mercoledì 17 giugno 2020

Il Museo Teatrale alla Scala riapre al pubblico sabato 20.

Il Museo Teatrale alla Scala riapre al pubblico sabato 20 e Domenica 21, in occasione della Festa internazionale della musica, l’ingresso sarà libero.
Sui canali Facebook e YouTube del Museo e del Teatro cinque artisti torneranno al Museo per festeggiare sul pianoforte appartenuto a Franz Liszt: Eleonora Buratto, Michele Gamba, Andrea Mastroni, Orazio Sciortino e James Vaughan.
La ripresa dell’attività di quello che è tradizionalmente uno dei musei cittadini più visitati coincide nel fine settimana con la Festa della musica, la celebrazione internazionale che ogni 21 giugno unisce musica e solstizio d’estate ideata nel 1982 dal Ministro della Cultura francese Jack Lang.
A partire dal 1995 la Festa si è trasformata in un importante appuntamento europeo.
Domenica 21 giugno l’ingresso al Museo sarà gratuito. Si ricorda che a causa delle misure di sicurezza sanitaria è comunque necessario prenotare la visita sul sito www.museoscala.org(vedi sotto tutte le modalità di ingresso e acquisto). Le misure di sicurezza impediscono per ora anche di organizzare eventi musicali aperti al pubblico nelle sale del Museo: un elegante “salotto” ottocentesco dagli spazi purtroppo ristretti. Il Museo non ha tuttavia voluto rinunciare a un momento musicale per celebrare la Festa della Musica e anticipare i piccoli concerti che ogni anno punteggiano il calendario dei suoi eventi culturali. Per questo ha riunito alcuni artisti amici per una festa musicale che sarà visibile sulla pagina Facebook del Museo e sulle pagine Facebook e YouTube del Teatro alla Scala domenica 21 alle ore 11. Il concerto al Museo farà anche parte dello speciale dedicato alla Festa della Musica da Classica HD.
La Festa della Musica al Museo riunisce in Sala Esedra momenti musicali diversi tra opera, pianismo e musica contemporanea, accomunati dall’uso del pianoforte donato dalla ditta Steinway a Franz Liszt nel 1883.
Apre il programma il soprano Eleonora Buratto, che alla Scala ha cantato Adina nell’Elisir d’amore diretto da Fabio Luisi. La sua carriera, sostenuta da Riccardo Muti che l’ha diretta al Festival di Salisburgo già nel 2009, ha visto negli ultimi anni nuovi debutti al Metropolitan, al Covent Garden (2018), e alle Staatsoper di Vienna e Berlino (2019). Tra i suoi ruoli d’elezione è Mimì ne La bohème e anche al Museo canterà proprio “Sì, mi chiamano Mimì” insieme a “Morrò ma prima in grazia” da Un ballo in maschera e due romanze di Tosti. La accompagna James Vaughan, primo maestro di sala del Teatro alla Scala, imprescindibile punto di riferimento per ogni cantante che calchi il palcoscenico del Piermarini.
James Vaughan accompagna anche Andrea Mastroni, nome emergente tra le voci di basso nel cui curriculum compaiono studi di filosofia e una preparazione da clarinettista. Richiesto da teatri come il Metropolitan, l’Opera di Zurigo e il Covent Garden, Mastroni, che ha partecipato all’incisione di Serse di Händel con Il pomo d’oro per DG e ha inciso l’album händeliano Melancholia per Egea Music, presenterà tre aspetti assai diversi del suo repertorio: l’aria di Rocco da Fidelio, quella di Mustafà dall’Italiana in Algeri e un Lied da Die schöne Müllerin.
Lo Steinway appartenuto a Franz Liszt è protagonista nell’impaginato proposto da Orazio Sciortino. Pianista e compositore (la sua fiaba musicale La Gattomachia è stata eseguita al Piermarini dai Cameristi della Scala, l’opera La paura da Federico De Roberto è stata presentata al Coccia di Novara), Sciortino ha inciso per Sony, oltre a un CD di sue composizioni per pianoforte, un album di trascrizioni operistiche di Tausig e Liszt. Per la festa al Museo riproporrà trascrizioni lisztiane in ideale corrispondenza con le opere esposte: oltre a Donizetti e Gounod, le parafrasi verdiane di Rigolettoe del Requiem, la cui partitura è custodita al Museo.
Conclude il concerto uno sguardo sul presente e sull’avvenire. Michele Gamba, pianista e direttore d’orchestra che alla Scala, dopo due sostituzioni in I due Foscarie Le nozze di Figaro, ha diretto nella scorsa stagione L’elisir d’amore, prima del lockdown stava provando Madina, il nuovo lavoro di teatrodanza di Fabio Vacchi. In attesa di poterlo riprendere in Teatro, Gamba ne parlerà in una lezione concerto sul linguaggio musicale di Vacchi e di Luca Francesconi con esempi al pianoforte dalle partiture di Madina e del concerto per violoncello di Francesconi Das Ding singt, che ha recentemente diretto nell’ambito del festival Milano Musica con la Verdi.
La Festa della Musica al Museo Teatrale alla Scala
Programma
Eleonora Buratto, soprano
James Vaughan, pianoforte
Giuseppe Verdi Morrò ma prima in grazia (da Un ballo in maschera)
Giacomo Puccini Sì, mi chiamano Mimì (da La bohème)
Francesco Paolo Tosti L’alba separa dalla luce l’ombra
Aprile
Andrea Mastroni, basso
James Vaughan, pianoforte
Ludwig van Beethoven Hat man nicht auch Gold beineben (da Fidelio)
Gioachino Rossini Già d’insolito ardore nel petto (da L’italiana in Algeri)
Franz Schubert Der Neugierige (dal ciclo Die schöne Müllerin)
Orazio Sciortino, pianoforte
Charles Gounod/Franz Liszt Les Adieux: Rêverie sur un motif de l'opéra Romeo et Juliette Gaetano Donizetti/Franz Liszt Réminiscences de Lucia de Lammermoor
Giuseppe Verdi/Franz Liszt: Agnus Dei dalla Messa da Requiem di Giuseppe Verdi
Giuseppe Verdi/Franz Liszt: Paraphrase de concert sur Rigoletto
Michele Gamba, pianoforte
La Scala e la musica d’oggi, tra presente e futuro
Lezione con esempi al pianoforte da Das Ding singt di Luca Francesconi e Madina di Fabio Vacchi

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