martedì 16 marzo 2021

Le Fondazioni Lirico/Sinfoniche e la pandemia: cosa ha fatto il Teatro San Carlo.

Le Fondazioni Lirico/Sinfoniche e la pandemia:  cosa ha fatto il Teatro San Carlo.



La Fondazione Teatro di San Carlo intende fare chiarezza nell’attuale contesto di incertezza generale motivata dalla condizione eccezionale di pandemia che coinvolge non solo il Paese ma anche tutto il contesto internazionale.


- L’entrata in Fis a partire dal 7 aprile p.v. nasce dall’esigenza di tutelare il Teatro e i suoi lavoratori. I riferimenti legislativi riportano che “ i datori di lavoro che sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da Covid 19 possono presentare domanda di concessione dei trattamenti”.

Risultano altresì stringenti le indicazioni provenienti dal Ministero per i Beni e le Attività culturali che impongono tra l’altro “il corretto impiego delle risorse finanziarie reiterando  l’indicazione ad impiegare, - per tempo e pienamente - , le misure emergenziali governative di sostegno, prima fra esse l’integrazione salariale per i dipendenti, in ragione della disposta sospensione delle attività aperte al pubblico".


A livello nazionale tutte le Fondazioni lirico sinfoniche hanno utilizzato strumenti di ristoro,  facendo ricorso al Fis:


Teatro alla Scala di Milano
Teatro Comunale di Bologna
Teatro del Maggio Musicale Fiorentino
Teatro Carlo Felice di Genova
Teatro di San Carlo in Napoli
Teatro Massimo di Palermo
Teatro dell’Opera di Roma
Teatro Regio di Torino
Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste
Teatro la Fenice di Venezia
Arena di Verona
Teatro Lirico di Cagliari
Petruzzelli e Teatri di Bari
Accademia Nazionale di Santa Cecilia


Con  il riacuirsi dei contagi,  che ha imposto il varo di nuove misure restrittive, la maggior parte delle Fondazioni lirico sinfoniche ha disposto l’annullamento della programmazione, la sospensione del personale con l’attivazione del Fondo di integrazione Salariale, causa Covid 19,  a tutela dei redditi dei lavoratori che altrimenti non avrebbero potuto percepire retribuzione.
La Fondazione Teatro di San Carlo è una delle ultime in ordine di tempo a ricorrere a questo ammortizzatore sociale. Infatti per un intero anno si è impegnata alla produzione e diffusione  di attività in streaming che hanno permesso di garantire e mantenere finora integralmente  le retribuzioni per tutti i lavoratori, realizzando nel contempo iniziative come “Regione Lirica” di respiro internazionale, con un forte rilancio del Massimo napoletano.

- Per quanto riguarda la piattaforma Streaming è opportuno chiarire che si tratta di un progetto che va oltre la modalità  “streaming” a cui noi tutti siamo ormai abituati. Come più volte ribadito e riportato dagli organi di stampa, la piattaforma di cui si sta dotando il Teatro è in corso di realizzazione nel rispetto dei  tempi previsti dalla procedure del bando di assegnazione da parte del Provveditorato alle opere pubbliche,  che consentirà al teatro di svolgere anche una fondamentale funzione sociale e  aprendosi in primis al proprio territorio con allestimento di maxischermi nei quartieri e nelle principali province della Regione Campania, (al momento tale fase inattuabile nel rispetto delle disposizioni anti-assembramento).
Le Fondazioni Lirico Sinfoniche, se pur Enti destinatari di sovvenzioni pubbliche, sono soggetti giuridici di diritto privato e la loro disciplina stabilisce  che  “operano secondo criteri di imprenditorialità ed efficienza nel rispetto del vincolo di bilancio”. La maggior parte delle Fondazioni sono inoltre sottoposte ai piani di risanamento, ovvero un percorso attivato per enti in grave deficit economico, che ne ha previsto il rilancio e superamento delle condizioni di criticità entro un termine prestabilito che era l’anno 2020, con costante vigilanza sugli obiettivi di pareggio di bilancio da raggiungere. E’ per questo che a tutt’oggi la Fondazione invia rigorosi report trimestrali al Commissario di Governo delle Fondazioni Lirico Sinfoniche.

- Fermo restando che il MIBACT impone agli organi di revisione interni delle singole Fondazioni di vigilare costantemente sulla corretta applicazione delle proprie indicazioni e di relazionare sull’utilizzo degli strumenti di integrazione salariale, la  gestione finanziaria della Fondazione Teatro di San Carlo è soggetta al controllo della Corte dei Conti, l’intera attività è sottoposta al monitoraggio da parte del MIBACT e del Ministero dell’Economia e delle Finanze attraverso un Commissario di Governo. L’attenzione di quest’ultimo è particolarmente rivolta al costo del personale ancor di più in questo momento emergenziale con l’invito ad una gestione prudenziale.
La stabilità economica della Fondazione e la tutela dei lavoratori  rappresentano per gli organi di gestione una priorità e una necessità da salvaguardare.

- Entro il 30 aprile 2021 dovrà essere approvato il bilancio d’esercizio 2020,  che anche quest’anno  chiuderà in pareggio, i cui contenuti saranno consultabili sul sito ufficiale della Fondazione nella sezione amministrazione trasparente da cui è possibile rilevare dati ed informazioni che riguardano l’attività e l’organizzazione del Teatro.

Per l’anno 2021, visto il perdurare del difficile momento storico,   il Bilancio preventivo, già predisposto, nonostante l’evolversi dell’emergenza delle ultime settimane che  rende difficile un quadro completo e definitivo circa la portata delle reali conseguenze, si stima che chiuderà in pareggio utilizzando tutti gli strumenti e le misure di sostegno poste in essere dal Governo, compreso il Fis.

Tutte le strategie finora adottate hanno consentito alla Fondazione di resistere ai mancati ricavi che per il 2020 ammontano ad oltre 10 milioni di euro.

"In questo contesto generale di grave crisi -afferma il Sovrintendente del Teatro San Carlo Stéphane Lissner- abbiamo garantito finora le retribuzioni integrali a tutti i dipendenti essendo priorità di questa Sovrintendenza la tutela e la difesa dei diritti dei lavoratori. Ogni decisione presa scaturisce da una grande attenzione ai protocolli di sicurezza a tutela della salute dei lavoratori e soprattutto da una rigorosa attività di controllo delle risorse finanziarie, che serviranno anche nel prossimo futuro alla stabilizzazione dei precari, avendo una visione a lungo termine per mantenere l'equilibrio di bilancio e i livelli occupazionali".

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