mercoledì 10 marzo 2021

Riccardo Chailly riporta alla Scala Brecht e Weill.

 

Riccardo Chailly riporta alla Scala Brecht e Weill




 

Per Die sieben Tosdsünden (I sette peccati capitali) e Mahagonny Songspiel

è confermata la trasmissione da Rai Cultura in differita streaming il 18 marzo, cui si aggiunge un passaggio su Rai 5 il 27. Debutto alla Scala della regista Irina Brook, in scena Kate Lindsey

nei panni di Anna I e di Betsy e Lauren Michelle in quelli di Anna II e Jessie

 

Il dittico formato da Die sieben Todsünden e Mahagonny Songspiel di Kurt Weill sarà trasmesso come previsto da Rai Cultura in differita streaming su RaiPlay e sul sito web del Teatro alla Scala giovedì 18 marzo alle ore 20, senza geolocalizzazione. Lo spettacolo verrà successivamente trasmesso da Rai 5 sabato 27 marzo alle 20.10 in occasione della giornata internazionale del teatro. Die sieben Todsünden e Mahagonny Songspiel segnano il ritorno sul podio del Direttore musicale Riccardo Chailly per un nuovo appuntamento con i grandi compositori del Novecento europeo a poche settimane dal grande successo di Salome di Richard Strauss.  Il dittico si avvale della regia di Irina Brook, che debutta alla Scala, e di un cast in cui spiccano Kate Linsdey nei panni di Anna I (nei Todsünden) e Betsy (in Mahagonny) e Lauren Michelle rispettivamente come Anna II e Jessie.

 

Riccardo Chailly è tra i Maestri con la più estesa e profonda conoscenza del repertorio del Novecento: basti pensare agli esordi con Hans Werner Henze, all’amicizia con Luciano Berio, al ruolo rivestito nella riscoperta di Edgar Varèse, alle incisioni di riferimento di lavori di Berg, Bartók, Stravinskij, Prokof’ev, Šostakovič, Hindemith e Messiaen. Una curiosità e una passione senza barriere ideologiche che si applica con la stessa intensità alle avanguardie storiche (Nono, Maderna fino all’amico Wolfgang Rihm) e ad autori come Gershwin e gli amatissimi Puccini e Mahler. Oggi questo quadro si arricchisce con il dittico dedicato a Kurt Weill, già ricorrente nei programmi impaginati da Chailly negli anni berlinesi: un autore imprescindibile del panorama musicale e teatrale del XX secolo, il cui inconfondibile mondo sonoro, ricco di echi dei cabaret e delle vie di Berlino, riveste e umanizza i versi affilati di Bertolt Brecht.

 

Die sieben Todsünden

L’ideazione di Die sieben Todsünden si colloca negli anni dell’ascesa del nazismo in Germania, che costringe entrambi gli autori all’esilio: Kurt Weill, di famiglia ebraica, era a Parigi già nel 1932, dove aveva incontrato l’uomo di affari inglese Edward James, mecenate dei surrealisti e marito della ballerina austriaca Tilly Losch, che gli aveva commissionato il nuovo lavoro sul viaggio delle due Anna, che sarebbero state interpretate appunto dalla moglie di Weill, Lotte Lenya, e dalla Losch. James e la Losch avrebbero sostenuto di lì a poco (insieme a Cole Porter e Coco Chanel) l’effimera compagnia di danza Les ballets 1933 creata da George Balanchine e Boris Kochno. Nel frattempo Brecht era riparato da Berlino a Parigi, Praga, Vienna e Carona, presso Lugano, prima di tornare a Parigi richiamato da Weill: l’eco di questi viaggi risuona nelle sette città dei Todsünden. Lo spettacolo, composto di canto e danza, debutta al Théâtre des Champs-Elysées il 23 giugno 1933 con regia e coreografia di Balanchine e scene di Caspar Neher che sei anni prima aveva disegnato quelle di Mahagonny e viene ripreso al Savoy di Londra il 28 giugno con il titolo Anna-Anna: sarà l’ultima collaborazione tra Brecht e Weill.

Die sieben Todsünden è un testo satirico le cui due (o una sola?) Anna intraprendono un viaggio attraverso sette città per raccogliere denaro bastante a costruire una casa sulle sponde del Mississippi per la famiglia. Ciascuna delle città corrisponde a un peccato capitale e rappresenta un apologo morale sull’apocalisse dei valori borghesi (il titolo completo, voluto da Brecht, è infatti I sette peccati capitali dei piccoli borghesi).

 

Mahagonny-Songspiel

Nel 1927 il Festival di musica da camera di Baden-Baden commissiona una serie di opere di piccole dimensioni da rappresentarsi nel corso dell’estate. Tra i destinatari delle commissioni anche Kurt Weill, che decide di approfittare dell’occasione per un esperimento stilistico in vista di un più ampio progetto di “opera epica” che progettava con Brecht. Brecht aveva pubblicato cinque Mahagonny Songs nella sua raccolta di poesie Hauspostille; in occasione della “piccola cantata scenica” ne aggiunge un sesto in tedesco, mentre Alabama Song e Benares Song sono su parole inglesi di Elizabeth Hartmann. La prima ha luogo a Baden-Baden il 17 luglio 1927 con la regia di Brecht e Lotte Lenya protagonista. Brecht e Weill continuano a lavorare al progetto e l’“opera epica” Aufstieg und Fall der Stadt Mahagonny (Ascesa e caduta della città di Mahagonny) va in scena al Neues Theater di Lipsia il 9 marzo 1930. 

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Mahagonny, città corrotta in cui non ci sono leggi al di fuori di quella del denaro, è una metafora del crollo del sistema sociale borghese ma, come la Londra allucinata della Dreigroschenoper dell’anno successivo o le sette città dei Sieben Todsünden, ci mostra ancora oggi un paesaggio umano apocalittico che trascende il conflitto tra le classi e ci parla semplicemente della fine di un mondo, riacquistando una piena, drammatica attualità.    

 

Irina Brook

Irina Brook è nata a Parigi, figlia del regista Peter Brook e dell’attrice Natasha Parry. Ha debuttato come attrice a New York in produzioni Off-Broadway. Ha proseguito la carriera a Parigi e Londra, dove ha presentato il suo primo lavoro come regista nel 1996: Beast on the Moon di Kalinoski, seguito da Mrs. Klein di Nicholas Wright e All’s Well that Ends Well di Shakespeare. Ha realizzato spettacoli in sedi prestigiose, come il Théâtre Vidy-Lausanne, il Théâtre de l’Oeuvre, il Barbican Center, il Festival di Salisburgo, il Festival di Spoleto. Dal 2014 al 2019 ha diretto il Théâtre National de Nice. Si è dedicata anche alla regia d’opera nei maggiori teatri europei, tra cui la Nederlandse Opera, il Théâtre des Champs-Elysées, il Real di Madrid e il Liceu di Barcellona, la Deutsche Oper e la Wiener Staatsoper. Nel maggio 2017 è stata nominata Officier de l’Ordre des Arts et Lettres e insignita della Légion d’honneur. I suoi prossimi impegni includono, oltre al debutto al Teatro alla Scala, un ritorno alla Wiener Staatsoper e la prima mondiale della sua installazione interdisciplinare The House of Us/Hamlet in Giappone e in Italia.

 

Kate Lindsey

Nativa di Richmond (Virginia), ha lavorato nei maggiori teatri americani, tra cui il Metropolitan e la Los Angeles Opera, e nei più prestigiosi teatri e festival europei tra cui Vienna, Monaco di Baviera, Londra, Glyndebourne, Aix-en-Provence. Il suo repertorio spazia da Mozart a Offenbach, da Rossini a Strauss, fino alla musica contemporanea, come il ruolo protagonista nella prima assoluta di Amelia di Daron Hagen alla Seattle Opera e la prima assoluta della Sinfonia n. 5 di John Harbison commissionata dalla Boston Symphony Orchestra e diretta da James Levine. Ha pubblicato due album di successo, “Thousands of Miles” e “Arianna”.

 

Lauren Michelle

Nata a Los Angeles, ha studiato alla Juilliard School e alla UCLA. Vincitrice di prestigiosi premi internazionali, ha debuttato alla Carnegie Hall in Der Weg der Verheißung di Kurt Weill. Ha collaborato stabilmente con la Wiener Staatsoper. Tra i ruoli più importanti Susanna ne Le nozze di Figaro, Musetta ne La Bohème, Helena in A Midsummer Night’s Dream, Lauretta in Gianni Schicchi.

Ha tenuto recital da solista in tutti gli Stati Uniti, Sud Africa, Italia, Francia e Inghilterra e ha partecipato al Festival Fringe di Edimburgo in spettacoli teatrali multidisciplinari con la Compagnia XIV.

 

Brecht e Weill alla Scala

Le versioni sceniche delle opere di Weill non sono numerose, ma la sua storia esecutiva alla Scala schiera nomi tra i più prestigiosi. Il debutto avviene grazie a Bruno Maderna, che nel 1962 dirige alla Piccola Scala Lo zar si fa fotografare con la regia di Virginio Puecher. Nel 1964, sempre alla Piccola, va in scena Ascesa e caduta della città di Mahagonny (la versione del Mahagonny Songspiel ampliata per il Teatro di Lipsia nel 1930) con la direzione di Nino Sanzogno e la regia di Giorgio Strehler, protagonista Gloria Lane. Cinque anni più tardi è la volta di Colui che dice di sì e Colui che dice di no, regia di Alberto Negrin. Tutte queste produzioni avvengono alla Piccola Scala e in lingua italiana: solo con la tournée della Deutsche Staatsoper Berlin nel 1971 Weill conquista la sala del Piermarini e la sua lingua originale: Gisela May del Berliner Ensemble è protagonista di una serata che unisce Die sieben Tosdsünden a songs tratte da altri lavori. Strehler torna nel 1974 con una serata di canzoni in italiano dal titolo “Io, Bertolt Brecht” alla Villa Reale di Monza destinata a proseguire nel 1975 alla Piccola Scala, mentre ancora nel 1975 le musiche di Weill concludono la serata “Canzoni come costume – Canzoni come civiltà” pensata da Filippo Crivelli per la voce di Milly alla Piccola.

Nel 1988 Scala e Piccolo Teatro si uniscono per riproporre Der Jasager und der Neinsager, che questa volta in italiano suona Chi dice sì, chi dice no: lo spettacolo che va in scena in via Rovello ha regia di Lamberto Puggelli e scene di Josef Svoboda, dirige Emilio Pomarico. Zoltan Peskó propone I sette peccati capitali in concerto con l’Orchestra della Scala e la voce di Milva nel 1989, mentre nel 1993 Luciano Berio inserisce brani di Weill nell’ “Omaggio a Cathy Berberian” realizzato per i “Percorsi di musica d’oggi” con Ute Lemper e l’ORT. Gli Swingle Singers inseriscono Weill nel loro concerto del 2000, anticipando di pochi giorni una “Serata Kurt Weill” nel Ridotto. Brani di Weill compariranno poi nei recital di Karin Schmidt (2003), Anne-Sophie von Otter (2008) e Angela Denoke (2010) e nel concerto della Filarmonica diretto da Testuji Honna per l’apertura del Festival Milano Musica del 2009.

martedì 9 marzo 2021

COSÌ FAN TUTTE: Riccardo Muti sul podio dell'Orchestra e Coro del Teatro Regio La regia è firmata da Chiara Muti.

 


 

 

 

COSÌ FAN TUTTE: Riccardo Muti sul podio dell'Orchestra e Coro del Teatro Regio
La regia è firmata da Chiara Muti

 

Così fan tutte: Eleonora Buratto, Paola Gardina e Francesca Di Sauro - Foto © Silvia Lelli - Teatro Regio Torino

 

Streaming sul sito del Regio da giovedì 11 marzo 2021 ore 20

Giovedì 11 marzo alle ore 20 sul sito del Teatro Regio l’appuntamento in streaming è di quelli da non mancare: il Maestro Riccardo Muti dirige – per la prima volta – l’Orchestra e il Coro del Regio nel Così fan tutte, dramma giocoso di Wolfgang Amadeus Mozart. Chiara Muti firma la regia di questa coproduzione del 2018 tra il Teatro San Carlo di Napoli e la Wiener Staatsoper. Il sestetto tutto italiano dei protagonisti è composto da Eleonora Buratto (Fiordiligi), Paola Gardina (Dorabella), Alessandro Luongo (Guglielmo), Giovanni Sala (Ferrando), Francesca Di Sauro (Despina) e Marco Filippo Romano (Don Alfonso).

La produzione di Così fan tutte si avvale del contributo di Reale Mutua, Socio Fondatore del Teatro Regio: «Siamo lieti di sostenere anche quest’anno uno dei teatri più prestigiosi del panorama artistico e musicale internazionale, partecipando alla stagione operistica con il capolavoro Così fan tutte, diretto per la prima volta a Torino dal grande direttore d’orchestra Riccardo Muti, ha dichiarato Luigi Lana Presidente di Reale Mutua. La storia della musica italiana è la più lunga e importante al mondo e il Maestro Muti è un punto di riferimento per tutti coloro che hanno nel cuore la musica classica; ecco perché per Reale Mutua, Socio fondatore del Teatro Regio da anni, questo sostegno assume un significato particolare, soprattutto in un momento in cui la cultura è ingrediente fondamentale del processo di ripartenza».

Il Coro del Teatro Regio è istruito da Andrea Secchi. Le scene minimali, ma da “lanterna magica”, sono di Leila Fteita, i bellissimi costumi di gusto settecentesco di Alessandro Lai e le luci limpide di Vincent Longuemare. Maestro al fortepiano è Luisella Germano, assistente alla regia Tecla Gucci.
Riccardo Muti è, senza dubbio, uno dei più prestigiosi direttori d’orchestra al mondo. La sua brillante carriera, unita a una personalità magnetica, è fonte di fascino e ispirazione. «Sono sinceramente commossa che il Maestro Muti abbia accolto con entusiasmo il mio invito di venire a dirigere la nostra meravigliosa Orchestra e il nostro raffinatissimo Coro – afferma Rosanna Purchia Commissario straordinario del Teatro Regio – il mio lungo rapporto di stima e amicizia con il Maestro, rafforzato dalle nostre comuni origini partenopee, ha dato questo straordinario risultato. La presenza del Maestro, in un momento di tale difficoltà per il Teatro, è un segno importante, che dà a me e a tutti noi una forza straordinaria».

Per il Maestro Muti, quest’opera è «un universo misterioso e colmo di ambivalenze, proiettato verso una fine disincantata e cinica», che è la lettura professata da Don Alfonso: nessuno è immune dal tradire l’amato o l’amata e con questo occorre saper convivere. In totale sintonia con il sentire della regista, Chiara Muti che descrive Così fan tutte come «il dramma giocoso del disincanto. Amiamo veramente o per gioco? E che cos’è veramente l’amore se non una scelta di tempo e di luogo, un caso, un incontro? In quest’opera l’illusione è più reale della realtà stessa e la scena immaginata è come una lanterna magica fatta di specchi che riflettono ciò che siamo nell’immaginario di chi ci sta intorno. Così fan tutte è un’opera metafisica! Una riflessione profonda sull’essenza del nostro essere. Noi siamo attraverso lo sguardo degli altri».  

Prima di apprendere quest’amara lezione filosofica ed esistenziale, i giovani Guglielmo e Ferrando, Fiordiligi e Dorabella vivono nella spensieratezza della loro età, ridendo e scherzando: proprio così ce li mostra la regista, con mano spigliata, in un’atmosfera da commedia con allusioni ai doppi sensi erotici del libretto. La musica trasforma in gioco scenico le trame, visto che il teatro di Chiara Muti nasce dalla musica e si snoda con naturalezza nella recitazione.

Con Così fan tutte, l’ultima opera buffa scritta da Mozart e andata in scena a Vienna nel 1790, si conclude la trilogia di opere italiane scritte su libretto di Lorenzo Da Ponte dopo Le nozze di Figaro (1786) e Don Giovanni (1787). Nel libretto, Da Ponte mette in scena la crudeltà dei rapporti tra i sessi e la pretesa maschile del dominio fisico ed esclusivo su una persona ma, per la prima volta nell’opera buffa, la fedeltà messa alla prova è quella di due dame della buona società. Nonostante l’originalità della vicenda, il librettista veneto si concede un fitto intreccio di citazioni che spaziano da Ovidio a Boccaccio, Ariosto, Marivaux e Goldoni.
La Napoli del ’700 fa da sfondo alle avventure di due giovani ufficiali, Guglielmo e Ferrando che, per provare la fedeltà delle rispettive fidanzate Fiordiligi e Dorabella, le corteggiano sotto mentite spoglie. Le avances hanno successo, ma ognuna si lascia conquistare dal fidanzato dell’altra. Il cinico Don Alfonso e la cameriera Despina, per amore della burla, organizzano un finto matrimonio, poco prima del quale viene svelato l’intrigo. Le ragazze chiederanno perdono e le due coppie, finalmente riconciliate, si ricomporranno.
Il cast pare “cucito” sulla musica e le intenzioni del compositore e indubbiamente si sposa all’idea registica. Eleonora Buratto, tra i soprani lirici più acclamati del mondo, inizia la sua carriera proprio con il Maestro Muti e ha al suo attivo collaborazioni con i più importanti direttori della scena internazionale, da Zubin Mehta a Teodor Currentzis, da Daniele Gatti a Michele Mariotti. Questa è la sua seconda prova nel ruolo di Fiordiligi, già sostenuta con gran successo al Teatro alla Scala lo scorso gennaio. Paola Gardina (Dorabella) è fra i mezzosoprani più talentuosi del panorama italiano e straniero. Ha calcato i palcoscenici dei più importanti teatri al mondo, dal Teatro alla Scala alla Bayerische Staatsoper, dalla Fenice al Teatro Real di Madrid. Del suo personaggio racconta: «Io e Dorabella siamo “amiche”, ormai in me c’è qualcosa di lei. È un personaggio frizzante, sbarazzino e fresco, una ragazza che racconta una storia di sentimenti che nei secoli si ripete immutata e sempre attuale». I due ufficiali Ferrando e Guglielmo sono interpretati rispettivamente da Giovanni Sala e Alessandro Luongo. Il primo colpisce per la voce e l’interpretazione appassionata, il calore, la sensibilità e lo slancio con cui delinea i personaggi. Proveniente da una famiglia di musicisti, la musica è stata per Giovanni Sala il primo respiro e oggi lo possiamo anche apprezzare nelle sue esibizioni con il Gruppo vocale Famiglia Sala. Alessandro Luongo, classe 1978, è fra i baritoni più promettenti della sua generazione: ha collaborato con prestigiosi direttori quali Riccardo Muti, Zubin Mehta, Fabio Luisi, Michele Mariotti, Seiji Ozawa, Bruno Campanella ed Evelino Pidò, e con registi come Pier Luigi Pizzi, Jean-Louis Grinda, Cristina Mazzavillani, Ruggero Cappuccio. Il giovanissimo mezzosoprano Francesca Di Sauro debutta il ruolo di Despina. Ha già al suo attivo collaborazioni con il Maestro Riccardo Muti e con artisti come Leo Nucci e registi come Emma Dante. Marco Filippo Romano è uno splendido Don Alfonso, tra i più amati baritoni buffi della scena internazionale, ed è un habitué del palcoscenico torinese, dove è stato interprete con grande successo ne L’italiana in Algeri, Il barbiere di Siviglia, Il turco in Italia, La donna serpente, La Cenerentola, Turandot e Il matrimonio segreto.
Lasciamoci, dunque, sedurre da questo splendido Così fan tutte, che contiene la pagina mozartiana forse più sublime di tutte e cioè il terzetto “Soave sia il vento”: nulla cura l’anima più della musica di Mozart. Occasione da non perdere!

Lo streaming di Così fan tutte è gratuito e resterà disponibile on-demand fino al 30 settembre 2021.  Si ringrazia RMMUSIC (www.riccardomutimusic.com), società che detiene i diritti di registrazione e di immagine di Riccardo Muti.

Dall’11 marzo sarà disponibile sul sito del Teatro Regio la presentazione del libro fotografico Attraverso, di Chiara Muti e Silvia Lelli (edito da Seipersei nel 2020), in un video realizzato negli splendidi ambienti del Museo Storico di Reale Mutua. Uno sguardo sapiente della fotografa Silvia Lelli che racconta in immagini le regie d’opera di Chiara Muti, tra cui il Così fan tutte di Mozart.

Per ulteriori informazioni e per gli streaming: www.teatroregio.torino.it


lunedì 8 marzo 2021

L’ORCHESTRA DELLA RAI CELEBRA STRAVINSKIJ CON PIETARI INKINEN.

 

L’ORCHESTRA DELLA RAI CELEBRA STRAVINSKIJ CON PIETARI INKINEN.

 


Orpheus e il Divertissement da Le baiser de la fée giovedì 11 marzo alle 20.30 in diretta su Radio3 e in live streaming su www.raicultura.it

 

È un omaggio al grande compositore russo Igor Stravinskij nel cinquantesimo anniversario della scomparsa, avvenuta a New York il 6 aprile 1971, il concerto che l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai propone a porte chiuse all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino giovedì 11 marzo alle 20.30, in diretta su Radio3, nel circuito Euroradio e in live streaming sul portale di Rai Cultura.

 

L’eterno mito di Orfeo e una favola di Hans Christian Andersen sono le fonti delle due pagine di danza proposte, create da un compositore che proprio grazie all’arte coreutica ottenne i suoi primi successi internazionali, collaborando con la compagnia dei Ballets Russes di Sergej Djagilev, e reinventando il genere stesso del balletto.

La serata si apre con Orpheus, il balletto in tre quadri del 1947 ispirato alla figura dell’artista per antonomasia, che ebbe una fortuna senza pari nella storia della cultura. Nelle mani di Stravinskij Orfeo diventa simbolo quasi astratto delle straordinarie capacità della musica di vincere su tutto, persino sul tempo e sulla morte.

Anche nella seconda parte del concerto l’Orchestra Rai propone musica nata per la danza, con Divertissement, la suite sinfonica dal balletto Le baiser de la fée (Il bacio della fata) che Stravinskij scrisse nel 1928. Il lavoro è dedicato a Čajkovskij nel 35esimo anniversario della scomparsa, si basa su sue musiche pianistiche e liriche da camera, e prende spunto dalla favola di Andersen La vergine dei ghiacci. Andò in scena a Parigi il 27 novembre 1928, con Ida Rubinstein protagonista e la direzione dello stesso compositore, che nel 1949 trasse dal balletto la versione della suite sinfonica che viene eseguita.

 

Sul podio è impegnato il finlandese Pietari Inkinen, Direttore Principale della Deutsche Radio Philharmonie di Saarbrücken e Kaiserslautern dal 2017, della Japan Philharmonic Orchestra dal 2016, dell’Orchestra Sinfonica di Praga e del Ludwigsburg Schlossfestspiele dal 2015. Impegnato attualmente con le più prestigiose orchestre internazionali, ha ricevuto consensi unanimi di pubblico e critica sia per le sue esecuzioni australiane del ciclo del Ring des Nibelungen di Wagner alla guida della New Zealand Symphony Orchestra sia per le registrazioni di opere di Sibelius effettuate con la stessa formazione.

 

In ottemperanza alle ultime disposizioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri, i concerti dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai si svolgono a porte chiuse, senza la presenza del pubblico nell’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino.

Il maestro John Eliot Gardiner torna sul podio del Maggio per un concerto ‘fuori programma’ che verrà registrato martedì 9 marzo 2021 e successivamente trasmesso in streaming.

 Il maestro John Eliot Gardiner torna sul podio del Maggio per un concerto ‘fuori programma’ che verrà registrato martedì 9 marzo 2021 e successivamente trasmesso in streaming.



In programma le Enigma variations di Edward Elgar

e la Sinfonia n. 2 in do minore op. 17, Piccola Russia di Pëtr Il'ič Čajkovskij.
 

Nel frattempo il Maggio annuncia che il concerto diretto dal maestro Zubin Mehta con Rudolf Buchbinder - registrato lo scorso 6 marzo – verrà trasmesso in streaming sul sito web del Teatro, mercoledì 10 marzo alle ore 20

 

Dopo il debutto sul podio del Maggio lo scorso settembre 2020, il Maestro John Eliot Gardiner torna per dirigere l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino in un concerto ‘fuori programma’ che sarà registrato martedì 9 marzo 2021 e che verrà successivamente trasmesso in streaming. In programma le Enigma variations di Edward Elgar e la Sinfonia n. 2 in do minore op. 17, Piccola Russia di Pëtr Il'ič Čajkovskij.

 

Il Maggio informa il pubblico che il concerto diretto dal maestro Zubin Mehta con Rudolf Buchbinder - registrato lo scorso 6 marzo – verrà trasmesso in streaming sul sito web del Teatro, mercoledì 10 marzo alle ore 20. 

 

Nel mese di marzo sono previste altre due registrazioni di concerti sinfonici – che verranno trasmesse in seguito - il 21 marzo il concerto diretto da Manfred Honeck, e il 27 il concerto diretto da Zubin Mehta con la violinista Vilde Frang. Il 28 marzo, verrà infine registrata l’opera Così fan tutte, di Wolfgang Amadeus Mozart, diretta da Zubin Mehta nel nuovo allestimento con la regia di Sven-Erich Bechtolf, in prova in queste settimane.

 

In apertura del concerto diretto da sir John Eliot Gardiner, le Enigma variations di Edward Elgar, un brano che divenne ben presto la maggiore composizione sinfonica del panorama britannico di fine Ottocento. Il suo successo non derivò solo dalla raffinatissima scrittura, ma anche dal mistero che ruota intorno sia alle lettere delle quattordici variazioni del tema principale (caratterizzate dalle iniziali di un nome o dal soprannome di una persona a cara al compositore) fino al tema secondario che, a detta dell’Autore, percorre l’intera composizione senza essere suonato integralmente (i più illustri esponenti della musicologia britannica si sono sbizzarriti nei più spericolati identikit musicali, ravvisando, tra le varie fonti, perfino il celeberrimo inno “God save the Queen”). Dall’Inghilterra di Elgar si passa poi alla Piccola Russia di Čajkovskij: titolo della sua Seconda sinfonia in do minore op. 17. L’appellativo fa riferimento non solo al nome che veniva usato per indicare l’Ucraina, dove il compositore si recava regolarmente per far visita alla sorella Aleksandra e ai suoi sette nipoti, ma anche (sotto suggerimento dell’amico Nikolaj Kaškin) alla presenza di vari temi popolari di quella zona. Emerge, fra tutti, “La gru” presente nella trionfale fanfara del finale della sinfonia. Non manca, però, quel senso di nostalgia e solitudine presente in gran parte del repertorio di Čajkovskij grazie alla costante presenza di una accorata melodia del corno.

 

Il programma di sala è disponibile gratuitamente sul sito del Teatro alla pagina dedicata al concerto. 

La durata complessiva è di un’ora e quindici minuti circa.

venerdì 5 marzo 2021

LA BOTTEGA DONIZETTI A BERGAMO COME LABORATORIO DI PERFEZIONAMENTO PER CANTANTI LIRICI.

 

NASCE LA BOTTEGA DONIZETTI:
LABORATORIO DI PERFEZIONAMENTO PER CANTANTI LIRICI AFFIDATO AL BASSO BERGAMASCO ALEX ESPOSITO

THE “BOTTEGA DONIZETTI” IS BORN:

A MASTERCLASS FOR OPERA SINGERS DIRECTED BY THE BASS FROM BERGAMO, ALEX ESPOSITO

La “Bottega Donizetti” è ufficialmente aperta con Alex Esposito che torna a Bergamo per un laboratorio di perfezionamento per cantanti lirici che si terrà dal 27 agosto al 9 settembre e poi dal 13 al 18 novembre 2021.

 

Fra i docenti il regista Damiano Michieletto e il Sovrintendente e Direttore Artistico del Teatro La Fenice, Fortunato Ortombina, con Francesco Micheli, Riccardo Frizza e Michele D'Elia.

C’è tempo fino al 20 aprile 2021 per partecipare e le selezioni si svolgeranno il 31 maggio 2021. Un’opportunità da non perdere grazie anche al sostegno del Rotary Club Terra di San Marco e al patrocinio del Conservatorio "Gaetano Donizetti" di Bergamo.

The call for applications for the "Bottega Donizetti" directed by Alex Esposito is now available. Esposito is coming back to Bergamo for an advanced masterclass for opera singers that will take place from 27 August to 9 September and then from 13 to 18 November 2021.


Teachers include director Damiano Michieletto and Superintendent and Artistic Director of Teatro La Fenice, Fortunato Ortombina, pianist Michele D'Elia and also Francesco Micheli and Riccardo Frizza.

Applications can be sent until 20 April 2021, 12 p.m. A unique opportunity made possible also thanks to the support of the Rotary Club Terra di San Marco and the patronage of the Conservatorio "Gaetano Donizetti" of Bergamo.

DOMENICA 7 MARZO, ORE 20.00, LA BAYADÈRE DIVERTISSEMENT SU OPERAROMA.TV

 

SU “OPERAROMA.TV” LE GIOVANI STELLE DELLA DANZA

DOMENICA 7 MARZO, ORE 20.00, LA BAYADÈRE DIVERTISSEMENT:

PRIMO DI QUATTRO BALLETTI DELLA SCUOLA DI DANZA DELL’OPERA

IN STREAMING GRATUITO PER IL “TEATRO DIGITALE”

Prossimi appuntamenti con gli allievi della Scuola di Danza: 11 aprile, 2 maggio e 6 giugno


 

Domenica 7 marzo, alle ore 20.00, verrà trasmesso in streaming gratuito su operaroma.tv La Bayadère Divertissement, coreografia di Ofelia Gonzalez e Pablo Moret, da Petipa, creata per gli allievi della Scuola di Danza dell’Opera di Roma in occasione del Saggio Spettacolo del 2016 al Teatro Costanzi. È il primo di quattro nuovi titoli che si aggiungeranno nei prossimi mesi alla programmazione di “Teatro Digitale” della Fondazione capitolina. Si tratta di spettacoli andati in scena nelle scorse stagioni con protagoniste le giovani stelle della danza; grazie allo streaming gratuito vengono riproposti per il pubblico a casa. Dopo La Bayadère Divertissement domenica 7 marzo (ore 20.00), seguiranno domenica 11 aprile (ore 20.00) Concerto in Oro di Alessandro Bigonzetti (2016), domenica 2 maggio (ore 20.00) Sogno di una notte di mezza estate di Alessandra Delle Monache (2014), domenica 6 giugno (ore 20.00) Turnpike di Mauro Bigonzetti (2019).

 

«I titoli sono stati scelti dal vasto repertorio realizzato negli ultimi anni – dichiara la direttrice della Scuola di Danza del Lirico capitolino Laura Comititoli diversi dal punto di vista musicale, tecnico-stilistico, scenografico e per i costumi. Trovo che partecipare all’iniziativa del “Teatro Digitale” sia un’occasione importante per far conoscere il lavoro che svolgiamo alla Scuola di Danza dell’Opera di Roma anche a un pubblico nuovo. Per questo nei quattro balletti in programma, e che invito a vedere, sono coinvolti i danzatori di tutte le età, dai più piccoli ai più grandi. Nella formazione professionale dei nostri allievi, gli spettacoli sono una parte fondamentale. Lo studio della tecnica che ogni giorno praticano e raffinano in sala ballo, non è fine a se stesso ma al servizio dell’interpretazione artistica. Salire in palcoscenico è un traguardo emozionante che i nostri ragazzi raggiungono insieme ai loro insegnanti».

 

La programmazione di “Teatro Digitale” dedicata alla Scuola di Danza dell’Opera di Roma parte domenica 7 marzo alle ore 20.00 con la “prima” in streaming gratuito de La Bayadère Divertissement su musica di Ludwig Minkus. La coreografia è stata creata a quattro mani dai maestri della Scuola di Danza Ofelia Gonzalez e Pablo Moret, e presentata al pubblico in occasione del Saggio Spettacolo al Teatro Costanzi nel 2016. Suite con le danze più rappresentative del grande balletto del repertorio creato da Marius Petipa nel 1887, vede gli allievi dei corsi superiori impegnati in un complesso lavoro stilistico e interpretativo. Vi prende parte anche un piccolo gruppo di allievi dei corsi inferiori. L’allestimento del Teatro dell’Opera di Roma vede le scene e i costumi rispettivamente a cura di Michele Della Cioppa e Anna Biagiotti, luci di Patrizio Maggi. Consulenza ed arrangiamenti musicali Giuseppe Annese.

 

Trailer del balletto: https://www.youtube.com/watch?v=EJB4Civzwxw

Segui lo streaming domenica 7 marzo alle 20.00: https://www.youtube.com/watch?v=60MfUne996I

 

Gli appuntamenti con la Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma diretta da Laura Comi su operaroma.tv proseguono con Concerto in Oro di Alessandro Bigonzetti su musiche di Schubert domenica 11 aprile alle 20.00, Sogno di una notte di mezza estate di Alessandra Delle Monache su musica di Mendelssohn domenica 2 maggio alle 20.00, Turnpike di Mauro Bigonzetti su musica di Bach domenica 6 giugno alle 20.00.

 

Per assistere agli streaming gratuiti, basta collegarsi a operaroma.tv, il canale YouTube ufficiale del Teatro dell’Opera di Roma: https://www.youtube.com/user/operaroma .

Chi volesse contribuire con un ‘biglietto virtuale’ può fare una donazione alla Fondazione: https://www.operaroma.it/news/i-love-roma-opera-aperta/. La campagna di fundraising “I love Roma Opera aperta” permette a tutti gli amanti dell’opera e del balletto di sostenere il Teatro e godere delle agevolazioni fiscali “ART BONUS”.

 

Per informazioni: operaroma.it

giovedì 4 marzo 2021

DOPPIA DIRETTA STREAMING DA SCALA E SANTA CECILIA CON CHUNG E PAPPANO

 

DUE DIRETTE STREAMING RAI CON MYUNG-WHUN CHUNG ED ANTONIO PAPPANO GAL TEATRO ALLA SCALA E DALL'OPERA DI ROMA.

 




Venerdì 5 marzo Rai Cultura propone su RaiPlay lo Stabat Mater di Rossini e il Requiem tedesco di Brahms

 

Myung-Whun Chung e Antonio Pappano. Due grandi direttori d’orchestra per due live streaming dal Teatro alla Scala e dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. È la proposta di Rai Cultura, che venerdì 5 marzo sul portale RaiPlay offre due concerti consecutivi, in diretta da Milano e da Roma. 

Alle ore 18 dal Piermarini – anche sul sito web del Teatro alla Scala – Myung-Whun Chung è impegnato in un imponente programma sacro con lo Stabat Mater di Gioachino Rossini, scritto nel 1831 per la fruizione esclusivamente privata dell’arcidiacono di Madrid ma presto diventato una delle pagine sacre più eseguite dell’Ottocento italiano.

Il concerto vede la partecipazione del Coro della Scala diretto da Bruno Casoni, che sarà dislocato nei palchi del teatro. In platea, distanziati, ci saranno l’orchestra e i solisti Rosa Feola, Veronica Simeoni, René Barbera e Alex Esposito. Lo spettacolo sarà anche trasmesso in differita radiofonica e televisiva: su Radio3 il 29 marzo alle 20.30 e su Rai5 il 31 marzo alle 21.15. 

Il programma della serata è completato dalla Sinfonia Hob. 44 “Trauersymphonie” scritta da Haydn nel 1772: la più celebre del cosiddetto periodo “Sturm und Drang” del compositore. 

 

Alle 20.30 ci si sposta all’Auditorium Parco della Musica di Roma, dove Antonio Pappano è ancora una volta protagonista della stagione digitale dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. In programma un’altra pagina di intensa spiritualità: il Deutsches Requiem di Johannes Brahms. Anche qui è protagonista il Coro, diretto da Piero Monti, insieme alle voci soliste del soprano Chen Reiss e del baritono Thomas TatzlIl concerto è anche trasmesso in diretta su Radio3, mentre la messa in onda televisiva su Rai5 è prevista per giovedì 1° aprile alle 21.15.

Il capolavoro di Brahms in programma è un Requiem al contrario, non liturgico come quelli di Mozart e Verdi, perché destinato all’esecuzione concertistica. Il testo, che lo stesso Brahms trasse liberamente dalla Bibbia nella versione di Martin Lutero, è da intendersi come messaggio consolatorio rivolto all’umanità quale prefigurazione di quella pace e di quel dolce conforto rappresentato dal definitivo distacco dalla vita terrena. Fu grazie a questo imponente lavoro eseguito la prima volta nel 1868 che Brahms, allora trentaseienne, ebbe la definitiva affermazione come compositore ponendosi come l’erede di quella tradizione musicale tedesca che affondava le radici in Bach e Händel, e continuava poi con Beethoven e Mozart.