lunedì 8 dicembre 2014

TEATRO ALLA SCALA: FIDELIO E' PIACIUTO A TUTTI


PRIMA ALLA SCALA MOLTO CONVINCENTE  ED APPLAUDITA DI  “FIDELIO” DI LUDWIG VAN BEETHOVEN

Oltre dieci minuti di applausi calorosi e convinti, con lancio di fiori ed intonazioni di “bravi” sono stati riservati a fine recita all’intero cast di artisti , protagonisti di un’apprezzata messa in scena di “Fidelio” di  Ludwig van Beethoven, con la regia di Deborah Warner e la direzione di Daniel Baremboim. Un’ovazione è stata riservata al grande Maestro che a fine anno concluderà il suo impegno come  direttore Musicale al Teatro alla Scala e alla scenografia ed ai costumi di Chloe Obolensky.  L’opera si ispira ad un fatto realmente accaduto in Francia che risale alle atrocità della Rivoluzione francese ai tempi di Robespierre  ma è soprattutto un inno all’amore coniugale,  anche se tocca altri temi  sensibili: prigione e libertà, ingiustizia e giustizia, sofferenza e felicità.   Si comincia con l’inno di Mameli, nonostante non fosse presente la prima carica dello Stato e neanche il premier Renzi, ma nel palco reale c’erano il presidente del Senato Grasso, il Presidente della Regione Maroni ed il sindaco Pisapia ed altre personalità di rilievo come Cristine Lagarde, invitata da mario Monti e tanti altri ancora.  Fa da scena fissa allo spettacolo una vecchia struttura abbandonata cupa e molto buia con alte pareti di cemento, vecchi macchinari e bidoni , con gli efficaci effetti luce di Jean Kalman. L’opera inizia  con l’Ouverture Leonore n. 2 op. 72 ed è imperniata sul personaggio
femminile Leonore, (travestito da maschio e quindi nel ruolo di Fidelio). E’ un personaggio straordinario perché è un eroe al femminile. Molto apprezzata anche la rilettura della regista britannica Deborah Warner e l’allestimento tutto in chiave contemporanea con jeans, felpe e scarpe sportive. In questa contesto vivono Rocco e la figlia Marzelline (calze scure, minigonna e felpa rosa), tra tavolini e scartoffie, lenzuola stese ad asciugare, l'asse da stiro usato dalla ragazza. E' qui che lavora anche Fidelio, in tuta blu da lavoro che suscita l'amore di Marzelline, a sua volta desiderata da Jaquino. E’ dolcissimo il quartetto a cui i personaggi danno vita. Nel secondo atto la scenografia rimane immutata per una buona parte ancora. Fidelio riesce ad entrare nelle nelle grazie di Rocco, che promette di condurlo nelle segrete del carcere. Quando Don Pizzarro (che intende uccidere Florestan, odiato oppositore politico )  gli ordina di scavare la fossa per Florestan,  Rocco decide di portare Fidelio con sé;   nel momento in cui Pizzarro tenta  di accoltellare Florestan,  Fidelio si svela e togliendosi  il berretto di lana mostra i suoi capelli biondi e rivela di essere Leonora.   Ecco che le altissime pareti di fondo cadono e la scena che era  buia viene inondata  da una luce intensa.  L'ambiente tetro, vuoto, grigio si anima con i costumi colorati dei detenuti liberi esultanti.  Un nuovo straordinario  quartetto di voci, quando Leonora difende il marito con una pistola, fino all'arrivo, atteso, del ministro don Fernando, che ha appena decretato la liberazione di tutti i prigionieri. Don Pizarro fugge ed inseguito dai prigionieri viene ucciso con un colpo di pistola.  Un finale di luce nelle tenebre della prigione. Applausi convinti per tutti, per la compagnia di canto ad iniziare dalla voce ed interpretazione intensa di Anja Kampe nel ruolo di Leonora- Fidelio, di Klaus Florian Vogt (nel ruolo del marito imprigionato, Florestan), di Kwangchul Youn (il capo carceriere Rocco), di Mojca Erdmann (sua figlia Marzelline) e Florian Hoffmann (spasimante non ricambiato, Jaquino) ed ancora Falk Struckmann (Don Pizzarro, governatore della prigione) e Peter Mattei (il ministro Don Fernando) e l’ovazione per Daniel Baremboim. Circa tre ore di impegno drammatico e strumentale per un’opera  così importante e prestigiosa come è “Fidelio” di Ludwig van Beethoven ma fuori  dal teatro due ore di scontri tra antagonisti dei centri sociali ed anarchici e la polizia.

Gaetano Laudadio



Nessun commento:

Posta un commento