giovedì 11 settembre 2014

LECCTORINFABULA. PAROLE IN FESTIVAL

            
                   “Lectorinfabula. Parole in festival”
                          
                                  11 – 14 settembre 2014
                             centro storico di Conversano
                 

Entra nel vivo, a Conversano, “Lectorinfabula. Parole in festival”organizzato dalla Fondazione “Giuseppe Di Vagno 1889-1912”, che quest’anno si concentra sul tema “Privato, pubblico e comune”.
Dopo gli incontri, tutti frequentatissimi, della prima giornata, domani, venerdì 12 settembre, momento clou sarà la lectio magistralis dello storico Emilio Gentile, che parlerà di “Guerra, evento pubblico, tragedia comune”, con l’introduzione dell’editore Giuseppe Laterza (Chiostro di San Benedetto, ore 19).

Grande successo stanno riscontrando le mostre di Lectorinfabula 2014, dedicate alla questione dell’immigrazione. “Storie senza confini”, è il titolo del percorso espositivo, un racconto corale di quattro fotoreporter, un giornalista d’inchiesta e un geografo. La mostra, a cura di Rocco De Benedictis, comprende: “Il diario di Felix”, di Emiliano Mancuso, “Moving Walls” di Giovanni Cocco, “Il viaggio di Bilal” di Fabrizio Gatti, Massimo Sestini e Rocco De Benedictis, e “Confini, Migranti e Rifugiati” di Philippe Rekacewicz. Sarà possibile visitare le mostre dalla giornata inaugurale di Lector 2014 fino al 5 ottobre (10-13/ 17-21).

IL CAPPELLO DI PAGLIA DI FIRENZE AL PETRUZZELLI


BARI – Con un omaggio a Nino Rota (1911-1979) e la messa in scena del ‘Cappello di paglia di Firenze’ riprende il 13 settembre la stagione lirica della Fondazione lirico sinfonica Petruzzelli e teatri di Bari. In conferenza stampa per la presentazione dell'opera di Nino Rota con cui ricomincia la stagione sabato 13, il Sovrintendente si è soffermato su alcuni importanti aspetti della programmazione. La soppressione del “Trittico”di di Puccini e di “Lucia di Lammermoor” di Donizetti, è dovuta a motivi di carattere economico, ha precisato il sovrintendente del Teatro Petruzzelli di Bari, Massimo Biscardi, nell’introduzione alla conferenza. "La situazione economica del teatro è critica e dobbiamo prepararci ad essere in regola per la fine del 2014 quando scatterà la legge Bray che darà la possibilità di curare una programmazione per cinque anni con la copertura economica garantita. E’ una decisione assunta per garantire qualità e stabilità,  che riguardano sia la produzione sia i dipendenti ". Il sovrintendente, ha inoltre, precisato che cercherà di variare il contenuto della programmazione introducendo sia la musica contemporanea sia opere che sono poco rappresentate e rischiano di scomparire, tra le quali quelle del periodo verista che ruota attorno a Puccini, ad esempio quelle composte da Catalani. Inoltre, ogni concerto sinfonico verrà aperto dall’esecuzione di un brano di autore contemporaneo. Si è poi soffermato sull’educazione alla musica che deve partire dai bambini e per questo motivo, a completamento del cartellone, per i più piccoli e per le scuole saranno proposte due opere: un adattamento del "Barbiere di Siviglia" di Rossini e un’opera del maestro Nicola Scardicchio ispirata alla favola di re Artù. Da sabato 13, riprende la stagione lirica con un'opera di Nino Rota, su libretto proprio e della madre Ernesta Rinaldi ovvero “Il cappello di paglia di Firenze”. L'opera, scritta nel 1945, andò in scena solo nel 1955 ed ottenne subito un notevole successo; fu rappresentata in Italia, in prima nazionale il 21 aprile di quell'anno al Teatro Massimo di Palermo e successivamente all'estero. L'opera è un autentico piccolo gioiello del teatro musicale novecentesco ed è basata sulla farsa “Un chapeau de paille d'Italie” scritta da Eugène Labiche e Marc-Michel nel 1851. Fadinard, nel giorno delle sue nozze con l'amata Elena, passeggia con il suo cavallo, quando questi mangia il cappello di paglia di Firenze di Anaide, in dolce conversazione con l'amante Emilio. Anaide pretende un altro cappello, per non far ingelosire il gelosissimo marito Beaupertuis. Fadinard allora va prima dalla modista, poi dalla baronessa di Champigny, che ne ha uno uguale. La baronessa però lo scambia per un violinista che doveva tenere un concerto, e trattiene Fadinard. Fadinard riesce a spiegare la situazione, ma la baronessa spiega che ha appena dato il suo cappello alla nipote: la signora di Beaupertuis. Si reca allora da Beaupartuis, seguito dal padre di Elena e dagli invitati, al barone, che si è insospettito per l'assenza della moglie. Tuttavia Fadinard capisce che la signora di Beaupertuis è Anaide. Il futuro suocero minaccia di mandare a monte le nozze, e, quando tutto sembra perduto, arriva lo zio sordo che presenta il suo regalo di nozze: un cappello di paglia di Firenze. Anaide può così tornare a casa, e Fadinard può sposare Elena.  L’opera è una produzione della Fondazione barese e sarà eseguita dall’Orchestra e Coro del Teatro Petruzzelli diretto da Franco Sebastiani.  A dirigere ci sarà il Maestro Giuseppe La Malfa, regia di Elena Barbalich. Completano il cast Tommaso Lagattolla per scene e costumi, Michele Vittoriano disegno luci, coreografie di Danilo Rubeca, assistente alle regia Danilo Rubeca, assistente alle scene Emanuele Sinisi, assistente ai costumi Margherita Leone, Fadinard sarà Giulio Pelligra, Nonancourt il barese Domenico Colaianni, Beaupertuis Pietro di Bianco, Lo zio Vézinet Francesco Castoro,  Emilio sarà Francesco Paolo Vultaggio, ed ancora Felice sarà Marco Miglietta, Achille di Rosalba sarà Francesco Castoro, Minardi Domenico Passidomo, Elena sarà Damiana Mizzi, Anaide sarà Francesca Bicchierri, La Baronessa di Champigny sarà Francesca Ascioti.

lunedì 8 settembre 2014

A DOMENICO COLAIANNI IL PREMIO PAISIELLO

A DOMENICO COLAIANNI IL PREMIO PAISIELLO


Taranto - Siamo alla serata inaugurale della XII edizione del "Premio Giovanni Paisiello Festival" che si svolge nell'atrio all'interno del MUDI di Taranto. Accattivante il titolo del concerto "Era la notte ......", che intende rievocare i segreti della vocalità settecentesca e della sua evoluzione nei secoli successivi e che videro impegnate grandi dive del passato come la Malibran. Il compito non facile è affidato ad un soprano di notevole talento come Stefania Bonfadelli, che ha cantato nei teatri più importanti internazionali e che l'estate scorsa si è fatta apprezzare anche al Festival della Valle d'Itria di Martina in "Crispino e la comare". Accompagnata al pianoforte dal maestro Davide Dellisanti, la soprano veronese si è brillantemente esibita in una serie di brani aventi per tema il crepuscolo e le tenebre, così come sono stati descritti  dai maggiori compositori e librettisti d’opera italiani dal ‘700 al ‘900, da Paisiello a Vaccaj e Bellini, da Rossini a Tosti, passando da Hahn, Mercadante, a Puccini, Patti, Catalani. Applauditissima dal numeroso e competente pubblico presente, il soprano ha sfoggiato le sue notevoli qualità canore ed interpretative, riscuotendo calorosi e ripetuti consensi. Nel corso della serata, tra la prima e la seconda parte del concerto, la cerimonia di consegna del prestigioso  “Premio Giovanni Paisiello Festival”, riconoscimento attribuito annualmente a figure di studiosi, personalità dello spettacolo o istituzioni che abbiano contribuito alla riscoperta e valorizzazione del patrimonio musicale di Paisiello. Quest'anno il prescelto è il tenore barese Domenico Colaianni, "per le sue qualità artistiche e la verve attoriale tipiche della scuola napoletana". Il direttore artistico del Festival Lorenzo Mattei ha, ovviamente, sottolineato l'impegno del baritono barese per Paisiello, iniziato nel lontano 1988, quando fu protagonista ne "Il barbiere di Siviglia" di G. Paisiello al Petruzzelli con la direzione di Giovanni Di Stefano. È stato proprio il suo primo direttore, nonché vincitore lo scorso anno del Premio Paisiello Festival, a consegnare il premio a Domenico Colaianni, emozionato e come al solito, vulcanico. È certamente un anno positivo per il baritono barese che ha già vinto quest'estate al Festival della Valle della Valle d'Itria il Premio Bacco dei Borboni,e che  è stato protagonista in più opere nella stagione 2014 del Petruzzelli dove si esibirá ancora nei prossimi giorni ne "Il cappello di paglia di Firenze" di Nino Rota. Particolarmente apprezzato dal pubblico l'omaggio che il baritono ha voluto riservare anche a Mario Costa, altro importante compositore tarantino, cantando con grande partecipazione quel capolavoro che è "Era de maggio". La conclusione della serata ha visto i due protagonisti impegnati in un divertente duetto tratto da "L'elisir d'amore" ed il pubblico ha riservato loro ripetuti e convinti applausi. Ottimo l'accompagnamento al pianoforte di Davide Delisanti. Pregevole inizio del Paisiello Festival che si concluderà il 18 p.v. e che vedrà, su questo stesso palco, esibirsi tanti giovani e promettenti artisti.
Nella foto da sx:  Giovanni De Stefano, Domenico Colaianni,, Lorenzo Mattei,  Paolo Ruta.


Gaetano Laudadio

giovedì 4 settembre 2014

MASTER CLASS PER STRUMENTI ALLA FONDAZIONE PAOLO GRASSI DI MARTINA FRANCA

I concerti della Masterclass Internazionale per Strumenti ad Arco "Gioconda De Vito"

Volge al termine la quinta edizione della Masterclass Internazionale per Strumenti ad Arco organizzata dalla Fondazione Paolo Grassi di Martina Franca in memoria di Gioconda De Vito, celebre violinista nativa di Martina Franca, di cui ricorre quest'anno il ventesimo anno dalla scomparsa.

Lunedì 1° settembre sono iniziati i corsi di alto perfezionamento per violino, viola e violoncello, a cura di docenti di fama internazionale: Ulrike Danhofer, Bruno Giuranna e Johannes Goritzki.
La violinista Ulrike Danhofer è stata la prima donna spalla dellOrchestra sinfonica di Graz diretta da Fabio Luisi e Milan Horvat; ha insegnato presso lUniversità di Musica ed Arte Drammatica di Graz e lUniversità della Musica e delle Arti Performative di Vienna ed è giudice in vari concorsi. Tra i vari titoli di cui è insignita, ricordiamo la carica di Presidente della Sezione Austriaca dellESTA (Associazione Europea degli Insegnanti Strumenti ad arco).
Il corpo insegnanti della Masterclass 2014 vanta anche la presenza del noto violista Bruno Giuranna: milanese dorigine, ha suonato con orchestre quali Berliner Philharmoniker, Concertgebouw di Amsterdam, Teatro alla Scala di Milano, e con direttori come Claudio Abbado, Sir John Barbirolli, Sergiu Celibidache, Carlo Maria Giulini e Riccardo Muti. Titolare della Cattedra Internazionale di Viola presso la Royal Academy of Music di Londra nel 1995/1996, ha insegnato alla Hochschule der Künste di Berlino e tiene Corsi di Perfezionamento presso la Fondazione Stauffer di Cremona.
Il violoncellista Johannes Goritzki insegna dal 2008 come professore ordinario al Conservatorio della Svizzera Italiana a Lugano e dal 2010 come "Prince Consort Professor" al Royal College of Music di Londra. Nella sua ampia discografia figura il concerto per violoncello di Othmar Schoeck che è stato premiato con il Grand Prix du Disque- Discobole de L'Europe.

Questa quinta edizione della Masterclass ha visto la partecipazione di 17 giovani musicisti provenienti da ogni parte dItalia e del mondo e si concluderà con un doppio appuntamento concertistico in programma nel fine settimana: sabato 6 settembre alle ore 19,00 nellAuditorium della Fondazione Paolo Grassi gli allievi sfoggeranno le abilità acquisite in un concerto di musica da camera aperto al pubblico, , accompagnati al pianoforte dai Maestri Ettore Papadia, Antonia Valente e Anastasia Gromoglasova.
Alla stessa ora, il giorno seguente (domenica 7 settembre) la Fondazione ospiterà il concerto conclusivo della Masterclass: ad esibirsi saranno i tre docenti che, assieme al M°Ettore Papadia, suoneranno il Quartetto per Pianoforte e Archi in La maggiore, Op. 26 di Johannes Brahms. Nellambito del concerto finale si esibiranno inoltre i migliori allievi di ciascun corso a cui saranno assegnate, come ormai di consueto, le borse di studio del Premio "Francesco Caramia messe a disposizione da Giacinto Caramia, tra i più celebri violoncellisti italiani del XX secolo e figlio del noto oboista di origini martinesi a cui è dedicato il Premio, attivo in forma continuativa sin dalla prima edizione della Masterclass.

Entrambi i concerti sono ad ingresso libero fino ad esaurimento posti.
Ulteriori informazioni sul sito: www.fondazionepaolograssi.it

mercoledì 3 settembre 2014

QUEM QUERIS : DIRIGE ALESSANDRO STEFANELLI

Alessandro Stefanelli e la Ricerca dell’Armonia




Cercare. Ancora cercare.
Sempre cercare. E meravigliarsi.
E gioire. E continuare nella ricerca,
stupefatta del suo procedere sereno e puro
sull’onesto tracciato della dismisura:
sensazione grande, occasione di rinnovamento
delle significazioni più fragili e vulnerabili che abitano il mondo:
nascita di un pensiero che leggiadramente fluttua
sulle lievi asprezze della vita e sorpassa ogni limite ormai troppo usato.

(Attilio Cantore - La Musica e la Grotta)



Sulla scia del pensiero di Flavio Ermini, possiamo affermare, non senza rammarico, che la nostra vita è una terra malamente calpestata, di volta in volta riassestata con mezzi risibili; è una terra di esilio e di abbandono dove si assommano carestie di luce e dove la speranza sembra essere un cartello divelto e sepolto sotto molti strati di macerie. È vero, viviamo in un mondo che ogni giorno innalza cortine (reali e fittizie) fra gli uomini, che ci educa e ci spinge a ostare, a respingere, a recludere ed a stigmatizzare come nemico tutto ciò che ci circonda, anche il nostro vicino. L’alternativa a tale deprecabile situazione può essere solamente la disponibilità, l’apertura, l’accogliere: ciò comporta un’alterazione di quel medesimo (che noi crediamo di essere) in favore di un incontro; significa il decentramento dell’auto-centrismo, la rottura di un farraginoso solipsismo, lo sfuggire alla presa di un io vuoto e fagocitante, un rinunciare ad un soggetto-centro (coscienza polare di sé) e scoprire, al contrario, un fungere della soggettività come luogo di inserzione all’altro, al prossimo; un rovesciamento di baricentro che ci insegni a fidarci (o meglio, ad affidarci) agli altri, per poterci poi riconoscere (senza timori e paure) negli occhi dell’eterno fratello (disse Zweig) e vivere una vera cristiana scuola di fraternità.
Lo sguardo dell’uomo (ma soprattutto quello dell’artista, che è per divina ispirazione l’interprete degli dèi presso di noi) è fondamentalmente contrasto, fusione, identificazione, incontro, integrazione, riconoscimento, ripresa. È indubbio, noi ricerchiamo ognora un contatto, un incontro, un dialogo; ma per ridare alla nostra umanità disorientata qualche segno di speranza bisogna andare ben al di là di un dialogo degli uomini, delle culture o delle credenze: bisogna indirizzarsi lungo i sentieri di un rinvigorente dialogo delle anime (direbbe il musicista Jordi Savall) che possa far risuonare nel mondo l’armonia perduta. Bisogna puntare all’affratellamento, guardando a esso come ad un’arca noachita in cui possano convergere tutte le differenze e possano convivere pacificamente mille nuances contrastanti. Ecco ché il quesito quem queris? (un fosforeggiante “chi cerchi?”) diviene per noi uomini il liquido amniotico del tutto: diviene la chiave di volta della cattedrale della nostra anima.
Il giovane musicista Alessandro Stefanelli, nell’organizzare il raffinato quem queris?”  Concerto-Meditazione per Soli, Coro e Orchestra (che avrà luogo venerdì 5 settembre presso la Chiesa Madre Santa Maria La Nova di Pulsano (TA) alle ore 20:00), ha avvertito la prorompente necessità di superare, in questa nostra terra devastata, il “trauma” umano (potremmo anche dire, etimologicamente, la nostra inguaribile “frattura” spirituale) per affermare, attraverso l’albeggiare della purezza della musica, la pienezza del nostro rapporto con noi stessi, col mondo e col sacro, verso un ricongiungimento autentico che preluda al trionfo sacrosanto dell’armonia.

Quello proposto da Stefanelli è un intenso tragitto fra gli specchi deformanti degli abissi rizomatici del nostro Essere; nella dismisura del silenzio meditativo che il misticismo impone, è una ricerca di vaghi accordi siderali e mai udite intonature dell’esistenza. Fra i vari brani del giovanissimo e talentuoso compositore, vorrei segnalarne almeno tre…

Il Kyrie scatena subito in noi ribollenti emozioni contrastanti, fra lo spavento e l’estasi (Rilke avrebbe detto Schrecken und Entzücken), conducendoci nelle più terribili e venerande caverne del nostro spirito; il primo accordo, vibrante, diviene quasi “nido dell’universo”, primiziale nisus vitale, come stupefatta e appassionata promessa del sorgere e pulsare della nostra istessa vita (spirituale). Vaghe atmosfere rinascimentali  sembrano condurci al cospetto di una possibile rivelazione; in un fremente anelito di pace, il finale s’invola poi misticamente in una cadenza piccarda che in una luce ampia, emblematicamente, trionfa felice, come se sui dolori dell’uomo le stelle posassero infine il loro sguardo mite e augurale.

L’Agnus Dei, prezioso nel cromatismo ricercato, diviene simbolo di perfetta metamorfosi rigenerativa, giacché nella seconda parte sa ben trasfigurare la sua essenza placida e dolce in una virulenta perorazione di grazia, supportato da adamantine e portentose incursioni del clarinetto, sognante nei suoi fremiti apollinei.

Il Signore è mia luce e mia salvezza, dopo un melanconico e soffuso dialogo dell’arpa con il coro (la cui eterea voce aleggia, parrebbe in sordina, come velo claustrale e virgineo), dona voce possente all’orchestra che, vulcanica, sfavilla in un inno di amore e fraternità, verso una rinascenza cosmica.

Degno di lode e plauso l’intento ambizioso di questo sapiente oratorio scritto da Alessandro Stefanelli: cercare primieramente di far risuonare il nostro spirito, oltre ogni dicibile parola ed oltre ogni udibile suono, facendo sì che esso diventi (in un processo di Verwandlung, di fermentativa metamorfosi) eco sublime che rimbalzi fra i simboli della Natura, che tutto dicono meglio, per ritrovare finalmente l’Armonia da lungi perduta (come ci avverte Hölderlin) ma da sempre potentemente presentita.

Questo viaggio letterario e musicale imbastito da Stefanelli ci ricorda che, in mutua santità col mondo e sempre vivendo nella ricerca di persone o momenti che ci donino anders nach Gluckverlangen (altri modi di desiderare la felicità), alla fine del nostro “sogno armonico” molto probabilmente (come direbbe Ghiannis Ritsos) non [ci sarà] più niente che piegh[erà] la [nostra] vita e [c]i faccia abbassare lo sguardo, e non [ci sarà] niente che [noi] non po[tremo] mostrare con orgoglio e cantare, e non [ci sarà] niente che [c]i impedi[rà] di volgere il [nostro] viso verso il sole.


Interpreti



SOLI
Sara Intagliata, soprano
Vincenzo Franchini, alto
Manuel Amati, tenore
Pasquale Greco, baritono


CORO
Soprani: Serena Mastrangelo, Valeria Lagrotta.
Contralti: Ilaria Pasanisi, Roberta Pagano.
Tenori: Antonio Mandrillo, Leo Carucci.
Bassi: Cataldo Lodeserto, Diego Zecchino.


ORCHESTRA
Flauto: Daniela Pascale
Clarinetti: Matteo Mastromarino, Luigi Romano
Corno: Gianni Ruta
Tromba: Giovanni Fanelli
Violini: Francesca Cacciotta, Cristina de Pasquale,
Flavia Madaghiele, Petra Simone, Marco Marzialetti
Viola: Felisia Chiarello, Sabrina Semerato
Violoncello: Alessandra Cacciotta
Contrabasso: Alessandro Iacca
Arpa: Zaira Bruno
Organo: Mariangela Quaranta
Percussioni: Luca Pisto


VOCE NARRANTE
Pierantonio Ruggiero


DIREZIONE

Alessandro Stefanelli

STEFANIA BONFADELLI INAUGURA IL XII° FESTIVAL G. PAISIELLO



Inaugurazione nel segno dello stile e del fascino per il Giovanni Paisiello festival – in programma a Taranto dal 5 al 18 settembre 2014 e giunto quest’anno alla dodicesima edizione –, con lo charme personale e l’incanto canoro di una grande interprete della musica operistica, il famoso soprano Stefania Bonfadelli.

I segreti della vocalità settecentesca e della sua evoluzione nei secoli successivi ci saranno svelati in un prezioso recital, dedicato alle grandi dive del passato e intitolato Era la notte…, in scena venerdì 5 settembre 2014, alle ore 21.00, presso l’accogliente chiostro del MUDI-Museo diocesano, nel borgo antico di Taranto.

Accompagnata al pianoforte dal Maestro Davide Delli Santi, la grande interprete veronese proporrà una serie di brani a tema, che ci guideranno attraverso il tempo del crepuscolo e delle tenebre, così come declinato dai maggiori compositori d’opera italiani (e dai loro librettisti) dal ‘700 al ‘900, da Paisiello a Vaccaj e Bellini, da Rossini a Tosti, passando da Hahn, Mercadante e fino a Puccini, Patti, Catalani.

Precocissima, Stefania Bonfadelli ha iniziato la carriera internazionale alla Staatsoper di Vienna nel 1997 con I Puritani, ove poi ha cantato, come protagonista, ne La Traviata, Rigoletto, La Sonnambula, Romeo et Juliette, Les Contes d’Hoffmann, Guillaume Tell, Così fan tutte, Il Barbiere di Siviglia e Lucia di Lammermoor. Si è poi esibita al Covent Garden di Londra, alla Deutsche Oper di Berlino, alla Staatsoper di Monaco di Baviera, all’Opera di Francoforte, a La Maestranza di Siviglia, ad Amburgo, al Bolshoi di Mosca, a Washington, in Giappone. In Italia ha cantato per le più importanti Fondazioni liriche e Festival internazionali, diretta dai grandi Ozawa, Domingo, Mazel, Oren e Muti, compreso il Festival della Valle d’Itria (Crispino e la comare). È titolare di importanti incisioni per le più prestigiose case discografiche. Tra i prossimi ruoli figura Rosalinde ne Il pipistrello di Johann Strauss al teatro Bellini di Catania.

Il concerto Era la notte… prevede la partecipazione straordinaria del noto baritono Domenico Colajanni, attivo nei migliori teatri internazionali e recente vincitore del Premio “Bacco di Borboni” 2014, assegnatogli durante il Festival della Valle d’Itria 2014.
Nel corso della serata sarà assegnato il prestigioso e ambito “Premio Giovanni Paisiello Festival”, riconoscimento attribuito annualmente a figure di studiosi, personalità dello spettacolo o istituzioni che abbiano contribuito alla riscoperta e valorizzazione del patrimonio musicale di Paisiello.

Ricordiamo che, sempre dal 5 settembre al MUDI, saranno visitabili le due iniziative collaterali al festival 2014: la mostra iconografica per ragazzi I Musicisti Pugliesi, curata da Angelo Pascual De Marzo dell’Associazione Culturale “I luoghi della musica”, con opere realizzate da Rosella Masotti Cianci in cartoncino e tecnica mista, in cui sono rappresentati i più importanti musicisti e compositori pugliesi del ‘700 e ‘800, e la mostra fotografica Istantanee W.I.P. Paisielliane, una rassegna insolita e “frizzante” di scatti di Carmine La Fratta, effettuati spettacolo per spettacolo proprio durante l’edizione 2014 del Giovanni Paisiello festival: un vero work in progress sui concerti e gli spettacoli del Festival.

Il Giovanni Paisiello festival, Premio del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, è organizzato dagli Amici della Musica “Arcangelo Speranza” con il sostegno della Direzione dello spettacolo dal vivo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, nonché della Regione Puglia, del Comune di Taranto e di Medimex; è membro di ReMAOP - Rete dei Festival di Musica Antica e Operistica di Puglia promossa da Puglia Sounds, il programma della Regione Puglia per l’incentivazione del sistema musica.

Sostengono inoltre il Festival Interfidi, Ance, BCC di San Marzano di San Giuseppe, Vittoria Assicurazioni, Confindustria Taranto, Programma Sviluppo, Banca di Taranto e Valdo Spumanti.

 Il recital di Stefania Bonfadelli si terrà presso il chiostro del MUDI – Museo diocesano di Taranto, nel borgo antico della città, con inizio alle ore 21.00 precise. Il costo del biglietto è di € 10,00. I ragazzi fino a 18 anni pagano € 5,00.

Le prevendite a Taranto sono in corso presso la nuova sede degli Amici della Musica in via Toscana n. 22/A - tel. 099.7303972; presso Basile Strumenti Musicali in via Matteotti n° 14 - tel. 099.4526853; presso Box Office in via Nitti n° 106/a - tel. 099.4540763.


Info: 099.7303972 e www.giovannipaisiellofestival.itUlteriori info sul concerto e sull’intera stagione sono disponibili sul sito www.amicidellamusicataranto.it.

martedì 2 settembre 2014

IL PROGRAMMA DELLA XII EDIZIONE DEL PAISIELLO FESTIVAL




Taranto - Nell’incantevole dimora storica di “Arco Paisiello”, il prestigioso centro-eventi sito nel borgo antico di Taranto, sabato mattina 30 agosto è stato presentato ufficialmente il programma del Giovanni Paisiello festival, manifestazione pugliese d’eccellenza della musica e della cultura, dedicata al grande compositore tarantino del periodo tardo-barocco, che giunge quest’anno alla sua dodicesima edizione, in programma a Taranto dal 5 al 18 settembre 2014.

Il musicologo Lorenzo Mattei, direttore artistico del festival, e Paolo Ruta, presidente degli Amici della Musica che organizzano la manifestazione, hanno illustrato al pubblico e alla stampa il programma della raffinata rassegna, segnalando come l’offerta musicale, che in questa edizione è particolarmente ricca, sia indirizzata alla valorizzazione del patrimonio della scuola appulo-napoletana del ‘700, in cui la ricerca, il recupero e la revisione di partiture inedite possa costituire un importante banco di prova per nuove generazioni di interpreti, locali e nazionali.

In questa prospettiva, è apparso importante ritornare a promuovere la vocalità settecentesca con due preziosi recital, dedicati ai grandi divi del XVIII secolo. Nel primo, Era la notte…, che inaugurerà il Festival il prossimo 5 settembre 2014, alle ore 21.00, l’affascinante e bravissimo soprano veronese Stefania Bonfadelli proporrà, insieme con Davide Delli Santi al cembalo, una serie di brani inediti del periodo barocco, volti a ricreare le suggestioni delle accademie settecentesche, anche nella successiva rilettura di autori italiani e ispanofoni a noi più vicini. Questo concerto prevede la partecipazione straordinaria del baritono Domenico Colajanni, vincitore del Premio “Bacco di Borboni” 2014, assegnatogli durante il recente Festival della Valle d’Itria. Sempre nel corso della serata del 5 settembre sarà anche assegnato il prestigioso “Premio Giovanni Paisiello Festival” 2014, riconoscimento attribuito annualmente a figure di studiosi, personalità dello spettacolo o istituzioni che abbiano contribuito alla riscoperta e valorizzazione del patrimonio musicale di Paisiello.

L’integrale dei quartetti per archi di Giovanni Paisiello costituirà il secondo appuntamento del Festival, martedì 9 settembre, con l’ensemble Quartetto d’Archi “Il Partimento” guidato da Fabio Cafaro, curatore anche dell’edizione critica.
Iniziata con i primi quattro, nella la scorsa edizione del Giovanni Paisiello Festival, l’esecuzione integrale (e storicamente informata) si completa con questo concerto, in cui saranno proposti i Quartetti dal n. 5 al n. 9. Si tratta di autentici gioielli della musica da camera del secondo Settecento, in prima esecuzione assoluta in tempi moderni: una vera chicca da intenditori della buona musica.

La vocalità torna per la seconda volta protagonista con l’appuntamento intitolato Le soavi voci dei castrati, previsto per venerdì 12 settembre. Il grande sopranista Paolo Lopez ci trasporterà nel mondo dorato ma anche crudele degli “evirati cantori”, cui la prassi dell’epoca consentiva, a prezzo della menomazione fisica e psicologica, di mantenere una voce soavissima ma potente e luminosa. L’esibizione di Paolo Lopez vedrà il ricco sostegno dell’Orchestra Barocca La Confraternita dei Musici diretta da Cosimo Prontera al cembalo e offrirà una panoramica delle arie d’opera delle generazioni precedenti a quella di Paisiello, con brani di Händel, Leo, Vivaldi, Porpora, onde evidenziare rimandi e derivazioni.

Quest’anno il Festival ha scelto di abbinare la consueta riflessione storica sulla cultura musicale del ‘700 ad uno spazio divulgativo e d’ascolto più piacevole per un pubblico “allargato”. In collaborazione con la rete dei Festival di musica antica in Puglia ReMAOP, saranno approfonditi gli aspetti compositivi e ricettivi legati all’idea di Oriente così come si configurò nel XVIII secolo, laddove tutto quello che si collocava ad est dell’Italia veniva siglato come ‘turcheria’. In Turcherie Barocche, la lezione-concerto proposta da Lorenzo Mattei lunedì 15 settembre, alle esemplificazioni estratte da incisioni discografiche si abbineranno alcune arie eseguite dal vivo (brani di Gluck, Haydn, Mozart, Grétry) dall’Ensemble Barocco Piccinni – ReMAOP, costituito dal soprano Valeria La Grotta e da Attilio Cantore al clavicembalo.

Evento conclusivo e fiore all’occhiello del Giovanni Paisiello Festival 2014 sarà il ritorno alla produzione in forma scenica di un melodramma del compositore tarantino, lo squisito intermezzo a quattro voci La Semiramide in villa, in cui il pubblico potrà apprezzare quella variabilità dei registri stilistici che rese unica l’arte di Paisiello in Europa. Un trionfo di spirito parodistico e di dinamismo scenico e attoriale, messo in scena per la prima volta a Roma, Teatro Capranica (carnevale 1772) e qui rappresentato in prima assoluta in tempi moderni. Allestito, per il cast vocale, in collaborazione con il Festival della Valle d’Itria – Accademia di Belcanto “Rodolfo  Celletti”, l’intermezzo vedrà il noto Maestro Giovanni Di Stefano – già collaboratore del Festival nel 2005 e ancora nel 2008, nonché vincitore del Premio Giovanni Paisiello Festival 2013 – alla direzione d’orchestra e Stefania Panighini alla regia, un’artista di grandi qualità che ha recentemente messo in scena, per il festival tarantino, Le Finte Contesse (2011).

Nell’ambito del Festival 2014, non poteva mancare la consueta attenzione per gli aspetti iconografici e visuali suscitati dalla grande musica prodotta nella nostra regione.
Durante il periodo della rassegna saranno infatti visitabili, presso il MUDI – Museo diocesano di Taranto, la mostra iconografica per ragazzi I Musicisti Pugliesi, curata da Angelo Pascual De Marzo dell’Associazione Culturale “I luoghi della musica”, con opere realizzate da Rosella Masotti Cianci in cartoncino e tecnica mista, in cui sono rappresentati i più importanti musicisti e compositori pugliesi del ‘700 e ‘800, e la mostra fotografica Istantanee W.I.P. Paisielliane, una rassegna insolita e “frizzante” di scatti di Carmine La Fratta, “fotografo da sempre”, effettuati spettacolo per spettacolo proprio durante l’edizione 2014 del Giovanni Paisiello festival: un vero work in progress sui concerti e gli spettacoli del Festival il cui valore artistico ed espressivo ci permetterà quasi di poter udire la musica e le parole che avevano incantato gli spettatori solo poche ora innanzi.

Il Giovanni Paisiello festival, Premio del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, è organizzato dagli Amici della Musica “Arcangelo Speranza” con il sostegno della Direzione dello spettacolo dal vivo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, nonché della Regione Puglia, del Comune di Taranto e di Medimex; è membro di ReMAOP - Rete dei Festival di Musica Antica e Operistica di Puglia promossa da Puglia Sounds, il programma della Regione Puglia per l’incentivazione del sistema musica.

Sostengono inoltre il Festival Interfidi, Ance, BCC di San Marzano di San Giuseppe, Vittoria Assicurazioni, Confindustria Taranto, Programma Sviluppo, Banca di Taranto e Valdo Spumanti.

 Tutti gli spettacoli del Festival si terranno presso l’incantevole chiostro del MUDI – Museo diocesano di Taranto, nel borgo antico della città, con inizio alle ore 21.00 precise, tranne la lezione concerto Turcherie Barocche, prevista per il 15 settembre prossimo, sempre alle ore 21.00 (ingresso su invito), presso il centro-eventi “Arco Paisiello”, in Arco Giovanni Paisiello n. 6, a Taranto.
Nella foto da sx : l'Assessore comunale al marketing territoriale Francesco Cosa, il direttore artistico del Festival Lorenzo Mattei, il Presidente degli Amici della Musica Paolo Ruta e l'Assessore regionale Annarita Lemma. La foto è di Giovanni Fornaro.

Il costo dei biglietti per i concerti è di € 10,00. Per l’opera La Semiramide in Villa il costo dei biglietto è di € 18 per la prima (17 settembre) e di € 13 per la replica (18 settembre). I ragazzi fino a 18 anni pagano € 5,00.

Le prevendite a Taranto sono in corso presso la nuova sede degli Amici della Musica in via Toscana n. 22/A - tel. 099.7303972; presso Basile Strumenti Musicali in via Matteotti n° 14 - tel. 099.4526853; presso Box Office in via Nitti n° 106/a - tel. 099.4540763.


Info: 099.7303972 e www.giovannipaisiellofestival.itUlteriori info sul concerto e sull’intera stagione sono disponibili sul sito www.amicidellamusicataranto.it.