venerdì 24 luglio 2020

Ecco il programma da agosto a settembre alla Fenice e al Malibran.

Concerti sinfonici e corali, lirica, spettacoli musicali:
ecco il programma da agosto a settembre alla Fenice e al Malibran
E a novembre l’inaugurazione di Stagione con la ripresa della Carmendi Bizet

Opera, concerti sinfonici e corali, spettacoli: la Fenice annuncia una programmazione ad agosto, settembre e ottobre ricchissima di eventi musicali. Una programmazione ancora inevitabilmente ‘segnata’ dalla necessità di rispettare i protocolli sanitari e il distanziamento sociale imposti dall’emergenza Covid-19, ma che dà il segno di una ferrea volontà di continuare a fare musica, nell’attesa e con la speranza di poter tornare presto a farla in condizioni di completa normalità.
            Forte delle esperienze estremamente positive realizzate nel mese di giugno e luglio sul palcoscenico e nella sala teatrale ‘rinnovata’ di Campo San Fantin – la Fenice è stato il primo Teatro in Italia a proporre la messinscena di un’opera al chiuso – la Fondazione veneziana annuncia ora una programmazione artistica dal 22 agosto a fine ottobre con undici titoli tra opere, concerti e spettacoli che si svolgeranno sia al Teatro La Fenice che nel nuovo palcoscenico del Teatro Malibran. 
«Per la nostra ripartenza, abbiamo voluto mettere in atto un percorso graduale – spiega il sovrintendente e direttore artistico Fortunato Ortombina –. Nel mese di giugno sono andati in scena i primi concerti in diretta streamingdal palcoscenico del Teatro La Fenice, trasmessi attraverso i nostri seguitissimi canali social: quello è stato un modo per ‘scaldare i motori’ e riattivare con la musica la scena teatrale veneziana. Poi sono venuti i concerti del mese di luglio, con il pubblico presente in sala e l’installazione dell’ormai famosa ‘arca’ a caratterizzare la sala di spettacolo. Siamo stati i primi, in questa fase, a proporre anche un’opera (Ottone in villa di Vivaldi) in un teatro all’italiana, al chiuso, e questo ci rende orgogliosi del nostro lavoro. Anche il ritorno in scena delle nostre masse artistiche si è svolto a piccoli passi: prima le formazioni cameristiche, poi i complessi ridotti, fino alla compagine sinfonica. Non è stata e non è tuttora un’operazione semplice, poiché teniamo come riferimento assoluto il distanziamento sociale, una regola che tutti devono tassativamente rispettare, il pubblico così come i lavoratori. La situazione attuale ci porta a sperare ora di poter tornare quanto prima a una condizione di lavoro e di spettacolo di piena normalità: ce lo auguriamo per gli ultimi spettacoli di ottobre, ma soprattutto per novembre, quando inaugureremo la prossima Stagione con la ripresa della Carmen di Georges Bizet».
Si comincia dunque sabato 22 agosto 2020 con la bacchetta di Tito Ceccherini, che guiderà l’Orchestra del Teatro La Fenice nella Sinfonia n. 40 in sol minore kv550 di Wolfgang Amadeus Mozart e nel Pulcinelladi Igor Stravinskij, il balletto in un atto per piccola orchestra su musiche di Giovani Battista Pergolesi che vedrà la partecipazione delle tre voci soliste del mezzosoprano Valeria Girardello, del tenore Leonardo Cortellazzi e del basso Matteo Ferrara.
La musica corale di Giuseppe Verdi sarà protagonista nell’appuntamento successivo, in programma domenica 23 agosto 2020: il Coro del Teatro La Fenice diretto da Claudio Marino Moretti e accompagnato al pianoforte, eseguirà una carrellata di pagine corali tra le più amate del compositore parmense, da «O Signore, dal tetto natio» dai Lombardi alla prima crociata, passando per «Patria oppressa» dal Macbethfino ai due pezzi diventati ormai caposaldi del repertorio della compagine fenicea, vale a dire «Va’ pensiero sull’ali dorate» dal Nabuccoe «Libiam ne’ lieti calidi» dalla Traviata. Interverranno nelle vesti di solisti il soprano Sabrina Mazzamuto, il contralto Mariateresa Bonera, il tenore Safa Korkmaz e il basso Antonio Casagrande.
Nelle serate di mercoledì 26 e sabato 29 agosto 2020, lo spettacolo si sposta al Teatro Malibran, che con un nuovo allestimento dell’Histoire du soldat di Igor Stravinskij inaugura un palcoscenico completamente rinnovato e molto più tecnologico, realizzato con la partnershiptecnica di Fest. La storia del soldato, una storia da leggere, recitare e danzare in due parti per voce narrante e piccola orchestra su libretto di Charles-Ferdinand Ramuz, andrà in scena in un adattamento teatrale in lingua italiana affidato all’attore e regista Francesco Bortolozzo e alla danzatrice e coreografa Emanuela Bonora, con i costumi di Marta Del Fabbro e le luci di Fabio Barettin. Della parte musicale sarà responsabile Alessandro Cappelletto, che sarà alla testa degli Strumentisti dell’Orchestra del Teatro La Fenice. La prima dell’Histoire du soldat si svolgerà il 26 agosto, proprio il giorno del compleanno della collezionista americana Peggy Guggenheim. La mecenate fu amica di Stravinskij, e lo ospitò a Palazzo Venier dei Leoni nel settembre del 1957. Tale presenza è testimoniata dalla firma, accompagnata da una battuta musicale, lasciata dallo stesso compositore sul libro degli ospiti in cui Peggy conservava firme e dediche dei tanti personaggi celebri che venivano a trovarla. 
Il mese di agosto si chiuderà con un altro prestigioso concerto sinfonico, dedicato a Ludwig van Beethoven: venerdì 28 agosto 2020, al Teatro La Fenice, Antonello Manacorda dirigerà l’Orchestra del Teatro La Fenice nell’esecuzione della Quarta e dell’Ottava Sinfonia del compositore tedesco, ampiamente celebrato anche nel corso di tutta la Stagione Sinfonica 2019-2020 per festeggiare il duecentocinquantesimo anniversario della sua nascita.
Nel mese di settembre, al Teatro La Fenice si succederanno interessanti titoli operistici. Dido and Æneas, la sola opera interamente cantata scritta da Henry Purcell, su un libretto in tre atti di Nahum Tate tratto dal quarto libro dell’Eneidedi Virgilio, andrà in scena in un nuovo allestimento firmato dal regista e coreografo Giovanni Di Cicco e da Massimo Checchetto per le scene, Carlos Tieppo per i costumi e Fabio Barettin per le luci, con la direzione musicale di Tito Ceccherini. Nel cast figurano nei ruoli principali Giuseppina Bridelli (Dido) e Antonio Poli. Tre le recite in programma: venerdì 4, sabato 5 e domenica 6 settembre 2020. Roberto Devereuxdi Gaetano Donizetti, nella direzione musicale di Riccardo Frizza, sarà invece allestito in forma semiscenica con la regia di Alfonso Antoniozzi nelle serate di martedì 15, giovedì 17 e sabato 19 settembre 2020.
Si intitola Gondellieder ossia Goethe e le canzoni da battello il concerto con letture in programma venerdì 18 settembre 2020: l’attrice Ottavia Piccolo leggerà pagine dal diario veneziano di Johann Wolfgang von Goethe, scandite dalle ritrovate barcarole di Johann Adolf Hasse che saranno eseguite dal soprano Giulia Alberti e dai solisti della Venice Chamber Orchestra sotto la direzione di Pietro Semenzato. Lo spettacolo gode del patrocinio e contributo del Goethe Institut, del patrocinio del Consolato Generale della Repubblica Federale di Germania Milano ed è realizzato dalla Fenice insieme all’Associazione Culturale Italo-Tedesca di Venezia, al Venice Centre for Digital and Public Humanities dell’Università Ca’ Foscari, con il production partneraA29 Project Room. 
 A cavallo tra settembre e ottobre tornano due capisaldi del repertorio della Fenice, vale a dire Il trovatore(2 e 4 ottobre 2020) con la regia di Lorenzo Mariani e la direzione di Daniele Callegari e La traviata(25 e 27 settembre 2020) con la regia Christophe Gayral e la direzione Stefano Ranzani: entrambe i titoli saranno proposti in forma semiscenica. Mentre per le opere successive previste nel mese di ottobre saranno entrambe dirette da Federico Maria Sardelli, il dittico settecentesco composto da Der Schauspieldirektordi Wolfgang Amadeus Mozart e Prima la musica e poi le paroledi Antonio Salieri (9, 11, 15, 17 e 20 ottobre 2020) con la regia di Italo Nunziata  e Il barbiere di Sivigliadi Gioachino Rossini con la regia di Bepi Morassi (18, 21, 22, 23, 24 e 25 ottobre 2020), l’auspicio è che si possa tornare a regie e allestimenti in regime di completa normalità.

Il Concerto per Genova in occasione dell’inaugurazione del nuovo ponte composto da Ennio Morricone sarà diretto dal figlio Andrea.

Il 31 luglio, al Teatro Carlo Felice, il Concerto per Genova in occasione dell’inaugurazione del nuovo ponte: con l’inedito di Ennio Morricone, diretto dal figlio Andrea, in memoria delle vittime del ponte Morandi, e un programma dedicato a Genova diretto da Fabio Luisi.
Venerdì 31 luglio, alle ore 21:15, in occasione dell’inaugurazione del nuovo ponte “Genova San Giorgio”, si terrà al Teatro Carlo Felice un grande concerto dedicato alla città di Genova, alla sua civiltà musicale e alla sua storia: il Concerto per Genova.
Aprirà la serata la prima esecuzione assoluta di Tante pietre a ricordare, per orchestra, coro e voce bianca, scritto da Ennio Morricone, su testo proprio, in memoria delle vittime del crollo del Ponte Morandi. Composto su commissione del Teatro Carlo Felice e del Comune di Genova, è l’ultimo brano completato dal Maestro, che ha voluto donarlo alla città. Sul podio, il figlio del compositore, Andrea Morricone.
Un’introduzione evocativa, dal profondo significato umano e civile, ad un programma di altissimo profilo storico-culturale, in cui spiccano due prime esecuzioni in tempi moderni: la Suite n. 8 “Genova” (I movimento) di Lorenzo Perosi, vivace, colorato e lussureggiante ritratto della Superba, e il “Quoniam” dalla Messa Solenneper soli, coro e orchestra di Saverio Mercadante, eseguita per la prima volta nel 1868 nella Chiesa del Gesù e frutto di una commissione di Angelo Mariani, allora direttore del Teatro Carlo Felice; un tesoro custodito nell’archivio della famiglia Cattaneo-Adorno, che ha messo gentilmente a disposizione la partitura per questa importante occasione. A dirigere l’Orchestra e il Coro del Teatro Carlo Felice (preparato da Francesco Aliberti), uno dei più importanti direttori al mondo: il genovese Fabio Luisi.
Completano l’affresco musicale dedicato alla città una selezione dal verdiano Simon Boccanegra (l’opera lirica genovese per eccellenza), una trascrizione per violino e orchestra del Capriccio n. 24 di Paganini (violino solista e orchestratore, Giovanni Andrea Zanon) e “Dal tuo stellato soglio” dal Mosé in Egitto di Rossini.
Di grande rilievo l’insieme dei cantanti solisti, che comprende grandi nomi della scena lirica internazionale e giovani già in carriera: Serena Gamberoni (soprano), Martina Belli (mezzosoprano), Francesco Meli(tenore), Michele Patti (baritono), Luca Salsi (baritono), Giovanni Battista Parodi (basso), Roberto Scandiuzzi (basso).
Il concerto verrà ripreso e trasmesso in diretta da Primocanale.
“Questo concerto – commenta il Presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti – rappresenta un momento di raccoglimento che unisce un’intera comunità, che tanto ha patito per la tragedia del Morandi ma che ha anche saputo reagire con forza e determinazione. Il nuovo ponte di Genova, realizzato in meno di due anni, è un modello, non solo per la Liguria ma per l’Italia intera. Ho sempre pensato che quel cantiere dovesse andare avanti, anche nei momenti più difficili, non ultimo quello della recente pandemia, non solo per riportare una regione e un Paese alla normalità ma anche per rispettare la memoria di chi ha perso la vita in quella tragedia e la sofferenza dei loro familiari. Per tutti noi quel ponte avrà sempre un grande significato: del ricordo incancellabile ma anche della rinascita. Ritrovarci insieme, in quella piazza dove a un mese dal crollo la città si era stretta in un forte abbraccio, credo sia un momento di condivisione che Genova, e le persone che tanto hanno lavorato, si meritano ”.
Il Sindaco di Genova, Marco Bucci, dichiara: “Il pensiero alle vittime del ponte, il tributo alla città per ciò che ha vissuto e patito. Ma anche un momento per ricordare la gloriosa e operosa storia di Genova: questo è il significato del concerto che il Teatro Carlo Felice offre alla città come segno di commemorazione delle 43 vittime di ponte Morandi e celebrazione per la fine dei lavori e l’apertura di ponte “Genova San Giorgio”. Vogliamo che sia un evento artistico culturale in cui la città si senta coinvolta e si ritrovi anche nell’ultima composizione della vita artistica di Ennio Morricone che ha deciso di ricordare chi ha perso la vita nel crollo del ponte e donare a Genova il suo lavoro.”
“Il Concerto per Genova – afferma il Sovrintendente del Teatro Carlo Felice, Claudio Orazi – è un’occasione per riflettere sull’identità culturale della città come motore per il futuro della città stessa; è un omaggio alla Genova che, nei secoli, è stata un centro e al centro della cultura, raggiungendo alti gradi di sviluppo in ogni campo, artistico, urbanistico ed economico. Inoltre, insieme al Sindaco, abbiamo voluto coinvolgere il Maestro Ennio Morricone come testimone di una meditazione musicale dedicata alle vittime del ponte Morandi.”
Il biglietto a invito sarà in distribuzione presso l’ingresso principale del Teatro Carlo Felice nei seguenti giorni e orari: martedì 28 luglio, orario 10-18; mercoledì 29 luglio, orario 10-14; giovedì 30 luglio, orario 10-18.
Grazie alla recente ordinanza della Regione Liguria, il Teatro Carlo Felice potrà ospitare circa 900 spettatori. In ottemperanza alle norme di sicurezza e per garantire il più ampio accesso di pubblico, si potrà ritirare solo un biglietto per persona, sino ad esaurimento dei posti disponibili.
Unitamente al biglietto sarà consegnato il modulo per la tracciabilità da presentare, debitamente compilato, insieme al titolo d’accesso, la sera del concerto.

giovedì 23 luglio 2020

Arena di Verona - sabato 25 luglio, ore 21.30, si riparte..


IL CUORE ITALIANO DELLA MUSICA
APRE IL FESTIVAL D’ESTATE 2020
Arena di Verona - sabato 25 luglio, ore 21.30
L’Orchestra e il Coro sono al centro dell’Arena per l’inaugurazione del Festival d’estate 2020 - Foto Marco Biondan

4 direttori, 22 stelle dell’Opera, un maestro del violino e una madrina d’eccezione riaccendono i riflettori sul grande spettacolo nell’anfiteatro veronese. Con Il Cuore italiano della Musica, il 25 luglio l’Arena riparte dall’Italia, con un cast tutto italiano impreziosito dalle migliori voci della scena internazionale, con una dedica forte a medici, infermieri, operatori sanitari di tutta la penisola e ora invitando, su iniziativa di Federico Sboarina e con il supporto di Anci, i Sindaci delle città italiane a unirsi nel grande abbraccio simbolico del suo teatro a tutto il Paese.
L’Orchestra, il Coro e i tecnici dell’Arena tornano nell’anfiteatro veronese, tempio dell’Opera unico al mondo, per incontrare finalmente il loro pubblico e inaugurare l’edizione straordinaria del Festival d’estate 2020 nel cuore della musica, la grande musica, con un cast davvero irripetibile che schiera 22 voci d’eccellenza dirette da 4 prestigiose bacchette, tutte italiane. I maestri Marco Armiliato, Andrea Battistoni, Francesco Ivan Ciampa e Riccardo Frizza guidano una staffetta che porta le nostre migliori stelle dell’Opera ad esibirsi nelle più intense arie di Verdi, Rossini, Leoncavallo, Giordano, Cilea, Puccini, Donizetti e Mozart, in una cavalcata antologica di grande impatto popolare.
I protagonisti della serata inaugurale, introdotti dalla madrina d’eccezione Katia Ricciarelli, sono tutti grandi artisti, veri portabandiera di quattro generazioni della vocalità e della scuola italiana, per la prima volta insieme in un evento eccezionale, unico e irripetibile: Fabio Armiliato, Daniela Barcellona, Eleonora Buratto, Annamaria Chiuri, Alessandro Corbelli, Donata D’Annunzio Lombardi, Alex Esposito, Rosa Feola, Barbara Frittoli, Roberto Frontali, Sonia Ganassi, Carlo Lepore, Francesco Meli, Leo Nucci, Michele Pertusi, Simone Piazzola, Saimir Pirgu, Luca Salsi, Fabio Sartori, Maria José Siri, Annalisa Stroppa, Riccardo Zanellato.
Nel cuore del programma c’è spazio per un intermezzo - sempre italianissimo - affidato al violino solo del giovane virtuoso Giovanni Andrea Zanon con il diabolico e spettacolare ultimo Capriccio di Paganini, che anticipa una nuova Arena, pronta ad affrontare in agosto l’arrivo di Vivaldi e della musica cameristica barocca, totalmente inedita sul suo grande palco, a dimostrazione che le difficoltà impongono sfide creative con cui superare qualunque cliché.
Il grande palco centrale appositamente creato per il Festival d’estate 2020 diventa la speciale vetrina del meglio che il nostro Paese ha offerto e offre al mondo, per un evento il cui significato simbolico va oltre i confini dell’elevata offerta artistica. Ma per sottolineare ulteriormente quanto questa ripartenza del più famoso teatro lirico all’aperto del mondo, vero simbolo di italianità, debba diventare un segnale forte di ripresa e speranza per tutto il paese, dunque non una semplice prima alzata di sipario, il Sindaco di Verona Sboarina ha inteso estendere l’invito anche a tutti i Sindaci di capoluogo del Paese, perché arte e cultura sono una voce importante del bilancio economico di tutta l’Italia e devono tornare ad essere centrali, portando nel mondo il messaggio positivo e incoraggiante di una nazione che reagisce alle avversità partendo dai propri punti di forza.
«Quella di quest'anno non è una Prima come tutte le altre. – sottolinea Federico Sboarina, Presidente di Fondazione ArenaStiamo per vivere un evento che va oltre la musica, lo spettacolo e il Festival. È il risultato tangibile, che dimostra la capacità di Fondazione Arena di innovarsi ed adattarsi alle nuove situazioni. Al management avevo chiesto coraggio e una nuova visione per affrontare, con cambiamenti positivi e costruttivi, le difficoltà generate dall'emergenza sanitaria. Ne è scaturito un cartellone culturale ed artistico di alto livello e una serata inaugurale speciale, dedicata a tutti i medici, gli infermieri e gli operatori sanitari veronesi che hanno affrontato con coraggio e determinazione la pandemia. Un'ulteriore dimostrazione di quell'incredibile Dna di solidarietà che, da sempre, rende speciale Verona e i suoi cittadini. In generale, Il cuore italiano della musica è frutto di una straordinaria capacità di fare squadra della città e della flessibilità al cambiamento per garantire il Festival areniano, autentica eccellenza veronese».
Il Cuore italiano della Musica è dedicato a tutti i medici, gli infermieri e gli operatori sanitari del Paese che hanno affrontato con coraggio e determinazione la pandemia in corso: Fondazione Arena ha istituito una tariffa speciale valida per tutte le serate del Festival 2020, riservando per una serata a scelta 2 biglietti nei settori 3°, 4°, 5° e 6° al prezzo simbolico di € 10, per loro e per i lavoratori di ospedali e case di riposo RSA (inclusi amministrativi), i farmacisti, gli psicologi ospedalieri, gli addetti al trasporto infermi, gli operatori assistenza domiciliare, operatori associazioni assistenza senza fissa dimora, operatori comunità di riabilitazione. Basterà esibire o inviare alla Biglietteria copia del proprio badge aziendale o tesserino dell’ordine.
Giovanni De Manzoni, rappresentante dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, ringrazia a nome degli operatori sanitari: «categorie che, adesso che la situazione non è più di pericolo, rischiano di essere dimenticate, e che prima hanno reagito al meglio all’emergenza, come l’Italia sa fare.»  Prosegue Lucio Cordioli, Vice Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi: «La pandemia ha visto collaborare i medici di famiglia con i sindaci di ogni comune, in rete con ULSS e ospedali: il ringraziamento, più forte con la musica, va a tutti loro, ai 6.000 medici veronesi e agli oltre 100 volontari», quindi Federico Realdon, Presidente dell’Ordine dei Farmacisti: «Anche le farmacie, il servizio più accessibile, hanno aiutato a fronteggiare le difficoltà insieme con grande sforzo e disponibilità. Ci sono arrivati molti segni di vicinanza: “grazie” sembra solo una piccola parola, ma sono proprio questi i piccoli segni a farci sentire sulla strada giusta». Interviene anche Pietro Girardi, Direttore Generale ULSS 9 Scaligera: «Le difficoltà rafforzano i legami. A maggior ragione oggi, in cui sentiamo i momenti delle nostre vite indissolubilmente legati alla musica».
«Arte e vita vanno di pari passo», prosegue Cecilia Gasdia, Sovrintendente e Direttore Artistico di Fondazione Arena, «sarebbe impensabile ripartire senza avere davanti agli occhi prima di tutto lo sforzo di chi ha lavorato mesi per tutelare la nostra salute e al contempo ricordare i sacrifici degli artisti italiani fortemente penalizzati. Con questa serata inaugurale, vogliamo che l’Arena sia un faro acceso sulle speranze, i punti di forza e i valori culturali e artistici del nostro Paese sia in Italia, dove tutti hanno bisogno di ottimismo e fiducia nel futuro, sia all’estero dove sappiamo che tantissime persone non aspettano che un po’ di tranquillità in più per tornare da noi con grande impazienza. Ricordarci chi siamo nel mondo tutti i giorni, carezzare le nostre radici, far brillare i nostri talenti è la miglior risposta agli ultimi mesi, ma sempre e solo tutti insieme. Per questo abbiamo coinvolto artisti e tecnici e non abbiamo rinunciato a fare ogni sera un vero spettacolo all’Arena, con luci ed effetti speciali dedicati, per ricordare a tutti che oggi più che mai il Teatro e la Musica sono un rito collettivo di immenso valore civile, sociale e simbolico». 
Insieme a Marco Armiliato, che dirigerà il Requiem di Mozart il prossimo 31 luglio, la serata inaugurale vede sul podio altri tre grandi direttori italiani. Riccardo Frizza ha appena commemorato a Bergamo le vittime della zona d’Italia più colpita dalla pandemia: «Dopo il lutto, siamo qui a Verona a ricominciare a vivere. In attesa di tornare ad una normalità a teatro, questo primo passo è importante e significativo». Francesco Ivan Ciampa aggiunge: «Abbiamo imparato a vive distanti, ora dobbiamo imparare di nuovo a vivere di istanti, a darci forza ed energia, a restituirci emozioni e speranza». Conclude Andrea Battistoni: «Da veronese e da musicista, ritornare a fare musica proprio qui, dopo mesi di silenzio, è doppiamente significativo. Ora più che mai la musica è letteralmente al centro dell’anfiteatro: è un’occasione storica ed è quella giusta per i Veronesi per tornare in Arena».
Alle 21:30 di sabato 25 luglio, l’abbassarsi delle luci nell’anfiteatro e il primo applauso coroneranno il lavoro e la speranza dei lavoratori, del pubblico e di tutti gli occhi puntati sull’Arena, in un momento altamente intenso e simbolico per una rinascita dell’Italia e dell’Opera: Il Cuore italiano della musica è solo la prima di undici serate con altrettanti programmi e cast, destinati ad un pubblico più ampio possibile per la ricchezza e l’originalità di scelte coraggiose e inedite nella storia dell’Arena di Verona.

Anna Netrebko, Yusif Eyvazov e Ludovic Tézier per Tosca di questa sera in Piazza del Plebiscito.



Grande attesa per la ripartenza ufficiale del Teatro di San Carlo questa sera con Tosca di Giacomo Puccini in Piazza del Plebiscito per Regione Lirica 2020.
Dopo il grande successo dell’anteprima che il sovrintendente Stéphane Lissner ha voluto dedicare al personale Sanitario, tutto è pronto per la prima del 23 luglio che vedrà sul palco allestito in Largo di Palazzo le più grandi stelle della lirica: Anna Netrebko nei panni di Floria Tosca, Yusif Eyvazov nei panni di Mario Cavaradossi e Ludovic Tézier in quelli del Barone Scarpia.
Sul podio il direttore musicale Juraj Valčuha impegnato a dirigere Orchestra, Coro e Coro di voci bianche del Teatro di San Carlo.
Attesi per la serata i massimi esponenti del mondo istituzionale, culturale e universitario.
Tosca sarà in replica domenica 26 luglio alle 20,15.


L’omaggio ad Ennio Morricone inaugura la 68esima edizione del Ravello Festival.
Andrea ed Ennio Morricone
Tutto pronto per l’omaggio al maestro Ennio Morricone con le immortali melodie e sinfonie che saranno eseguite dalla sua amata orchestra, la Roma Sinfonietta, diretta dal figlio Andrea al concerto inaugurale (già sold out) del Ravello Festival 2020 in cartellone sabato 25 luglio (ore 20.30).
Nell’incantevole scenario del Belvedere di Villa Rufolo agli occhi degli spettatori si materializzeranno le scene di film che hanno fatto la storia del cinema: il giovane Nodles che nel retrobottega del bar s’incanta con Deborah che gli recita il Cantico dei Cantici; i contadini della Bassa Padana di Bertolucci che sbattono i bastoni mentre le donne sono sdraiate a terra per fermare la cavalleria e allora Olmo Depardieu sarà come sceso dal Quarto Stato di Pellizza da Volpedo; rivedremo Danny Boodman T.D. Lemon Novecento, il pianista sull’oceano che compone una leggenda straordinaria in cui sfida e vince anche Jell Roll Morton considerato il più grande alle tastiere nella storia del jazz; Jeromy Irons, bellissimo gesuita Padre Gabriel, che suonando l’oboe conquista la fiducia dei Guardiani della grande foresta; anche l’addio ai Monti di Lucia Mondella non ci sembrerà retorica studentesca nella colonna sonora televisiva che accompagna il recitato di Delphine Forest. La musica da cinema ci ricorderà l’orrore di Vittime di guerra del soldato Michael J Fox, ma anche la scelta eroica del giornalista Pereira che sacco in spalla attraversa Lisbona con il passo di Marcello Mastroianni e con il sorriso beffardo di chi ha difeso la libertà. Rivedremo Isabella Rossellini, antropologa innamorata di due diversi uomini al tempo in cui si vagheggiavano comunità felici sulla metafora fiabesca di un prato.
Ma saremo tutti Salvatores, bambino, giovane e soprattutto adulto, amico di Alfredo il proiezionista. Sabato ogni spettatore avrà il suo Nuovo Cinema Paradiso nell’estasi di Ravello ripensando ai baci tagliati che scorrono su uno schermo che riflette la vita di tutti noi.
Vista la limitatezza della platea, sarà possibile assistere al concerto anche in Piazza Duomo grazie all’installazione di un maxischermo.
Prossimo appuntamento del cartellone ideato da Alessio Vlad, mercoledì 29 luglio (ore 20.30) il concerto che vedrà protagonista la Mariinski Orchestra diretta da Valery Gergiev.
Per info 089 858 422 - boxoffice@ravellofestival.com

sabato 18 luglio 2020

L’opera da camera "Il Ritmo della Terra" di Lamberto Curtoni debutta giovedì 23 luglio al Parco della Musica di Parma nell’ambito di Aemilia, la rassegna estiva de La Toscanini.

La poesia di Mariangela Gualtieri e il talento straordinario di Simone Rubino nell’opera da camera "Il Ritmo della Terra" di Lamberto Curtoni che debutta in prima assoluta giovedì 23 luglio (ore 21.30) al Parco della Musica (ex Eridania) di Parma nell’ambito di Aemilia, la rassegna estiva de La Toscanini.
È stato uno dei mille fruttosi incontri artistici favoriti dalla pandemia quello tra il percussionista Simone Rubino, il giovane compositore e violoncellista Lamberto Curtoni (entrambi compagni al Conservatorio di Torino) e la poetessa Mariangela Gualtieri.
A fine Marzo ne è nata la composizione “Quel metro che ci avvicina” per vibrafono sui versi della lirica “Nove marzo 2020” in cui Rubino compare anche come cantante nel registro di controtenore. Se la lirica prima aveva fatto registrare un boom di condivisioni sui social, il video ‘musicale’ ha avuto pure diverse decine di migliaia di visualizzazioni. Sulla scia di questa collaborazione che è proseguita fruttuosamente, in questi giorni ha visto la luce l’opera da camera “Il ritmo della terra” su versi scelti dalla stessa Gualtieri per la composizione di Curtoni, tratti dal suo “Fuoco centrale” comprendente anche la famosa “La preghiera degli animali”. Composta per voce, vibrafono, percussioni e orchestra d’archi, debutta in prima assoluta giovedì 23 luglio (ore 21.30) al Parco della Musica (ex Eridania) di Parma nell’ambito di Aemilia, la rassegna estiva de La Toscanini. Protagonisti Simone Rubino (voce, vibrafono e percussioni), Francesco Migliarini e Andrea Carattino (percussioni), Lamberto Curtoni (violoncello) e l’Ensemble d’archi de La Toscanini con Carlo Guaitoli direttore. La prosecuzione della collaborazione dopo “Quel metro che ci avvicina”, si è basata sul desiderio comune da parte di Curtoni ma anche di Rubino, che ha commissionato l’opera, di approfondire il tema del ritorno alla semplicità, alla natura, a se stessi: «Volevamo lavorare a un progetto “naturale”, per arrivare ad ascoltare il suono della terra, del suo ritmo, che è quello plasmato dagli strumenti “naturali” di Simone – spiega Curtoni-. La musica, nel suo sviluppo, accompagna l’ascoltatore attraverso la necessità di tornare ad un stato di purezza. Perché il ritmo della terra sta completamente cambiando e un tempo sospeso, un dialogo, è necessario prima di lasciare il testimone. L’opera conduce l’ascoltatore a tornare ad ascoltarsi, a osservare quasi oltrepassando la sembianza razionale delle cose e i confini della psiche individuale. A sentire il proprio ritmo, e di quello che ci circonda. Per quanto riguarda Rubino, la sua agilità e la leggerezza vocale unite ad una strepitosa tecnica strumentale sono stati un enorme possibilità espressiva per il mio lavoro compositivo.» Andare oltre le percussioni, si presenta per Rubino come una esigenza specifica: che è quella di potersi esprimere musicalmente a 360 gradi anche nella cosiddetta dimensione orizzontale della musica, che racchiude il legato, quindi il canto in cui si specchiano contesti in cui prevalgono le vocali… poiché la musica che esce dalle percussioni è di natura verticale ed il ritmo è fatto di consonanti. Il riferimento – basato su una percezione che comprende oltre al fatto tecnico una riflessione più ampia del “sentire la musica” - va al carattere maschile e femminile che si devono combinare e compensare. La sua è una filosofia, sulla quale ha costruito anche un metodo d’insegnamento che trasmette anche ai suoi allievi dell'Akademie der Künste di Berlino. Aemilia è resa possibile dal contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Regione Emilia-Romagna, Comune di Parma, Fondazione Cariparma, Fondazione Monte Parma, Camera di Commercio di Parma e Conad Centro Nord. CePIM spa è partner istituzionale della Fondazione Arturo Toscanini. I biglietti costano € 15; il biglietto ridotto numerato (riservato esclusivamente ai sostenitori della campagna Iorinuncioalrimborso) € 10.
Informazioni 0521/391339, biglietteria@latoscanini.it.

Il Ritmo della Terra Opera da camera Musica di Lamberto Curtoni Testi di Mariangela Gualtieri (da “Fuoco centrale”) per voce, vibrafono, percussioni ed archi prima esecuzione assoluta
Simone Rubino voce, vibrafono e percussioni Francesco Migliarini, Andrea Carattino percussioni Lamberto Curtoni violoncello Carlo Guaitoli direttore e pianoforte Ensemble d’archi de La Toscanini

IL FESTIVAL VERDI VINCE IL PREMIO CULTURA+IMPRESA 2019-2020.

Il prestigioso riconoscimento per la categoria
“Sponsorizzazioni e Partnership culturali”
attribuito da una giuria composta da 22 rappresentanti
istituzionali e imprenditoriali e da professionisti eccellenti
nei settori della Cultura e della Comunicazione d’Impresa.



Il Festival Verdi vince il Premio Cultura+Impresa 2019–2020, per la categoria “Sponsorizzazioni e Partnership culturali”. La cerimonia di premiazione della settima edizione del premio organizzato dal Comitato non profit Cultura+Impresa, promosso da FederCulture e da The Round Table, in collaborazione con Fondazione Italiana Accenture e ALES, è in programma lunedì 20 luglio alle ore 10.00 e potrà essere seguita in diretta collegandosi al presente link.
La cerimonia sarà occasione di confronto sulle ‘buone pratiche’ nel rapporto strategico tra Cultura e Impresa e nel partenariato Pubblico-Privato, ascoltandole dalla voce dei fautori dei progetti vincitori, ponendo particolare attenzione agli strumenti e ai percorsi di innovazione digitale nelle arti e nella cultura.

La cerimonia sarà coordinata da Francesco Moneta Presidente del Comitato Cultura+Impresa, Catterina Seia Vicepresidente Fondazione Fitzcarraldo, Responsabile Arte e Impresa.it. Sono previsti gli interventi di Anna Laura Orrico Sottosegretario MIBACT e ‘Project Manager del Cambiamento’, Carolina Botti Direttore Rapporti Pubblico-Privati e Progetti di finanziamento ALES S.p.A., Andrea Cancellato Presidente Federculture, Rossella Sobrero Fondatrice Salone della CSR e Innovazione Sociale, Presidente FERPI, Patrizia Ziino Direttore AICC-Associazione Imprese Culturali e Creative, Confindustria.

“Siamo orgogliosi di questo premio - dichiara Anna Maria Meo, Direttore generale del Teatro Regio di Parma e Direttrice artistica del Festival Verdi, che valorizza il lavoro complesso e articolato fatto in questi anni e che ha portato alla costruzione di una rete di partner, sponsor e sostenitori che affiancano il Teatro Regio sin dal 2015 nel processo di rilancio del Festival Verdi, nelle attività istituzionali e nei numerosi nuovi progetti che da allora sono stati ideati e realizzati”.
“L’approccio strutturato nella relazione con aziende e società con le quali il Teatro Regio si è confrontato sulla base di piani industriali triennali elaborati ad hoc, insieme alla relazione personale e dedicata con ciascuno degli oltre 70 partner con i quali il Teatro Regio e il Festival Verdi collaborano, ha permesso al Teatro Regio di Parma di far prevalere le risorse proprie e da privati del suo bilancio (52%) su quelle di provenienza pubblica (48%), con una crescita del valore di bilancio stesso del 44% in 5 anni. Il Teatro Regio di Parma ha saputo instaurare e sviluppare con ciascuno dei partner e sponsor un rapporto evoluto e reciprocamente proattivo che non si esaurisce nella donazione e nell’apposizione del logo, ma prevede ad esempio lo sviluppo di attività ad hoc per i nidi aziendali, l’erogazione di corsi di formazione da parte del Teatro (che è ente formatore certificato dalla Regione Emilia-Romagna), la fornitura di servizi tecnici, la vendita di merchandising del Regio, realizzato e personalizzato anche su richiesta delle aziende, l’offerta di attività che vanno oltre l’acquisto di biglietti per i progetti di welfare che sempre più qualificano le aziende nel rapporto con i dipendenti, fino all’organizzazione completa di eventi (inclusa la parte artistica) in occasione di speciali occasioni per le aziende”.
“Questo premio significa per noi il riconoscimento prestigioso di un percorso nel quale crediamo molto e che consideriamo l’unico possibile per poter costruire un rapporto stretto e profondo con le imprese che credono nel progetto culturale del Regio che è anche sociale ed economico”.

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Nato nel 2010, e rinnovatosi nel 2013, il Premio Cultura+Impresa, che contempla anche le categorie “Produzioni culturali d’impresa” e “Applicazione dell’Art Bonus”, e le menzioni speciali dedicate quest’anno alla Corporate Cultural Responsibility, ai Progetti under 35, e alla Digital Innovation in Arts, guarda al vasto ambito dei progetti che nascono dalla cooperazione e dalle sinergie di intenti tra istituzioni culturali e imprese, in una prospettiva che valorizza la presenza e il ruolo sia dell’Operatore culturale sia dell’Impresa che investe in Cultura. L’assunto di base che le relazioni proficue tra il ‘Sistema Cultura’ e il ‘Sistema Impresa’ assicurano un contributo strategico allo sviluppo culturale, sociale ed economico del nostro Paese e dei nostri Territori, è completato dalla comprovata constatazione che le imprese che scelgono di sostenere l’Arte e la Cultura diventano più competitive e d’appeal quando decidono di aprirsi al mercato internazionale.

Il Premio Cultura+Impresa con questo riconoscimento attribuisce al Festival Verdi di essere tra le best practice nella collaborazione tra il mondo dello spettacolo e dell’arte e quello dell’impresa, a sua volta promotore di valori e cultura, nella realizzazione di una manifestazione di considerevoli proporzioni, prodotta dal Teatro Regio di Parma secondo una formula unica nel suo genere, che offre 4 debutti di 4 nuove produzioni in 4 giorni per 4 settimane, con inoltre concerti, recital, incontri, spettacoli, e che ha saputo negli anni conquistare non soltanto il tradizionale parterre degli amanti e conoscitori dell’Opera, ma anche un nuovo pubblico, giovane e curioso, attratto a Parma ogni anno dai 5 continenti di tutto il mondo, grazie all’alta qualità degli eventi e alla composizione, estremamente eterogenea e dinamica della manifestazione.

La Giuria che ha assegnato il Premio è composta da autorevoli professionisti, personalità e istituzioni dei settori coinvolti e dei Partner del Comitato, tra cui Roberto Amarotto (Consigliere e Responsabile dell’Osservatorio Unicom-UNA), Alessandro Beda (Consigliere Delegato Fondazione Sodalitas, Membro Gruppo Tecnico Cultura e Sviluppo Confindustria), Nicola Bedogni (Presidente ASSIF) Alessandro Bollo (Direttore Fondazione Polo del Novecento, Torino), Carolina Botti (Direttore ALES – MIBACT), Andrea Cancellato (Presidente Federculture), Carola Carazzone (Segretario Generale Assifero), Giovanna Castelli Direttore Generale CIVITA), Massimo Coen Cagli (Direttore Scientifico Scuola di Fundraising di Roma), Andrea Cornelli (Fondatore PR-HUB – Network Agenzie di Relazioni Pubbliche), Paola Dubini (Professore Associato Dipartimento di Management e Tecnologia Università Bocconi), Pierpaolo Forte (Membro CdA del Parco Archeologico di Pompei, Membro Direttivo Federculture), Maria Chiara Gallina (Responsabile Progettazione Fondazione CR Modena), Patrizia Gilberti (Responsabile Relazioni Esterne UPA), Francesco Moneta (Presidente Comitato Cultura+Impresa), Anna Pelucchi (Consigliere di Amministrazione Assorel), Stefania Romenti (Professore Associato e Ricercatrice IULM - Delega alla Social Responsibility), Catterina Seia (Direttore Giornale dell’Arte/ Arte e Impresa.it/V.Presidente Fondazione Fitzcarraldo), Rossella Sobrero (Presidente FERPI), Simona Torre (Segretario Generale Fondazione Italiana Accenture), Riccardo Tovaglieri (Co-Fondatore Patrimonio Cultura), Patrizia Ziino (Coordinatrice Gruppo Tecnico Cultura e Sviluppo di Confindustria).