giovedì 16 luglio 2015

IL FESTIVAL DELLA VALLE D'ITRIA INIZIA CON UN'OPERA CONTEMPORANEA DI TUTINO

UNA PRIMA MONDIALE PER L’INAUGURAZIONE  DEL FESTIVAL DI MARTINA FRANCA


Martina Franca - Si è aperta nella suggestiva cornice dell’atrio del Palazzo Ducale la 41ma edizione del Festival della valle d’Itria con “Le braci”, opera contemporanea musicata da Marco Tutino e tratta  da un grande successo letterario : “Le candele si consumano  sino alla  fine” di Sándor Márai, scomparso nel 1989.  È  un racconto ricco di sentimenti  e risentimenti: rancore,  dolore, rimpianti, nostalgia ma che riesce ad esplorare le pieghe degli affetti più intimi di due amici Henrik e Konrad , “fratelli siamesi” (come si auto-definiscono da giovani), ma che sullo sfondo della storia lascia trasparire una grande amicizia tradita per una donna, Kristina,  della quale sono entrambi  innamorati.  I due amici si  rivedono dopo 41 anni nella residenza spoglia e grigia del generale Henrik  e con i due protagonisti  anche la vecchia governante. L’opera si svolge in continui flash-back  e l’atmosfera che regna è allusiva di quello che sarà evidente solo alla fine. È un continuo  confronto verbale che tende a chiarire non solo se c’è stato il tradimento da parte dell’amico ma se nella scena della caccia l’amico di una vita voleva ucciderlo e soprattutto se Kristina ne era a conoscenza. Conferme che non saranno mai chiarite dall’amico Konrad ma che sveleranno a fine spettacolo che effettivamente il generale, diventato marito di Kristina, è stato ucciso da lui durante una battuta di caccia. Un canto finale a sei  rivela la realtà effettiva, sottesa sin dalle prime scene con atteggiamenti particolari, quali il pallore eccessivo dei protagonisti, e cioè che tutti sono fantasmi  sin dalle prime scene e che  non hanno fatto che rievocare le loro tormentate vite da morti.  
L’opera è stata eseguita  in una  versione ridotta lo scorso autunno in Ungheria, ma a Martina è stata presentata  nel primo vero allestimento,  curato da Gabriele Lavia,  frutto di una coproduzione  con la fondazione del Maggio musicale fiorentino e il teatro La Pergola di Firenze dove andrà in scena prossimamente.  Lo spettacolo, è stato realizzato con i costumi di Silvia Aymonino e le scene di Tiziano Santi, già noto al pubblico del Festival per altri spettacoli di successo,  e la collaborazione di uno dei nomi più brillanti tra quelli del teatro italiano contemporaneo, Leo Muscato .  Sul podio a dirigere la solida orchestra Internazionale d’Italia , un altro giovane maestro, Francesco Cilluffo. Il cast dei cantanti  ha confermato il valore di due artisti di grande spessore come Roberto Scandiuzzi (un’ovazione per lui a fine recita) e Alfonso Antoniozzi , affiancati da giovani talenti del teatro musicale, Romina Tomasoni, Angela Nisi, Pavol Kuban e Davide Giusti. Bravi i danzatori della Fattoria Vittadini, Chiara Ameglio, Mattia Agatiello, Cesare Benedetti, il cui valore è stato riconosciuto proprio lo scorso anno col premio Abbiati.   Con questo successo acclamato da un folto pubblico , fatto anche di tanti giovani, il direttore artistico Alberto Triola ha posto l’imprimatur al festival martinese con un programma di spettacoli sempre più importante ed ambizioso. Oltre questa prima mondiale, aveva sottolineato in fase di presentazione della rassegna  il direttore Triola, il Festival avrà quest’anno ben 4 titoli d’opera oltre il concerto dello spirito di musica sacra nella Basilica di San Martino , il Concerto del Belcanto, quello con musiche dal Barbiere di Siviglia ed il Concerto a Palazzo, quelli del sorbetto e del fuori orario, all’ora sesta e del fuori orario. C’è anche il Festival  Junior per i ragazzi con “C’era una volta…Re Tuono”.


Gaetano Laudadio

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