giovedì 11 marzo 2021

DAL 19 GIUGNO AL 4 SETTEMBRE IL 98° ARENA DI VERONA OPERA FESTIVAL 2021.

 

FONDAZIONE ARENA DI VERONA

CONFERMA

IL 98° ARENA DI VERONA OPERA FESTIVAL 2021

 

Una stagione che vedrà presenti i titoli, le date e i cast stellari originariamente previsti, a partire dal ritorno tanto atteso di Riccardo Muti dopo 41 anni dalla sua unica presenza sul podio areniano.

 

Fondazione Arena conferma per il Festival 2021 la forte volontà di realizzare la propria programmazione, nel segno condiviso di una rinascita che coinvolga l’intera città, e propone un calendario con regie e allestimenti scenografici, grandiosi e immateriali, a conferma della spettacolare tradizione dell’Arena, e che solo l’Arena può permettersi di creare, ma completamente nuovi e compatibili con le norme sul distanziamento sanitario.

Nel pieno rispetto delle misure di sicurezza, Fondazione Arena di Verona firmerà, come un vero collettivo artistico, cinque nuovi allestimenti più leggeri e meno architettonici rispetto alla tradizione, ma più tecnologici, che vedranno l’utilizzo di spettacolari ed innovative video proiezioni, adatte a vestire l’imponente cornice areniana. Un problema, quello sanitario, che diviene opportunità di rinnovamento interpretativo, e che testimonia nei fatti l’eccellenza dei comparti areniani, che si esprimeranno realizzando in modo collegiale ogni nuovo allestimento.

Con grande attenzione al pubblico areniano, che da un anno dimostra il proprio affetto al Festival continuando ad acquistare i biglietti del Festival 2021 con numeri già oggi importanti.

Rimangono invariati i cast di Cavalleria rusticana e Pagliacci, Aida, Nabucco, Traviata, Turandot, Requiem di Verdi, Domingo Opera Night, Roberto Bolle and Friends, Jonas Kaufmann Gala Event e della Nona Sinfonia di Beethoven. Una eccellente parata di grandissime voci che conferma l’Arena di Verona come imprescindibile tappa estiva di ogni appassionato.


 

I protagonisti del 98° Arena di Verona Opera Festival 2021:

Riccardo Muti,

Roberto Alagna, Marcelo Álvarez, Roberto Aronica, Anna Maria Chiuri, Jorge de León, Plácido Domingo, Amartuvshin Enkhbat, Yusif Eyvazov, Aida Garifullina, Alberto Gazale, Vittorio Grigolo, Saioa Hernández, Maida Hundeling, Ruth Iniesta, Murat Karahan, Jonas Kaufmann, Aleksandra Kurzak, Ambrogio Maestri, Angela Meade, Francesco Meli, Chris Merritt, Anna Netrebko, Lisette Oropesa, Ailyn Pérez, Michele Pertusi, George Petean, Olesya Petrova, Simone Piazzola, Saimir Pirgu, Anna Pirozzi, Anita Rachvelishvili, Marina Rebeka, Katia Ricciarelli, Luca Salsi, Ekaterina Semenchuk, Valeria Sepe, María José Siri, Rafał Siwek, Carlo Ventre, Sonya Yoncheva, Elena Zilio…

 

Dunque, ogni singolo reparto produttivo della Fondazione Arena di Verona si fonderà in un pensiero creativo comune per dare vita a nuovi allestimenti unici e più leggeri sul fronte architettonico, ma sempre in grado di rispettare la complessa morfologia areniana e l’imponente grandezza dei suoi spazi, perfetti per le nuove tecnologie d’arti visive.

Una scelta unica nell’attuale panorama europeo che riconferma la vocazione da sempre collettiva del lavoro areniano e che pone tutti i lavoratori di fronte ad una sfida avvincente dimostrando come i problemi di queste ultime edizioni abbiano rafforzato il motore trainante della Fondazione.

Il palco tornerà dunque nella sua posizione originaria e le nuove tecnologie si integreranno nella tradizione degli storici ed iconici allestimenti che da oltre cento anni hanno reso l’opera in Arena unica in tutto il mondo: una rivoluzione estetica e drammaturgica che tutelerà artisti e tecnici da ogni rischio, consentendo comunque la spettacolarità e la grandiosità che da sempre il pubblico cerca in Arena. Il fil rouge di questo nuovo progetto e le sue declinazioni sui diversi titoli verranno presto svelati, consentendo anche di dare finalmente luce e voce alle preziose maestranze areniane nel loro nuovo ruolo di protagonisti del processo creativo.

Il Sindaco e Presidente di Fondazione Arena, Federico Sboarina: “Siamo molto orgogliosi di presentare la stagione 2021 del Festival lirico, un risultato per il quale devo ringraziare tutto il management di Fondazione Arena e i componenti del Consiglio di indirizzo. Durante questo lungo e complicato inverno non abbiamo mai smesso di lavorare, nonostante le incertezze economiche ed organizzative.

Dopo un anno esatto dal primo lockdown, la situazione è ancora molto grave. Mancano certezze sul futuro e rispetto a ciò che vivremo nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Come l’anno scorso però, se pur con difficoltà ancora maggiori frutto di un anno di crisi, Fondazione Arena è pronta a ripartire nuovamente. 

Per l’edizione speciale del 2020 è stato fatto uno sforzo incredibile, rimandando a quest’anno il festival che era stato programmato prima della pandemia. Un anno fa eravamo convinti che per l’estate 2021 l’emergenza sarebbe terminata, invece siamo ancora alle prese con una situazione altrettanto complicata. Tuttavia, come promesso, quest’anno faremo quello che avevamo detto per accendere il palco dell’Arena. Una sfida che vogliamo vincere con l’innovazione, l’impegno straordinario e il coraggio che ci contraddistinguono e che hanno permesso di accendere la musica anche nell’anno orribile del Covid. Vogliamo continuare a essere il punto fermo nel panorama musicale internazionale. Il 19 giugno la prima con il Maestro Muti sarà una ripartenza che non ha eguali, per una stagione che si preannuncia davvero straordinaria”.

Il Sovrintendente e Direttore Artistico Cecilia Gasdia ricapitola così le lunghe riflessioni ed azioni dell’ultimo anno: “Il primo pensiero di questi ultimi, difficilissimi 13 mesi è stata la tutela della cultura, della musica, dell’arte, del Teatro, dell’immagine dell’Arena nel mondo e del lavoro, sia dei dipendenti di Fondazione Arena che della grande comunità di artisti, liberi professionisti, che sono il più grande patrimonio di ogni teatro nel mondo. Ho sentito la responsabilità di dare vita a stagioni artistiche che conferissero altrettanto pregio al tocco e all’impronta areniana, nonostante le mille difficoltà, per traghettare verso il futuro un patrimonio di stima e prestigio integri. Poi, la responsabilità verso il tessuto economico cittadino, che da veronese non posso che avere sempre in cima ad ogni mia considerazione: la città ci guarda, ci aspetta e noi di Fondazione Arena lo sappiamo. Mai come quest’anno essere Sovrintendente ha significato per me essere “nocchiero” di una comunità locale e internazionale allo stesso tempo, includendo in questo pensiero anche i tanti spettatori che da tutto il mondo ci hanno dato fiducia continuando ad acquistare biglietti, nonostante le forti incertezze mondiali. Mai come quest’anno chi fa il mestiere bellissimo di operatore culturale è stato chiamato a ragionare prima in modo etico, poi strategico. Fondazione Arena di Verona ha ragionato in modo etico, con gioia e convinzione, perché le azioni a sostegno del nostro patrimonio culturale e del nostro ruolo internazionale quest’anno si misureranno sul palcoscenico della storia. E, per citare Chateaubriand, dobbiamo porci nella prospettiva di posteri di noi stessi.”

Il Direttore Generale Gianfranco De Cesaris esprime la propria soddisfazione “Nella totale condivisione del progetto del 98° Festival , pensando all’integrità della Fondazione, istituzione culturale e motore  economico della città di Verona, sono orgoglioso dello sforzo creativo prodotto dalla nostra squadra in termini di innovazione  e sono certo che ciò segnerà una nuova ripartenza per noi e per il nostro territorio”.

Si confermano quindi le grandi coppie d’arte e di vita, da Anna Netrebko e Yusif Eyvazov, che dopo la straordinaria esperienza nel 2019 tornano insieme per tre imperdibili recite di Turandot, oltre a Roberto Alagna e Aleksandra Kurzak insieme in una rarissima esibizione in entrambi i ruoli di Cavalleria rusticana e Pagliacci. E ancora vanno ricordati l’attesissimo debutto di Jonas Kaufmann e i graditi ritorni delle star Plácido Domingo e Roberto Bolle, veri e propri beniamini del Festival Lirico. È atteso anche il ritorno sul palcoscenico areniano di Katia Ricciarelli nel ruolo di Mamma Lucia della Cavalleria rusticana.

Oltre a questi appuntamenti già in cartellone per il 2020 e riprogrammati nel 2021, Fondazione Arena ha aggiunto, in occasione del 150° anniversario dalla prima rappresentazione all’Opera del Cairo nel 1871, un’inaugurazione straordinaria di Aida, il capolavoro di Verdi e l’opera più amata dal pubblico areniano, che si preannuncia un evento davvero unico grazie alla presenza del Maestro Riccardo Muti, ambasciatore della cultura italiana nel mondo. Il cast stellare delle due serate (19 e 22 giugno) vede, solo per citarne alcuni, il soprano Sonya Yoncheva per la prima volta nella sua carriera nel ruolo di Aida, Francesco Meli come Radamès, Anita Rachvelishvili nel ruolo di Amneris e Riccardo Zanellato nel ruolo di Ramfis.

Altro omaggio doveroso a Giuseppe Verdi, nel 120° anniversario della morte, è la sua Messa di Requiem diretta da Speranza Scappucci, artista apprezzata a livello internazionale, al suo debutto in Arena. Il podio areniano alternerà le grandi ed esperte bacchette di Marco Armiliato, Daniel Oren, Francesco Ivan Ciampa e Jader Bignamini, a fianco degli attesi debutti di Diego Matheuz e Jochen Rieder.



Inoltre vale ricordare che in questo ultimo anno più che mai sono stati importanti la vicinanza e il sostegno di tutti i nostri sponsor cui va il più sincero ringraziamento: Unicredit, Major Partner da oltre 20 anni, Calzedonia Group, Volkswagen Group Italia, Deutsche BAHN, Veronafiere, RTL102.5 e ancora A4 Holding, Air Dolomiti, Casa Vinicola Sartori, GrandVision, Metinvest, SABA Italia, SDG Group, Vicenzi.

Al Teatro alla Scala prosegue ,domenica 14 marzo alle ore 20 , appuntamento con il mezzosoprano Kate Lindsey, che sarà trasmesso in diretta streaming.

 


Domenica 14 marzo 2021 ~ ore 20

 

In diretta streaming

 

 

Recital di Canto

 

 

Mezzosoprano

KATE LINDSEY

 

Pianoforte

BAPTISTE TROTIGNON

 

 

Kurt Weill

Nanna’s Lied / La canzone di Nanna

 

da Lost in the Stars

Thousands of Miles / Migliaia di miglia

Big Mole / Grande Talpa

 

da Aufstieg und Fall der Stadt Mahagonny / Ascesa e caduta della città di Mahagonny

Denn wie man sich bettet, so liegt man / Uno dorme nel letto che si è fatto

 

 

Erich Wolfgang Korngold

Schneeglöckchen op. 9 n. 1 / Le campanule

 

 

Alexander Zemlinsky

Und hat der Tag all seine Qual op. 8 n. 2 / E dopo che il giorno ha riversato

 

 

Kurt Weill

Buddy on the Nightshift / Amico del turno di notte

 

Berlin im Licht / Berlino nella luce

 

da  One touch of Venus

Don’t Look Now / Non guardare ora

 

da Lady in the Dark

The Saga of Jenny / La saga di Jenny

 

September Song / Canzone settembrina

(per pianoforte)

 

 

marchio

 

 

 

Alma Mahler

Die stille Stadt / La città silenziosa

Hymne / Inno

 

 

Kurt Weill

da Die Dreigroschenoper / L’opera da tre soldi

Pirate Jenny – Die Barbara-Song / Jenny dei pirati – La canzone di Barbara

 

Je ne t’aime pas / Io non ti amo

 

da Street Scene

Lonely House / Casa solitaria

We’ll Go Away Together / Andremo via insieme

 

da Lost in the Stars

Trouble Man / Uomo dei guai

 

 

Alexander Zemlinsky

Selige Stunde op. 10 n. 2 / Ora beata

 

 

 

 

Il calendario dei recital di canto del Teatro alla Scala prosegue - domenica 14 marzo alle ore 20 -  con un appuntamento con il mezzosoprano Kate Lindsey, che sarà trasmesso in diretta streaming sul sito e sui canali Facebook e YouTube del Teatro. Siamo a pochi giorni dall’atteso dittico Die sieben Todsünden e Mahagonny Songspiel di Kurt Weill - diretto dal M° Riccardo Chailly con la regia di Irina Brook, che giovedì 18 marzo alle ore 20 sarà trasmesso su RaiPlay e riproposto sabato 27 marzo su Rai5 - in cui Kate Lindsey interpreterà il ruolo di Anna I e di Betsy. In questo recital l’artista introduce il clima musicale del primo Novecento tra Vienna e Berlino e accosta la musica di Weill a quella dei diversi autori dell’ambiente musicale e culturale in cui le opere di Weill sono state concepite. Kate Lindsey, che è al suo debutto scaligero, sarà accompagnata al pianoforte dal francese Baptiste Trotignon, con cui ha realizzato il cd Thousands of Miles dedicato proprio a Kurt Weill.


 

 

Kate Lindsey

Mezzosoprano

 

Nata a Richmond, in Virginia, ha conseguito la laurea triennale in musica all’Università dell’Indiana e ha partecipato al Lindemann Young Artist Development Program del Metropolitan. Si esibisce regolarmente nelle sedi più prestigiose al mondo, quali il Metropolitan di New York, la Royal Opera House Covent Garden di Londra, la Staatsoper di Vienna, la Bayerische Staatsoper di Monaco, i Festival di Salisburgo, Glyndebourne Opera Festival e Aix-en-Provence. È stata la protagonista di Miranda all’Opéra-Comique a Parigi, a Bordeaux e a Caen, Oktavian nel Rosenkavalier a Glyndebourne, Nerone nell’Incoronazione di Poppea con William Christie a Salisburgo, Sister Helen in Dead Man Walking di Jake Heggie alla National Opera di Washington, la Musa/Nicklausse nei Contes d’Hoffmann al Metropolitan Opera, all’Opera di Los Angeles e alla Royal Opera House, Cherubino nelle Nozze di Figaro a Vienna, Lazuli nell’Étoile di Chabrier alla Royal Opera House, Hänsel in Hänsel und Gretel alla Nationale Opera di Amsterdam, Leonora nella Favorite alla Washington Concert Opera, Dorabella in Così fan tutte a Aix-en-Provence. Più di recente, è stata il Compositore nell’Ariadne auf Naxos al Théâtre des Champs-Élysées e il Principe Azzurro nella Cendrillon di Massenet a Glyndebourne e Nerone nell’Agrippina di Händel al Metropolitan; inoltre è stata la protagonista della prima mondiale di Orlando di Olga Neuwirth alla Staatsoper di Vienna, in un ruolo scritto appositamente per lei. Ha iniziato la Stagione 2020-21 con Mesdames de la Halle di Offenbach a Glyndebourne, nel ruolo di Croûte-au-pot; dopo il debutto al Piermarini, sarà Rosina nel Barbiere di Siviglia e ancora Nerone nella ripresa della produzione salisburghese dell’Incoronazione di Poppea a Vienna.

Molto richiesta come solista in recital e concerti, ha collaborato con direttori quali James Conlon, Emmanuelle Haïm, Vladimir Jurowski, James Levine, Lorin Maazel, David Robertson, Jérémie Rhorer e Franz Welser-Möst. Ha cantato in Tomorrow di Korngold alla Royal Albert Hall per i BBC Proms e nel Roméo et Juliette di Berlioz con Daniel Harding e i Berliner Philharmoniker; inoltre ha interpretato Dido and Aeneas di Purcell in forma di concerto con il Balthasar Neumann Ensemble diretto da Thomas Hengelbrock alla Laeiszhalle di Amburgo e al Rheingau Musik Festival. Con l’Orchestre de Paris e Thomas Hengelbrock ha cantato a Parigi, Palma de Mallorca, Vienna, Praga e Dresda. Con il pianista Baptiste Trotignon ha portato il programma del suo CD Thousands of Miles in tournée negli Stati Uniti e in Germania.

Ha partecipato alle produzioni dei Contes d’Hoffmann, della Clemenza di Tito e della Zauberflöte trasmesse dal Metropolitan di New York nei cinema di tutto il mondo per la serie “Live in HD”.

 

www.katelindsey.com

 


 

Sabato 13 marzo alle 20.00, in diretta streaming sulla webTv del Teatro Massimo: a sinfonia n. 6 in Si minore Patetica op. 74 di Pëtr Il'ič Čajkovskij.

Sabato 13 marzo alle 20.00, in diretta streaming sulla webTv del Teatro Massimo, il direttore Omer Meir Wellber, sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo di Palermo, dirige la sinfonia n. 6 in Si minore Patetica op. 74 di Pëtr Il'ič Čajkovskij. #Apertinonostantetutto.



In diretta streaming sulla webTv, sabato 13 marzo alle 20.00, il direttore Omer Meir Wellber, sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo dirige una delle pagine sinfoniche più intense della letteratura musicale: la Sinfonia n. 6 in Si minore Patetica op. 74 di Pëtr Il'ič Čajkovskij, ultima straordinaria partitura del compositore russo che rivela il percorso sino alla morte di un'anima tormentata.

Scritta di getto nel marzo del 1893, dopo un travagliato periodo di crisi creativa, la Sinfonia n. 6 era considerata da Čajkovskij la migliore e la più compiuta delle sue opere, ma fu anche l’ultima e quella che forse esprime maggiormente il suo “mal di vivere”.
Il 16 ottobre di quell'anno Čajkovskij ne dirigeva la prima esecuzione a Pietroburgo dove infuriava un'epidemia di colera. E solo una settimana dopo il compositore moriva, dopo aver bevuto un bicchiere d'acqua infetta; una distrazione fatale, un suicidio? Sicuramente fin dalla seconda esecuzione la
Patetica, con le sue citazioni dal Requiem e dalla liturgia ortodossa per i defunti, i finali sommessi che si perdono nel silenzio, la struggente malinconia delle melodie, è stata considerata quasi una premonizione di morte o, addirittura, un biglietto di addio.

La sinfonia sarà trasmessa in diretta streaming sulla webTv del Teatro Massimo ma anche sul canale YouTube della Fondazione e sulla webTv dell'ANFOLS (Associazione Nazionale delle Fondazioni Lirico Sinfoniche) per il progetto Aperti, nonostante tutto . Per assistere basta collegarsi al sito del Teatro www.teatromassimo.it selezionare in homepage la sezione “Teatro Massimo Tv” e fare click dalle ore 20.00 su “Wellber - Patetica”. La fruizione è libera ma, per chi volesse, è possibile fare una donazione tramite carte di credito o PayPal. Nella stessa sezione sono sempre disponibili in archivio anche le opere trasmesse in precedenza.

SOTTO UNA NUOVA LUCE
NON VI LASCIAMO SENZA MUSICA
Il Teatro Massimo per il progetto ANFOLS Aperti, nonostante tutto

13 marzo 2021 ore 20.00 in diretta streaming

WELLBER - PATETICA Direttore Omer Meir Wellber

Pëtr Il'ič Čajkovskij (1840-1893) Sinfonia n. 6 in Si minore Patetica op. 74

1. Adagio. Allegro non troppo
2. Allegro con grazia

3. Allegro molto vivace
4. Finale: Adagio lamentoso. Andante
Orchestra del Teatro Massimo

Ideazione e coordinamento televisivo Gery Palazzotto
Regia sonora Manfredi Clemente
Regia televisiva Antonio Di Giovanni

mercoledì 10 marzo 2021

In streaming dal Nuovo Teatro Verdi di Brindisi il concerto per due pianoforti «La danza tra fiabe e migrazioni sonore».

 

DUE PIANOFORTI IN VIAGGIO TRA SUITE E ARIE D’OPERA.


Continua la programmazione streaming dal Nuovo Teatro Verdi di Brindisi. Dopo la parentesi del teatro civile, domenica 14 marzo, con inizio alle ore 18, si torna alla musica con il concerto per due pianoforti «La danza tra fiabe e migrazioni sonore». L’appuntamento anticipa lo spettacolo in programma per la rassegna «Brindisi in scena», realizzato con il sostegno dei fondi regionali destinati al piano straordinario per la cultura e lo spettacolo «Custodiamo la Cultura in Puglia».

I maestri Stefania e Giampaolo Argentieri propongono un repertorio inusuale ma impegnativo e di forte impatto emotivo, un viaggio tra suite e arie d’opera. Lo spettacolo sarà trasmesso online sulle pagine Facebook di Fondazione Nuovo Teatro VerdiComune di BrindisiRiccardo Rossi Sindaco di BrindisiTeatro Pubblico PuglieseCarmelo Grassi, Agenda Brindisi, Brindisi Oggi, Brindisi ReportBrindisi Time, BrundisiumL’Ora di Brindisi, Newspam, Nuovo Quotidiano di Puglia online, sulla web-tv Apulia (apuliawebtv.it) e ancora sul canale Youtube della Fondazione Nuovo Teatro Verdi.

L’arduo compito di ricreare l’atmosfera di danza e l’intera gamma sonora di voci e orchestra, sarà affidato ai due pianisti brindisini, da sempre attivi nelle sale da concerto più prestigiose del mondo e forti di un inequivocabile affiatamento musicale. Fin da giovanissimi si sono imposti all’attenzione del pubblico e della critica grazie al singolare affiatamento unito a talento e versatilità, tanto da risultare vincitori di numerosi concorsi nazionali e internazionali e partecipare a prestigiose manifestazioni come il Festival Europeo della Musica «Young Classic» a Passau, in Germania, la «Festa della Musica» organizzata nel 2007 dal Ministero dei Beni Culturali nell’Archivio di Stato di Brindisi e la grande esposizione «Edvard Grieg International Piano Competition» di Oslo nel 2011. 

Il concerto si apre con «Clair de lune» di Claude Debussy, il brano per pianoforte impressionista per eccellenza. Composto nel 1890 e rivisto da Debussy per la pubblicazione nel 1905 nella «Suite bergamasque», evoca l’atmosfera rappresentata nei dipinti di Claude Monet e nella poesia di Paul Verlaine o di Arthur Rimbaud. Debussy è stato indiscutibilmente il massimo esponente dell’impressionismo in musica grazie alla sua geniale capacità di scomporre gli elementi melodici, ritmici e armonici, e di rivoluzionare la composizione musicale, fino ad allora regolata da contorni precisi (melodie, funzioni armoniche, forma).

Nel 1937 Darius Milhaud scrisse le musiche per un adattamento per bambini della farsa «Le Médecin Volant» di Molière, andata in scena al Théâtre Scaramouche negli Avenue des Champs-Élysées a Parigi. Da quella partitura l’autore marsigliese trasse il materiale per una suite per due pianoforti, l’op. 165 b, intitolata appunto «Scaramouche». I due pianoforti si incontrano in un momento di leggerezza nel quale il compositore mescola chanson francese, jazz, blues e samba strizzando l’occhio alla Commedia dell’Arte.

Il concerto prosegue con la «Suite n. 2 op. 17» del russo Sergej Rachmaninov: composta in Italia nei primi mesi del 1901, la seconda Suite per due pianoforti venne eseguita il 24 novembre 1901 dall’autore e da suo cugino Alexander Siloti. La composizione nacque nello studio di un medico psichiatra, cui il musicista si rivolse dopo un silenzio durato tre anni a causa di una depressione che seguì all’insuccesso della Sinfonia in re maggiore del 1897. Il primo movimento, Introduzione, è costituito da un energico tempo di marcia in tre parti; segue un Valzer brillante il cui impulso ritmico è completato da complesse figurazioni; il terzo movimento, Romanza, è altamente emotivo e la Suite si chiude con una Tarantella dalle proporzioni orchestrali che richiede grande virtuosismo a entrambi i pianisti.

Chiusura con il celebre «Libertango» di Astor Piazzolla, il re delle commistioni tra musica di strada e repertorio colto. Tema del 1974 (celebre anche per la versione interpretata da Grace Jones nel film di Roman Polański, Frantic), «Libertango» condensa in una sola melodia tutto ciò che lo scrittore e poeta Luis Borges diceva della danza argentina: «Non è solo un ballo, ma un modo di camminare, un modo di sentire la vita, che colora le vicende dei suoi protagonisti e dei suoi interpreti per raccontare ogni volta una storia diversa».

Teatro San Carlo, al via da venerdì 12 marzo la programmazione in streaming del mese.

 

 

Juraj Valčuha dirige l’Orchestra nel

Pulcinella di Stravinskij e nella Sinfonia n. 4 di Nielsen

 


Il Turco in Italia di Gioachino Rossini

 

Il Quartetto d’Archi del Teatro di San Carlo

esegue musiche di Beethoven e Šostakóvič

 

Gli spettacoli saranno trasmessi sulla pagina Facebook, sulla piattaforma Mymovies.it e sul sito del Teatro San Carlo

 

 

Al via da venerdì 12 marzo a partire dalle ore 20.00 la programmazione in streaming di marzo 2021 del Teatro di San Carlo.

Il primo appuntamento del mese, disponibile on line sulla pagina Facebook, su Mymovies.it e sul sito del Teatro, è il concerto sinfonico diretto da Juraj Valčuha, alla guida dell’Orchestra del Teatro di San Carlo nella suite da concerto Pulcinella di Igor Stravinskij e ne la Sinfonia n.4 “L’inestinguibile” op.29 di Carl Nielsen.

 

Se la celebre composizione di Stravinskij, tratta nel 1922 dal balletto con canto in un atto Pulcinella, commissionato da Diaghilev e rappresentato per la prima volta a Parigi il 15 maggio 1920 è opera molto nota, pietra miliare del neoclassicismo novecentesco, meno conosciuta è la Sinfonia n. 4 di Nielsen, mai eseguita prima al San Carlo.

Fu composta dall’autore danese tra il 1914 e il 1916 ed è la prima composizione che diede a Nielsen notorietà internazionale. Nella prefazione lo stesso Nielsen scrive

«Con il titolo L'inestinguibile il compositore ha cercato [...] di indicare in una sola parola ciò che solo la musica può esprimere compiutamente: l'elementare volontà di vivere. La musica è vita e, come la vita, è inestinguibile».

 

La programmazione del mese di marzo prosegue con un’opera di Gioachino Rossini Il Turco in Italia in forma di concerto, disponibile on line da venerdì 19 marzo.

Alla guida dell’Orchestra e del Coro del Teatro di San Carlo, quest’ultimo preparato da Gea Garatti Ansini, il direttore toscano Carlo Montanaro.  

Il turco Selim sarà interpretato da Marko Mimica mentre Julie Fuchs, soprano francese in ascesa appena premiata come artista lirica dell'anno alle “Victoires de la musique classique”, fa il suo debutto al San Carlo nei panni di Donna Fiorilla.

Un debutto al Lirico di Napoli è anche quello del giovane tenore russo Ruzil Gatin nel ruolo di Don Narciso. Completano il cast Paolo Bordogna (Don Geronio), Alessandro Luongo (Prosdocimo), Gaia Petrone (Zaida), Filippo Adami (Albazar).

Il Turco in Italia, opera buffa in due atti di Gioachino Rossini su libretto di Felice Romani fu rappresentata per la prima volta nel 1814 alla Scala di Milano. L’anno successivo, nel 1815, Rossini accettò l’invito dell’impresario Domenico Barbaja trasferendosi a Napoli come direttore del Teatro di San Carlo per i successivi sette anni e finalmente nel 1820 anche il Turco in Italia approdò sui palcoscenici napoletani.  

Il titolo torna al Lirico di Napoli dopo l’ultima ripresa nel 2004 che era stata accolta con grande affetto dal pubblico

 

Infine, da venerdì 26 marzo il Quartetto d’Archi del Teatro di San Carlo, composto dalle prime parti dell’Orchestra del Massimo napoletano Cecilia Laca, Luigi Buonomo, Antonio Bossone, Luca Signorini, eseguirà il Quartetto per archi n. 8 in do minore, op. 110 di Dmítrij Šostakóvič, e il Quartetto n. 4 in do minore dall’op.18 di Ludwig van Beethoven.

 

 

 

Il cartellone in streaming del Teatro di San Carlo sarà annunciato di mese in mese e gli spettacoli saranno fruibili su MyMovies.it e on demand sul sito shop.teatrosancarlo.it.

È possibile sottoscrivere un miniabbonamento al costo di 4,99 che dà diritto ad usufruire illimitatamente degli spettacoli per tutto il mese o in alternativa, è possibile acquistare lo streaming di un singolo appuntamento al costo di 2,29 euro, con una disponibilità del contenuto prescelto della durata di una settimana.

Gli spettacoli saranno disponibili dal primo giorno di programmazione e fino alle 23:59 del 31 marzo 2021 sul portale MyMovies.it e - per i primi tre giorni - anche sulla pagina Facebook del Teatro San Carlo.