La Creazione si presta all’esplorazione di una vocalità decisamente mediterranea adeguata all’ambiente musicale asburgico e mitteleuropeo. Inoltre questo progetto, da un punto di vista personale, mi riporta agli anni degli esordi direttoriali, nei quali, proprio a Martina Franca, ebbi il privilegio, sotto la direzione artistica di Rodolfo Celletti, di cimentarmi in questo capolavoro, allora, come oggi, nella traduzione di Dario dal Corno, effettuata su nostra richiesta».

Secondo titolo La Griselda, opera seria in tre atti di Alessandro Scarlatti su libretto di Apostolo Zeno (dall’ultima novella omonima del Decameron di Boccaccio) proposta nell’atrio del Palazzo Ducale di Martina Franca a trecento anni dal debutto romano nel 1721al Teatro Capranica di Roma con un cast di acclamati castrati come Antonio Bernacchi, Giacinto Fontana detto "Il farfallino" e Giovanni Carestini. La scelta di rappresentare Scarlatti prosegue una felice consuetudine del Festival della Valle d’Itria che si è imposto fra le manifestazioni estive come tappa inalienabile per tutti gli appassionati di musica antica e repertorio inusitato. Per questa nuova messa in scena dell’ultima opera giunta a noi integralmente del compositore nato a Palermo ma poi attivo a Napoli e Roma, la regia sarà firmata da Rosetta Cucchi, le scene sempre da Santi – così da concepire due allestimenti diversi ma conviventi nello stesso spazio – e la direzione sarà di uno specialista del repertorio barocco, già ospite con successo del festival due anni fa, George Petrou.

Quindi altri due gioielli musicali del repertorio barocco e classico che verranno presentati in forma scenica: la serenata a 6 voci L’Angelica del napoletano Nicola Porpora su testo di Metastasio dall’Orlando Furioso (1720 – ed. Mnemes a cura di Gaetano Pitarresi), e la Winterreise (“Viaggio d’inverno”) di Franz Schubert (1827), ciclo liederistico su 24 poesie di Wilhelm Müller.

Ulteriori dettagli, il programma completo con gli immancabili appuntamenti in masseria, gli artisti coinvolti e la vendita dei biglietti saranno resi noti nei prossimi mesi, appena saranno chiare le disposizioni normative sullo spettacolo dal vivo in relazione all’emergenza sanitaria.