mercoledì 3 marzo 2021

Zubin Mehta torna a dirigere l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino. Con lui il pianista Rudolf Buchbinder.

 

Zubin Mehta torna a dirigere l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino.

Con lui il pianista Rudolf Buchbinder.

 



In programma un brano composto da Fabio Vacchi, commissionato dal Maggio e in prima esecuzione assoluta, e tre composizioni di Wolfgang Amadeus Mozart tra cui il concerto in re minore K. 466 per pianoforte e orchestra. Il concerto verrà registrato sabato 6 marzo 2021 e successivamente trasmesso in streaming.

 

Nel mese di marzo sono previste le registrazioni di altri tre concerti sinfonici di sir Eliot Gardiner, Manfred Honeck e Zubin Mehta e infine l’opera Così fan tutte, di Wolfgang Amadeus Mozart, diretta da Zubin Mehta nel nuovo allestimento con la regia di Sven-Erich Bechtolf

 

Il maestro Zubin Mehta dopo il concerto sinfonico corale La Creazione di Haydn, l’Otello verdiano dello scorso novembre 2020 e il concerto ‘fuori programma’ che proseguiva il ciclo delle sinfonie schubertiane iniziato la scorsa estate (registrato ai primi di febbraio e ancora visibile in streaming sul sito della Fondazione fino all’11 marzo dove ha collezionato già più di 10mila visualizzazioni), riprende il podio del Maggio per dirigere l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino in un concerto che sarà registrato sabato 6 marzo 2021 e che verrà altrettanto successivamente trasmesso in streaming. Sul palco, insieme a lui, il pianista Rudolf Buchbinder. In programma una prima esecuzione assoluta di una partitura di Fabio Vacchi e tre composizioni mozartiane: l’Ouverture da Le nozze di Figaro, il Concerto in re minore K. 466 per pianoforte e orchestra e la Sinfonia n. 40 in sol minore K. 550.

Il concerto era previsto in abbonamento alla Stagione sinfonica 20/21 nello stesso giorno in cui verrà ora registrato; in ottemperanza alle limitazioni imposte per l’emergenza sanitaria che tengono chiusi i teatri al pubblico, il Maggio ha deciso di eseguire comunque il concerto per registrarlo e trasmetterlo successivamente in streaming. Di conseguenza il Teatro rimborserà chi aveva acquistato i biglietti relativi. Sarà possibile richiederne il rimborso dal 4 marzo e fino al 30 marzo; sul sito del Maggio (www.maggiofiorentino.com) le istruzioni per ottenerlo.

Nel mese di marzo sono previste le registrazioni - che verranno trasmesse successivamente - di altri tre concerti sinfonici: di sir Eliot Gardiner il 9 marzo, Manfred Honeck il 21 marzo e Zubin Mehta il 27 marzo con la violinista Vilde Frang e infine il 28 marzo, l’opera Così fan tutte, di Wolfgang Amadeus Mozart, diretta da Zubin Mehta nel nuovo allestimento con la regia di Sven-Erich Bechtolf.

In apertura del concerto registrato il 6 marzo una commissione del Maggio al compositore Fabio Vacchi, in prima assoluta e che fa parte del progetto “Nuove musiche per questo tempo” sostenuto da Enel: Beethoven e la primavera ritrovata. Il brano nasce da una lettura approfondita di Fabio Vacchi delle Lettere dal Carcere di Nelson Mandela e dalla commissione di un melologo dalla Paris Mozart Orchestra sempre inerente alla figura del grande politico e Premio Nobel sudafricano. “Mi colpì l’energia positiva che Mandela attingeva dalla musica: dal jazz e dal rock&roll, con le loro sorgenti nel blues, e da Beethoven. Ma mi lasciò senza fiato – scrive Vacchi nel programma di sala - anche la sua forza d’animo, grazie alla quale le lettere che gli scrivevano amici e famigliari erano in grado, a suo dire, di far irrompere la primavera nella sua cella. Dentro di me è scattata una profonda associazione immaginifica con l’uscita dal lockdown, dalla paura e dall’ansia, giusto in tempo per ritrovare la primavera, la vita, e forse per cominciare a guardarla in un altro modo.

 






La locandina del concerto procede con un programma poi tutto dedicato a Wolfgang Amadeus Mozart
, un trittico di capolavori tra i più noti e rappresentativi del Salisburghese. Inizia con l’ouverture de Le nozze di Figaro, una luce di gioia in tutta la sua freschezza musicale che in pochi minuti offre uno spaccato del suo teatro musicale, e procede con il Concerto in re minore K. 466 per pianoforte e orchestra che verrà eseguito dal maestro Rudolf Buchbinder. In questa pagina enigmatica si mostra una sorta di tormento interiore del musicista che evidenza un profondo e sincero coinvolgimento emotivo che sembra avvicinarsi ai toni molto cupi del Don Giovanni. Il concerto si chiude con la Sinfonia n. 40 in sol minore K. 550, una delle più celebri ed eseguite sinfonie mozartiane - la penultima della sua produzione sinfonica - dall’apparente gaiezza e invece percorsa da un’agitazione oscura e da una tensione continua.

Il programma di sala sarà disponibile gratuitamente sul sito del Teatro alla pagina dedicata al concerto

La durata complessiva è di un’ora e quindici minuti circa.

Ouverture da Le nozze di Figaro
Il 1 maggio 1786 debutta al Burgtheater di Vienna il primo dei tre capolavori realizzati da Mozart in collaborazione con Lorenzo Da Ponte: Le nozze di Figaro. La fonte letteraria è la tanto discussa commedia di Beaumarchais Le mariage de Figaro, colpevole di aver suscitato sospetti e timori per i suoi contenuti satirico-politici. Mozart riesce però ad aggirare l’ostacolo concentrando l’attenzione sulla girandola di equivoci amorosi, tranelli, sospetti, incontri clandestini e agnizioni che nelle Nozze si susseguono senza tregua. E così, fin dalle primissime battute della celeberrima Ouverture Mozart imprime alla sua musica un ritmo serratissimo, esuberante, irresistibile e quel vorticoso brulichìo di quartine degli archi ci trascina in un attimo nella folle journée di Figaro e compagni: è l’apoteosi del movimento allo stato puro, che sottolinea la concitazione di un giorno ricco di eventi e di aspettative come quello del matrimonio del protagonista.

Concerto in re minore K. 466 per pianoforte e orchestra
Negli anni che seguono il suo trasferimento a Vienna, Mozart divide la sue giornate tra attività compositiva e concerti come solista al pianoforte. Sono molti e di altissima fattura i concerti confezionati in quegli anni, prodotti per soddisfare le esigenze del pubblico viennese che tanto apprezzava il genere. Tuttavia con il passare del tempo Mozart trasforma il concerto per pianoforte e orchestra, ritenuto un genere di puro svago musicale, in qualcosa di nuovo, in un laboratorio dove sperimentare, pur nel rispetto della forma classica, nuove soluzioni espressive. Esempio perfetto di questa nuova concezione è il Concerto per pianoforte e orchestra in re minore K. 466 composto nel febbraio del 1785. Per la prima volta Mozart adotta in un concerto una tonalità tragica come il re minore, teatralizzando il confronto dialettico tra le due individualità sonore in campo. Nei tre movimenti (Allegro - Romanza - Rondò) vediamo solista e orchestra fronteggiarsi come due entità contrapposte in un clima carico di pathos. Rapide accensioni, continue oscillazioni tonali, ritmo incalzante e melodie inquiete sono al centro di quest’opera che rivela aspetti inediti della creatività mozartiana e che grazie a questa veste “pre-romantica” si assicurò il favore dei posteri. Entrato stabilmente in repertorio, si dice fosse il concerto mozartiano prediletto da Beethoven, che ne compose anche le cadenze.

Sinfonia n. 40 in sol minore KV 550
Il 1788 è l’anno che segna l’addio di Mozart al genere sinfonico con le ultime tre Sinfonie - K. 543, K. 550, K. 551 - realizzate in soli tre mesi e forse pensate come unico grande affresco sonoro. Nell’estate di quell’anno Mozart vive un periodo molto tormentato. Dopo lo scarso successo del Don Giovanni a Vienna, il compositore è angosciato dai debiti e provato dalle ristrettezze economiche e spera quindi di risollevarsi con quelle tre sinfonie composte di getto in uno straordinario impeto creativo. Tra la serenità che pervade la Sinfonia K. 543 e la grandiosità solenne della K. 551 Jupiter, la Sinfonia in sol minore K. 550 si distingue per il carattere “notturno” e dolente. I quattro movimenti della sinfonia (Molto Allegro - Andante - Minuetto - Allegro assai) accolgono al loro interno un nuovo sentimento di inquietudine profonda che serpeggia in orchestra dall’inizio alla fine. Se il primo movimento, privato della canonica introduzione lenta, spicca per l’attacco immediato affidato agli archi - tra i più suggestivi mai scritti - l’Andante che segue assume toni nobili ed elegiaci. Il Minuetto alterna severità barocca e movenze galanti, mentre l’Allegro assai (che ispirò anche lo Scherzo della Quinta Sinfonia di Beethoven) chiude l’opera con un moto rapido e inesorabile di forte impatto drammatico.

Rai Cultura trasmette in streaming su Rai Play lo Stabat Mater di Rossini con Myung-Whun Chung e Coro e Orchestra della Scala.

 

Rai Cultura trasmette in streaming su Rai Play

lo Stabat Mater di Rossini con Myung-Whun Chung

e Coro e Orchestra della Scala.

 


Il capolavoro rossiniano sarà eseguito insieme alla “Trauersymphonie” di Haydn.

Cantano Rosa Feola, Veronica Simeoni, René Barbera e Alex Esposito.

Alla diretta venerdì 5 seguiranno differite su Radio3 il 29 marzo alle 20.30

e su Rai5 il 31 marzo alle 21.15

 

Venerdì 5 marzo alle 18 Rai Cultura trasmette in diretta su RaiPlay e sul sito web del Teatro il ritorno del Maestro Myung-Whun Chung dopo il folgorante concerto beethoveniano dello scorso ottobre con la Filarmonica (in cui si era esibito anche come pianista nel Triplo concerto insieme a Khachatrian e Dindo) proponendo un imponente programma sacro che con lo Stabat Mater di Rossini segna il ritorno in una grande produzione del Coro diretto da Bruno Casoni. Duramente colpito nello scorso inverno dal focolaio di Covid-19 che aveva portato alla cancellazione della nuova produzione di Lucia di Lammermoor prevista per l’inaugurazione di stagione, il Coro è stato nuovamente presente a gennaio nella ripresa di Così fan tutte ma a ranghi ridotti. Ora tornerà a pieno organico occupando i palchi del Teatro mentre l’orchestra e i solisti Rosa Feola, Veronica Simeoni, René Barbera e Alex Esposito troveranno posto, distanziati, in platea.

La diretta del 5 marzo fa parte di una serata dedicata da RaiPlay alla musica sacra: alle 20.30 sarà trasmesso Ein deutsches Requiem di Johannes Brahms con Coro e Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretti da Antonio Pappano con i solisti Chen Reiss e Thomas Tatzl.

Il concerto diretto dal M° Chung sarà inoltre trasmesso da Rai Cultura in differita radiofonica su Radio3 il 29 marzo alle 20.30 e in differita televisiva su Rai5 il 31 marzo alle 21.15.

 

Il programma si apre con la Sinfonia Hob. 44 “Trauersymphonie” completata da Haydn nel 1772. Con i suoi quattro movimenti in mi e la conclusione in minore è la più celebre del cosiddetto periodo “Sturm und Drang” del compositore e presenta un affascinante equilibrio tra forma classica e turbamenti preromantici.

Lo Stabat Mater di Rossini nasce nel 1831, per la fruizione esclusivamente privata dell’arcidiacono di Madrid; Rossini non l’aveva neanche scritta tutta di suo pugno. Con la morte dell’arcidiacono nel 1837 il lavoro passò a una casa editrice parigina e la vicenda finì in tribunale. Quando Rossini rientrò in possesso del manoscritto, completò i numeri mancanti per firmare una delle pagine sacre più straordinarie dell’Ottocento italiano.

Lo Stabat Mater fu eseguito in prima assoluta al Théâtre Italien di Parigi e subito dopo nella Basilica di San Petronio a Bologna. Titolo ricorrente nei concerti di Chung, era un cavallo di battaglia del suo mentore, Carlo Maria Giulini.

 

Myung-Whun Chung, il cui debutto al Piermarini risale al 1989 sul podio della Filarmonica e al 1992 in buca per una sensazionale Lady Macbeth del distretto di Mcensk di Šostakovič, alla Scala ha diretto anche Salome, Madama Butterfly e Idomeneo, Der Freischütz di Carl Maria von Weber e tre titoli verdiani: Simon Boccanegra, Don Carlo e La traviata. In campo sinfonico ha spaziato dalle sinfonie di Beethoven, Čajkovskij e Mahler all’amatissimo Messiaen, ospite regolare e amatissimo al Piermarini (nella stagione Sinfonica e in quella della Filarmonica) e in numerosissime tournée in Europa e in Asia.  

 

Già interprete alla Scala della Gazza ladra e del Don Pasquale diretti da Riccardo Chailly, de L’elisir d’amore diretto da Michele Gamba e de Il turco in Italia diretto da Diego Fasolis, ultimo spettacolo andato in scena nel febbraio 2020 prima dell’emergenza sanitaria, Rosa Feola è tra i più brillanti giovani soprano del nostro tempo. Oltre che con i maestri sopra citati, ha cantato con direttori quali Zubin Mehta, Donato Renzetti, Bruno Campanella, Pinchas Steinberg, Carlo Rizzi, Daniele Rustioni e in diverse occasioni con Riccardo Muti in alcuni momenti fondamentali della sua carriera, da I due Figaro di Mercadante a Salisburgo ai debutti negli Stati Uniti e in Giappone.

 

Veronica Simeoni, che ha già cantato Stabat Mater alla Scala nell’edizione diretta da Riccardo Chailly nel 2008, ha studiato con Raina Kabaivanska prima di imporsi tra le voci di mezzosoprano più richieste a livello internazionale. Interprete di riferimento nel repertorio belcantistico e nell’opera francese (Damnation a Roma con Gatti/Michieletto), si è recentemente orientata su titoli e personaggi del periodo successivo, da Santuzza a Eboli (ultimamente a Venezia con Chung/Carsen) e Azucena (Macerata, Venezia).

 

Il temibile re bemolle acuto del “Cujus animam” sarà intonato da René Barbera, già apprezzato alla Scala come Ernesto nel Don Pasquale con Chailly/Livermore, come Alfredo con Chung, e Nemorino con Gamba nel 2019. Dopo la vittoria al concorso Operalia del 2019 Barbera si è imposto tra le voci maschili di riferimento in campo belcantistico, ma non solo: da ricordare oltre alle numerose prove come Duca di Mantova la Messa da Requiem di Verdi con Currentzis.   


Alex Esposito ha collaborato con direttori come Claudio Abbado, Antonio Pappano, Myung-Whung Chung (con cui ha aperto la scorsa Stagione del Teatro La Fenice come Filippo II in Don Carlo), Kent Nagano e Daniele Gatti (con cui ha aperto la Stagione 2017/18 dell’Opera di Roma con La damnation de Faust). Alla Scala ha cantato Leporello nel Don Giovanni, parte che ha sostenuto nei maggiori teatri europei e Papageno in Die Zauberflöte, e ha ottenuto plauso unanime come Fernando ne La gazza ladra diretta da Chailly e Selim ne Il turco in Italia diretto da Fasolis. Alex Esposito ha vinto il Premio Abbiati come miglior cantante nel 2006.

 

TCBO: SEI NUOVI CONCERTI IN STREAMING PER SEI DOMENICHE CONSECUTIVE.

 



Dal 7 marzo all’11 aprile sul canale YouTube

Protagonisti sul podio Daniel Oren, Vincenzo Milletarì, Gianluca Capuano, Oksana Lyniv, Stefano Conticello e Alberto Malazzi, e nella veste di solisti Enrico Dindo e Maurizio Baglini 

Si arricchisce di sei appuntamenti inediti, con otto interpreti protagonisti insieme ai complessi artistici del Comunale di Bologna, il cartellone sinfonico online del teatro felsineo. Ogni domenica pomeriggio alle 17.30 in streaming sul canale YouTube, a partire dal 7 marzo e fino all’11 aprile, sarà possibile assistere gratuitamente ai nuovi concerti registrati a porte chiuse nella Sala Bibiena, proposti nell’ambito dell’iniziativa “Aperti, nonostante tutto” lanciata dall’ANFOLS.

Si parte domenica 7 marzo con il Concerto per violoncello e orchestra op. 104 di Antonín Dvořák interpretato da Enrico Dindo, caposaldo del repertorio violoncellistico con cui il solista torinese ha uno stretto rapporto fin dalla vittoria del concorso “Rostropovič” di Parigi nel 1997. Torna sul podio dopo venticinque anni di assenza l’israeliano Daniel Oren, musicista particolarmente legato al teatro bolognese negli anni ‘80 e ‘90, che propone inoltre la Sinfonia n. 6 in si minore op. 74 “Patetica” di Čajkovskij.

Al suo debutto con l’Orchestra del TCBO, il direttore trentenne Vincenzo Milletarì – scelto da Riccardo Muti per la sua Accademia dell’Opera Italiana e già affermato a livello europeo – presenta nel concerto trasmesso il 14 marzo Le Ebridi op. 26 di Felix Mendelssohn, la Sinfonia n. 8 in si minore D. 759 “Incompiuta” di Franz Schubert e la Sinfonia n. 38 in re maggiore K 504 “Praga” di Wolfgang Amadeus Mozart.

Si tratta di una prima volta al Comunale anche per il direttore d’orchestra Gianluca Capuano, balzato agli onori della cronaca internazionale per aver diretto in emergenza la Norma di Bellini con Cecilia Bartoli al Festival di Edimburgo nel 2016, che nell’appuntamento del 21 marzo affronta due pagine di Schubert, l’Ouverture n. 2 “in stile italiano” in do maggiore D. 591 e la Sinfonia n. 6 in do maggiore “La piccola” D. 589, oltre alla Sinfonia in re minore op. 34 del compositore austriaco Anton Eberl.

Il 28 marzo protagonista è la bacchetta di Oksana Lyniv, che avrebbe dovuto dirigere un concerto nella scorsa stagione sinfonica del Comunale, cancellato a causa della pandemia, e che nel 2021 sarà la prima donna nella storia del Festival di Bayreuth a salire sul podio del Festspielhaus. Il concerto a Bologna segna il debutto italiano della musicista ucraina, che propone la Sinfonia n. 25 in sol minore K 183 di Mozart e la Sinfonia n. 2 in do maggiore op. 61 di Robert Schumann.

Per la domenica di Pasqua, il 4 aprile, l’Orchestra e il Coro del Comunale diretti da Alberto Malazzi sono impegnati in pagine sacre come la Sinfonia al Santo Sepolcro in si minore RV 169 e il Credo in mi minore RV 591 di Antonio Vivaldi, o come l’Offertorio Misericordias Domini KV 222 e il Mottetto Ave Verum Corpus KV 618 di Mozart, cui si aggiunge dello stesso compositore anche l’Adagio e fuga in do minore KV 546; e ancora la Messa in sol maggiore per soli, coro e archi D. 167 di Schubert e la Cantata Corale Christedu Lamm Gottes di Mendelssohn.

Programma tutto mozartiano, domenica 11 aprile, per il sesto dei nuovi concerti in streaming su YouTube realizzati ad hoc con gli artisti in presenza: Maurizio Baglini, pianista dall’intensa carriera come solista e camerista e direttore artistico dell’Amiata Piano Festival, interpreta il Concerto per pianoforte e orchestra K 503; sul podio Stefano Conticello, che dirige anche l’Ouverture dal Flauto magico e la Sinfonia n. 35 in re maggiore K 385 “Haffner”.

martedì 2 marzo 2021

Il 5 marzo alle 21.00 Yves Abel dirige Bizet e Saint-Saëns con il virtuoso del pianoforte Alessandro Taverna, in diretta dal Teatro Lirico di Cagliari.

 Yves Abel dirige Bizet e Saint-Saëns con il virtuoso del pianoforte Alessandro Taverna, in diretta dal Teatro Lirico di Cagliari, il 5 marzo alle 21, su Videolina e in live streamingin collaborazione con il Gruppo L’Unione Sarda.

 



Dopo il grande successo di ascolti e il pieno gradimento del pubblico dei primi cinque concerti, ecco il sesto appuntamento di quest’anno per tutta l’affezionatissima platea virtuale del Teatro Lirico di Cagliari che prosegue la rassegna “Inverno in musica 2021” e viene diffuso, in diretta televisiva e sui canali web del Gruppo L’Unione Sarda, sempre grazie alla collaborazione fra la fondazione lirico-sinfonica sarda e il gruppo editoriale che riunisce il più antico quotidiano regionale, con l’emittenza televisiva e le piattaforme web.

 

Si tratta di un concerto sinfonico che propone all’ascolto del pubblico due fra le pagine più raffinate e di raro ascolto del Romanticismo e del Classicismo musicali francesi e che viene trasmesso in diretta dal Teatro Lirico di Cagliari, venerdì 5 marzo alle 21, sull’emittente televisiva Videolina (Canale 10 del Digitale Terrestre - su satellite al Canale 819 di Sky e TivùSat) e in live streaming su www.videolina.it e www.unionesarda.it.

 

Il programma musicale prevede l’esecuzione di: Sinfonia in Do maggiore di Georges Bizet; Concerto per pianoforte e orchestra in sol minore n. 2 op. 22 di Camille Saint-Saëns.

 

Composta nel 1855 da un appena diciassettenne Georges Bizet (1838-1875), la Sinfonia in Do maggiore è il suo primo, importante lavoro che però, per vicende ancora oscure, resta nell’oblìo fino addirittura al 1933, quando il critico francese Jean Chantavoine la scopre nella Biblioteca del Conservatorio di Parigi e racconta il fatto in un articolo che viene letto anche dal direttore d’orchestra Felix Weingartner, parecchio celebre all’epoca, che, molto interessato alla composizione bizetiana che definì «graziosa e molto raffinata nella forma e nell’orchestrazione», dirige la prima esecuzione a Basilea nel 1935, nella quale l’opera riporta un vivissimo successo.

Il Concerto per pianoforte e orchestra in sol minore n. 2 op. 22 di Camille Saint-Saëns (1835-1921) è senza dubbio il più celebre del prolifico compositore francese e viene composto ed eseguito per la prima volta, al Cirque d’Hiver di Parigi, nello stesso 1868, con l’autore nella veste di solista al pianoforte e, sul podio, Anton Rubinstein al quale viene dedicato il concerto. L’opera è caratterizzata da uno sfolgorante virtuosismo che trova le sue origini soprattutto nella tradizione classica di Mendelssohn e nell’accademia pura di Muzio Clementi, piuttosto che nel romanticismo fluente di Schumann e Chopin.

 

La serata segna, anche se sempre “a porte chiuse”, il proseguo dell’attività musicale del Teatro Lirico di Cagliari, in occasione appunto della rassegna “Inverno in musica 2021”: infatti in ottemperanza al Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri (14/01/2021), emanato al fine di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19, tutti gli spettacoli aperti al pubblico, in programma fino al 5 marzo 2021, sono sospesi. Ciò non impedisce, come in questo caso, che gli spettacoli si tengano ugualmente e il pubblico possa partecipare, comodamente da casa propria, attraverso la televisione o il web. In sala, quale unico e simbolico spettatore, come ormai apprezzata consuetudine, sarà presente il sovrintendente Nicola Colabianchi.

 

L’esecuzione del concerto che si attiene alle ormai note norme di sicurezza dettate dall’emergenza sanitaria da COVID-19, prevede il ritorno sul podio del Teatro Lirico di Cagliari di Yves Abel, bacchetta canadese (Toronto, 1963) già applaudita a Cagliari (Carmen nel 2005 e numerosi concerti, tra cui, lo scorso dicembre, il Concerto di Natale con la Messa di Gloria di Mascagni), che dirige l’Orchestra del Teatro Lirico. Al pianoforte si esibisce Alessandro Taverna, giovane pianista veneto (è nato a Portogruaro nel 1983) in grande ascesa, indicato dalla critica musicale inglese come «successore naturale del suo grande connazionale Arturo Benedetti Michelangeli», che ha debuttato a Cagliari il 7 febbraio 2019 con un raffinato recital di musica da camera dedicato a Johann Sebastian Bach e César Franck.

 

Lo spettacolo ha una durata complessiva di 60 minuti circa e prevede il commento dallo studio di Teresa Piredda e la regia televisiva di Angelo Palla.

 

La replica dello spettacolo è prevista, sempre sull’emittente Videolina, per domenica 7 marzo alle 18. Inoltre la registrazione della diretta è disponibile on demand su www.videolina.it.

 



Inverno in musica 2021

 

 

venerdì 5 marzo, ore 21 (diretta)

domenica 7 marzo, ore 18 (replica)

 

Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari

direttore Yves Abel

pianoforte Alessandro Taverna

 

 

Georges Bizet

Sinfonia in Do maggiore

(35 minuti circa)

 

Camille Saint-Saëns

Concerto per pianoforte e orchestra in sol minore n. 2 op. 22

(25 minuti circa)

 

 

 

La serata viene diffusa in diretta su Videolina (Canale 10 del Digitale Terrestre - su satellite al Canale 819 di Sky e TivùSat) e in live streaming su www.videolina.it e su www.unionesarda.it,

la replica è disponibile su Videolina e la registrazione della diretta on demand su www.videolina.it

Venerdì 5 marzo alle 20.30 e sabato 13 marzo alle 15.00 il 3° concerto Stagione Sinfonica 2021 dal Teatro Filarmonico di Verona.

 

 

Ingegno atipico

3° concerto Stagione Sinfonica 2021

 

da venerdì 5 marzo alle 20.30 · webTV arena.it/tv e YouTube

sabato 13 marzo alle 15.00 · Facebook e Telenuovo (canale 11)

 

Per il terzo appuntamento della Stagione Sinfonica, dal titolo Ingegno atipico, Jacopo Brusa debutta sul podio del Filarmonico alla guida del Coro e dell’Orchestra areniani in un programma che riscopre le pagine meno eseguite di Verdi e Ponchielli, autori noti soprattutto per la produzione operistica.

Il concerto andrà in onda su Telenuovo e sarà trasmesso in streaming sui canali social di Fondazione Arena (Facebook, YouTube e sulla webTV arena.it/tv).

 

Apre il concerto il Quartetto in mi minore (versione per orchestra d’archi), unica composizione da camera del catalogo verdiano arrivata fino a noi, scritta nella primavera del 1873 durante un soggiorno napoletano. Verdi, infatti, vi si trovava per il debutto di Aida al Teatro San Carlo, quando il soprano si ammalò improvvisamente costringendo così a posticipare l’esecuzione dell’opera. Il compositore quindi, «nei momenti di ozio all'albergo Crocella», come dichiara, compone il Quartetto che viene eseguito per la prima volta il 1° aprile di quello stesso anno. Tuttavia, sostenendo forse con tono polemico che il Quartetto era rimasto pressoché sconosciuto negli anni, per lungo tempo Verdi si rifiuterà di farlo eseguire in Italia. Verdi soffriva di essere considerato, in certi ambienti colti, un compositore “di serie B” per il solo fatto di essere un operista puro. In più, era credenza comune che la scrittura per quartetto d’archi (genere cameristico per eccellenza) fosse appannaggio dei compositori tedeschi. Nei confronti di questa sua composizione da camera Verdi aveva un atteggiamento che oscillava fra la noncuranza un po’ amareggiata, la gelosa protezione e la difesa dall’incomprensione del pubblico.

Solamente a seguito di alcune rappresentazioni estere, il Quartetto viene proposto a Milano nel 1876 – dove ottiene grande successo – e da allora è entrato stabilmente nel repertorio cameristico e sinfonico. 

 

La seconda parte del concerto è dedicata ad un’altra perla rara del panorama di fine Ottocento: la Messa op. 20 di Ponchielli per solisti, coro e orchestra. Si tratta dell’unica composizione sacra sopravvissuta dell’autore cremonese composta negli ultimi anni della sua vita, mentre era Maestro di Cappella presso la Basilica di Santa Maria Maggiore a Bergamo. L’incarico, ottenuto nel 1881, prevedeva anche la stesura di alcune composizioni e così nasce la Messa op. 20, eseguita la notte di Natale del 1882.

Ponchielli la riteneva al pari di un nuovo melodramma con cui debuttare: come si evince dal suo epistolario, egli voleva garantirsi un esordio all’altezza della sua fama e delle aspettative della cittadinanza di Bergamo e per questo riversa in questo componimento tutta la sua scienza compositiva, ormai più che collaudata. La prima esecuzione dell’op. 20 riscuote un enorme successo, come si può rilevare anche dagli articoli sui maggiori periodici musicali dell’epoca, tra cui la Gazzetta Musicale di Milano. I giudizi dei contemporanei sono entusiastici e segnalano le seguenti caratteristiche salienti della sua musica sacra: la costante presenza di un interesse tipicamente ponchielliano per melodie di ampio fraseggio, l’evidente sapienza compositiva, il saggio bilanciamento di vari atteggiamenti compositivi e di registri espressivi, la presenza consistente e multiforme del coro e l’accurata scrittura orchestrale. Frutto dell’estrema maturità di un compositore che era già al vertice della sua carriera di operista, questa Messa è indubbiamente uno dei capolavori della musica sacra italiana dell’Ottocento.

Fa il suo debutto alla guida dei complessi areniani il Maestro Jacopo Brusa, tra i promettenti giovani direttori d’orchestra della sua generazione, attivo in Italia e all’estero. Gli interventi solistici della Messa di Ponchielli saranno eseguiti dal tenore Matteo Falcier, dal baritono Benjamin Cho e dal basso Alessio Cacciamani.

Il concerto sarà disponibile da venerdì 5 marzo alle 20.30 su YouTube e sulla webTV arena.it/tv, grazie al supporto dell’ANFOLS nel progetto “Aperti nonostante tutto”.

Sabato 13 alle 15.00 sarà trasmesso su Facebook e in chiaro su Telenuovo (canale 11) per aprire le porte del Teatro alla città attraverso l’iniziativa Filarmonico aperto…a casa tua.

 

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5 marzo ore 20.30 · WEBTV E YOUTUBE

13 marzo ore 15.00 · FACEBOOK | TELENUOVO

Ingegno atipico

Jacopo Brusa Direttore

 

Giuseppe Verdi

Quartetto in mi minore (versione per orchestra d’archi)

 

Amilcare Ponchielli

Messa op. 20

 

ORCHESTRA E CORO DELLA FONDAZIONE ARENA DI VERONA

Maestro del Coro Vito Lombardi

Dal Teatro Massimo di Palermo il 4, 5 e 6 marzo va in onda "Torneranno i bei momenti", spettacolo basato sulla trilogia di Mozart e Da Ponte.

 Un'opera-film per i più giovani inaugura la web Tv dei ragazzi del Teatro Massimo di Palermo

Il 4, 5 e 6 marzo va in onda "Torneranno i bei momenti", spettacolo basato sulla trilogia di Mozart e Da Ponte, con la direzione di Omer Meir Wellber e la regia di Gianmaria Aliverta.

E' dedicato a un pubblico di giovani e giovanissimi il nuovo palinsesto di programmi della Fondazione Teatro Massimo di Palermo che prende avvio il 4, 5 e 6 marzo alle 17.00.

La web Tv dei Ragazzi si inaugura con il nuovo spettacolo “Torneranno i bei momenti”: un’opera- film diretta da Omer Meir Wellber, con la regia di Gianmaria Aliverta, che ha curato anche la drammaturgia con Alberto Mattioli.

Da poco si sono concluse le riprese a cura di Playmaker produzioni, con la regia di Andrea Zulini e il montaggio di Laura Schimmenti. Sulla musica della trilogia Mozart e Da Ponte - quindi con frammenti da Nozze di Figaro, Don Giovanni e Così fan tutte - si raccontano le vicende di una giovane compagnia di cantanti d’opera bloccata dalla pandemia tra le mura del Teatro Massimo, come in un reality, e in attesa di tornare a cantare con il pubblico in presenza. Del cast fanno parte i soprani Giulia Mazzola ed Enkeleda Kamani, il mezzosoprano Elena Caccamo, il baritono Alfonso Michele Ciulla e i bassi Lorenzo Barbieri e Nicolò Donini.

"Sei cantanti rimasti intrappolati al Teatro Massimo di Palermo in attesa della sua riapertura, non riescono più a distinguere la realtà dalla finzione, né a smettere gli abiti di scena - dice il regista Gianmaria Aliverta - I palchi e la platea sono diventati a tutti gli effetti la loro casa, i colleghi dei coinquilini senza scampo. Inevitabilmente prendono corpo quelle passioni, quelle invidie e quei tradimenti delle opere di Mozart e Da Ponte con cui i cantanti erano alle prese prima della chiusura del teatro e che adesso non riescono più a togliersi dalla testa, a tal punto da confonderne le trame con la loro stessa vita. Grazie alle nuove tecnologie, lo spettacolo dimostra che le trame intrecciate di una serie tv sono le stesse delle opere liriche. La speranza è che quando “torneranno i bei momenti” degli spettacoli dal vivo - conclude Aliverta - a sedere in quei palchi e in quella platea ci saranno per la prima volta anche gli spettatori di questo cortometraggio lirico".

“Mettere le mani nella pasta della dream couple della storia del teatro musicale? Forse non è solo un sacrilegio o un delitto di lesa maestà operistica - aggiunge Alberto Mattioli, autore della drammaturgia insieme a Gianmaria Aliverta - ma un'opportunità per avvicinare qualche giovane ascoltatore o aspirante tale a


questo mondo apparentemente così lontano dalla sua quotidianità e magari pure dalle sue aspettative. Cercando di spiegargli perché, invece, quei personaggi, quelle storie, quei meccanismi psicologici non sono un remoto universo di rimembranze affettuose o comode commozioni, ma il tessuto connettivo della vita, quella di tutti, dunque anche la sua. Giocandoci un po', certo, e senza prenderlo o prendersi troppo sul serio”.

Dopo “Torneranno i bei momenti” la web Tv dei ragazzi prevede altri format, pensati per i più piccoli come “Play with me”, che vedrà protagonisti alcuni tra i duecento bambini e ragazzi tra i sette e i ventitré anni che animano la Massimo Kids Orchestra, la Massimo Youth Orchestra, la Cantoria, il Coro di voci bianche e il Coro Arcobaleno del Teatro Massimo che condivideranno con gli spettatori, loro coetanei, particolarità e curiosità dello strumento musicale che suonano e del far musica insieme cantando e suonando. O ancora “Bambini all’Opera” in cui una cantante, un disegnatore e una narratrice racconteranno con un linguaggio più immediato e divertente le trame e gli intrecci delle opere liriche.


lunedì 1 marzo 2021

GIOVEDI, 4 MARZO, ALLE 20,30 IN STREAMING : JAMES CONLON SUL PODIO DELL’ORCHESTRA RAI.

 

JAMES CONLON TORNA SUL PODIO DELL’ORCHESTRA RAI


 

Con lui il pianista Jan Lisiecki, giovedì 4 marzo alle 20.30 in diretta su Radio3, in Euroradio e in live streaming su www.raicultura.it

Torna sul podio dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai James Conlon, che l’ha guidata come Direttore principale per quattro anni, dal 2016 al 2020. Il suo concerto è in programma a porte chiuse all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino giovedì 4 marzo alle 20.30, con trasmissione in diretta su Radio3 e nel circuito Euroradio, oltre che in live streaming sul portale di Rai Cultura. 

Conlon è attualmente Direttore musicale dell’Opera di Los Angeles, e dal settembre prossimo sarà Consulente artistico della Baltimore Symphony Orchestra. 

 

Assieme al direttore americano è protagonista il giovane pianista canadese di origine polacca Jan Lisiecki, di ritorno con l’Orchestra Rai dopo i successi ottenuti nel 2016 e nel 2018 con i concerti per pianoforte di Chopin. Definito dal New York Times «un pianista che sa fare in modo che ogni nota conti», nel 2013 si è guadagnato un Leonard Bernstein Award al Festival dello Schleswig-Holstein ed è diventato il più giovane artista di sempre ad aver vinto un Gramophone Award. È ospite regolare delle più prestigiose orchestre del mondo e collabora con direttori come Antonio Pappano, Yannick Nézet-Séguin, Daniel Harding e Pinchas Zukerman.

Lisiecki propone il Concerto in la minore per pianoforte e orchestra op. 16 di Edvard Grieg, scritto nel 1868 mentre il compositore – norvegese – soggiornava in Danimarca. Chiara la derivazione da un capolavoro del pianismo romantico come il Concerto per pianoforte di Schumann, con cui il lavoro condivide la tonalità di la minore, che Grieg ascoltò qualche anno prima a Lipsia nell’interpretazione di Clara Wieck, moglie di Schumann.

La serata si conclude con la Sinfonia n. 7 in mi maggiore di Anton Bruckner, opera monumentale composta fra il 1881 e il 1883 che consacrò alla fama universale il suo autore, ormai sessantenne. Centro espressivo della Settima è la profonda meditazione sulla morte contenuta nell’Adagio, che Bruckner scrisse sotto l’impressione della malattia e della scomparsa del venerato Wagner. Sinfonia di assoluto lirismo, manifesta con solennità il temperamento tragico e febbrile dell’ultimo Romanticismo. È eseguita nell’edizione Leopold Nowak pubblicata nel 1954.

 

James Conlon tornerà sul podio dell’Orchestra della Rai giovedì 25 marzo, per l’ultimo dei Concerti d’inverno 2021.

 

In ottemperanza alle ultime disposizioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri, i concerti dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai si svolgono a porte chiuse, senza la presenza del pubblico nell’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino.